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Opposizione all’archiviazione del Teutonico

La famiglia di Emanuela Orlandi di nuovo in campo per opporsi all’archiviazione sui resti ritrovati nel Cimitero Teutonico, deciso dal tribunale vaticano.

Il legale Laura Sgrò ha presentato un’istanza al giudice unico della Città del Vaticano dove si chiede che venga ascoltato il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, e che venga acquisita tutta la documentazione relativa all’attività svolta dall’ufficio vaticano del Promotore di Giustizia, compresa una copia integrale dei filmati delle perizie effettuate nel Cimitero Teutonico all’interno del vaticano.

Gli stessi familiari contestano integralmente le motivazioni con le quali l’Ufficio del Promotore ha chiesto l’archiviazione del caso. In primo luogo perché, dichiara Laura Sgrò, dopo l’apertura del vano sottostante la tomba della principessa Sophie von Holenhle, (indicata dalla difesa come luogo che custodiva i resti di Emanuela), è apparso chiaro a tutti che la via più accessibile al vano non era affatto quella praticata dagli operai ma che sarebbe bastato spostare la lastra di marmo posizionata accanto alla tomba per avere immediato accesso. Ed è proprio per questo motivo, continua,  che si chiede una copia della video registrazione delle attività peritali, considerata determinante ai fini della valutazione delle modalità di accesso al vano. Le conclusioni non sono condivisibili neanche sul piano scientifico: non è possibile, per l’antropologia forense, escludere “nella maniera più categorica” una datazione, basandosi solo su una analisi ottica dei reperti.

teutonico
Cimitero Teutonico

Un anno fa venne svolta, in fretta e furia, nell’arco di 48 ore, una perizia sui resti ossei emersi dal Cimitero Teutonico. Una volta esaminati, non si sa bene in quale modo e con quale criterio, il Giudice Unico dello Stato della Città del Vaticano ha archiviato le indagini sui frammenti e ora la famiglia chiede che vengano chiarite per filo e per segno, le quanto meno anomale modalità nell’esecuzione della rapida perizia.

Il provvedimento di archiviazione, tuttavia, lasciava aperta alla famiglia Orlandi la possibilità di procedere, privatamente ed a loro spese, ad eventuali ulteriori accertamenti su alcuni frammenti già repertati e custoditi presso la Gendarmeria. Attività che il perito di parte, Dott. Giorgio Portera, secondo accordi, doveva effettuare il prossimo 6 luglio ma proprio oggi, 2 luglio, il Giudice Unico del Vaticano ha consegnato al legale della famiglia Orlandi un decreto che annulla l’autorizzazione al ritiro delle ossa spostandola a data da destinarsi.   

Scrive Pietro Orlandi, “per chi mi chiede motivazioni per il rinvio, non lo so, nel decreto non ci sono motivazioni, solo la comunicazione del rinvio. Magari la motivazione può anche essere l’indisponibilità per quel giorno di qualcuno la cui presenza è obbligatoria, non lo so“.

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