La pista di Bolzano

Un’insegnante (che nel frattempo è morta) disse di averla solo udita. Invece Josephine Hofer Spitaler di Terlano alle porte di Bolzano, l’avrebbe vista e le avrebbe pure parlato.

A svelarlo una brevissima intervista mandata in onda dall’emittente trentina RTTR all’anziana donna che malgrado evidenti difficoltà espressive, racconta di averla vista arrivare con degli uomini, entrare in un appartamento. Emanuela avrebbe bussato alla sua finestra per chiedere una telefonata ma la donna al tempo non aveva telefono.

La pista di Bolzano ha dunque evidenze e testimoni mentre non si è mai sopita la voce secondo la quale Emanuela Orlandi sarebbe chiusa in un convento di clausura. L’ipotesi che la ragazza all’epoca fosse stata nel territorio di Bolzano era stata verificata anche negli anni scorsi (l’ipotesi c’è anche nel libro scritto dal fratello). A dare notizia di un sopralluogo fu lo stesso Pietro Orlandi che a inizio novembre 2012 aveva tentato di verificarla personalmente.

Un altro buco nell’acqua” scrisse poi alla comunità che in Facebook lo segue numerosa e lo ha accompagnato nelle battaglie di questi ultimi anni. “Per più di un mese stavo dietro ad una pista che sembrava buona: un contatto con una persona ci ha portato ad una ventina di chilometri da Bolzano, nel convento di clausura del monastero di Sabiona” ha rivelato Orlandi che ha poi circostanziato meglio l’esito del sopralluogo: “Un buco nell’acqua, e per buco intendo il fatto che Emanuela non c’era all’interno del monastero, ma questo viaggio è servito a confermare alcuni fatti riguardo la pista di Bolzano che meriterebbe secondo me più attenzione da parte degli inquirenti“.

Aveva quindi spiegato che l’ispezione in un convento è  negata anche alla Magistratura e Carabinieri se non c’è l’autorizzazione del Vaticano. “Praticamente un posto perfetto per nascondere qualcuno. Ringrazio comunque la Magistratura e i Carabinieri di Bolzano per la disponibilità e impegno messo in questo ennesimo tentativo, senza di loro probabilmente non saremmo riusciti neanche a bussare alla porta del convento. Prima o poi arriverà il contatto giusto“.

 

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