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Archiviate (anche) le indagini al Cimitero Teutonico.

Le ossa al cimitero Teutonico risalgono a più di cento anni fa. Con questa motivazione il Giudice Unico dello Stato della Città del Vaticano ha archiviato le indagini sui frammenti ossei rinvenuti nei sotterranei del Cimitero Teutonico Vaticano l’estate scorsa, quando, a seguito di una segnalazione sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la famiglia chiese che venissero esaminati i resti sepolti. Pietro Orlandi: “Non ci fermiamo”.

“Il procedimento relativo alla presunta sepoltura in Vaticano presso il cimitero Teutonico, dei resti di Emanuela Orlandi – si legge nel comunicato della Santa Sede – è stato archiviato dal Giudice Unico dello Stato della Città del Vaticano, che ha integralmente accolto la richiesta dell’Ufficio del Promotore di Giustizia”. Lo stesso comunicato spiega che i frammenti rinvenuti sono databili ad epoca anteriore alla scomparsa della povera Emanuela: i più recenti risalirebbero ad almeno cento anni fa. Il provvedimento di archiviazione, tuttavia, lascia aperta alla famiglia Orlandi la possibilità di procedere, privatamente, ad eventuali ulteriori accertamenti su alcuni frammenti già repertati e custoditi, in contenitori sigillati, presso la Gendarmeria.

 

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Laura Sgrò

Siamo perplessi –  dice Laura Sgro, avvocato della famiglia Orlandi – gli accertamenti sulle ossa repertate, ben 26 sacchi, sono avvenuti l’estate scorsa e sono durati poco più di due giorni, non consecutivi. Si tratta di esami puramente visivi, che, a detta dei migliori consulenti in materia, non sono sufficienti a datare con precisione le ossa. Dunque, mi chiedo come si fa a dire che si tratta di ossa centenarie se queste non sono state esaminate? I test genetici e con Carbobio14 non sono stati effettuati e ora ci sentiamo dire che la famiglia è libera di procedere autonomamente con gli approfondimenti. Eppure il Vaticano conosce le condizioni economiche della famiglia Orlandi, come può pensare che da soli siano in grado di sostenere esami così costosi? Ovviamente non siamo soddisfatti e siamo molto perplessi rispetto al dichiarato spirito di collaborazione della Santa Sede. Ci domandiamo, ad esempio, perché non abbiamo risposto a tutte le altre richieste presentate? Parlo della domanda di ascoltare alcuni cardinali, della richiesta di chiarezza rispetto alla telefonata arrivata in sala stampa, tutte questioni che non sono state sciolte. In più ci interroghiamo sul tempismo di questa archiviazione, giunta in un momento storico in cui non possiamo muoverci liberamente”.

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Il fascicolo sulle ossa al Cimitero Teutonico

A dare il via alle indagini nello storico cimitero della Chiesa era stata una segnalazione, ritenuta credibile, giunta alla famiglia Orlandi l’estate scorsa. Assistito dal suo avvocato, Pietro Orlandi aveva chiesto l’accesso a due tombe ubicate all’interno del Cimitero Teutonico, aperte a luglio di un anno fa e risultato misteriosamente vuote. Contestualmente, però, in un sotterraneo all’interno del complesso cimiteriale, vennero recuperate delle ossa il cui esame venne autorizzato e affidato al professor Giovanni Arcudi, Perito di Ufficio, alla presenza dei consulenti della famiglia Orlandi. Dall’esame di cui quei frammenti ossei il patologo avrebbe concluso che si tratta di ossa centenarie, quindi risalenti a un’epoca precedente a quella della scomparsa della quindicenne Emanuela Orlandi. Di qui la richiesta di archiviazione, che però non chiude l’intricata vicenda di Emanuela. Suo fratello Pietro Orlandi, infatti, ha sempre sostenuto che non avrebbe mai smesso di cercare la verità sulla scomparsa di sua sorella.

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