Pubblicità

Audizione Paola Giordani

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA

sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori

AUDIZIONE DI PAOLA GIORDANI

 54^ seduta: giovedì 24 luglio 2025

Presidenza del presidente DE PRIAMO

Audizione di Paola Giordani

Sigle dei Gruppi parlamentari del Senato della Repubblica: Civici d’Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l’Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd’I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d’Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d’Azione: LSP-PSd’Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.

Sigle dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati: FRATELLI D’ITALIA: FDI;  PARTITO DEMOCRATICO – ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA: PD-IDP;  LEGA – SALVINI PREMIER: LEGA;  MOVIMENTO 5 STELLE: M5S;  FORZA ITALIA – BERLUSCONI PRESIDENTE – PPE: FI-PPE;  AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE: AZ-PER-RE;  ALLEANZA VERDI E SINISTRA: AVS;  ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE: IV-C-RE;  NOI MODERATI (NOI CON L’ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC, ITALIA AL CENTRO)-MAIE: NM(N-C-U-I)-M;  MISTO: MISTO;  MISTO-MINORANZE LINGUISTICHE: MISTO-MIN.LING.;  MISTO-+EUROPA: MISTO-+EUROPA.

 Interviene la signora Paola Giordani, amica della comitiva di Azione Cattolica frequentata da Emanuela Orlandi.

Sono presenti inoltre, quali collaboratori della Commissione, ai sensi dell’articolo 23 del Regolamento interno, l’avvocato Alessandro Cardia, l’avvocato David Ermini, l’avvocato Carmen Manfredda, il dottor Tommaso Nelli, l’avvocato Simone Pacifici, l’avvocato Claudio Santini, il signor Augusto Scacco e il dottor Vincenzo Vecchio, nonché il Vice questore aggiunto della Polizia di Stato dottoressa Pamela Franconieri, il Maresciallo Maggiore dell’Arma dei carabinieri Roberto Tomassi e il Maresciallo Capo dell’Arma dei carabinieri Giuseppe Andrisano.

 I lavori iniziano alle ore 13,27.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI

PRESIDENTE. Comunico che della seduta odierna sarà redatto il resoconto stenografico e che, ai sensi dell’articolo 12, comma 5, del Regolamento interno, la pubblicità dei lavori sarà inoltre assicurata attraverso l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso per la parte relativa alle audizioni. Ai sensi del comma 6 del già citato articolo 12, apprezzate le circostanze, mi riservo di disporre l’interruzione anche solo temporaneamente di tale forma di pubblicità. Ricordo, inoltre, che gli auditi rispondono delle opinioni espresse e delle dichiarazioni rese e che possono richiedere in qualsiasi momento alla Commissione la chiusura della trasmissione audio-video e la secretazione dell’audizione o di parte di essa, ove ritengano di riferire fatti o circostanze che non debbano essere divulgati. Infine, ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del Regolamento interno, la Commissione, su richiesta del Presidente o di due componenti, può deliberare di riunirsi in seduta segreta tutte le volte che lo ritenga opportuno.

Ricordo, altresì, che, ai sensi dell’articolo 19, comma 8 del Regolamento interno, i Commissari e tutti coloro che a vario titolo collaborano con la Commissione sono obbligati all’osservanza del segreto e a non divulgare informazioni e documenti di cui siano venuti a conoscenza nel corso dell’attività di inchiesta.

Poiché non vi sono osservazioni, così resta stabilito.

PROCEDURE INFORMATIVE.

 Audizione di Paola Giordani

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’audizione della signora Paola Giordani, amica della comitiva di Azione Cattolica frequentata da Emanuela Orlandi. Inizio subito a porle alcune domande, alla quale seguiranno le domande dei colleghi che vorranno intervenire. Innanzitutto, signora Giordani, le chiedo di inquadrare quella che è stata la natura della sua conoscenza con Emanuela Orlandi.   

GIORDANI. Io ed Emanuela siamo cresciute insieme. I nostri genitori lavoravano insieme, mio padre con il padre di Emanuela. Eravamo spesso insieme. Giocavamo nei Giardini Vaticani, coi pattini a piazza San Pietro ed alla Mole Adriana e nei dintorni di casa. Spesso andavamo all’ex Giocagiò, una sala giochi che adesso non esiste più. Andavamo al mare ad Ostia con il trenino, con Emanuela, con la sorella più piccola Cristina, con mia sorella Gabriella ed un gruppo di amici. Spesso venivano anche i fratelli più grandi, però loro venivano a parte, ci raggiungevano in spiaggia.

PRESIDENTE. Lei è coetanea di Emanuela? 

GIORDANI. Sì, c’era qualche mese di differenza.

PRESIDENTE. Suo padre che ruolo aveva presso la Città del Vaticano?

GIORDANI. Lavorava in Prefettura. 

PRESIDENTE. E lavorava insieme ad Ercole Orlandi?

GIORDANI. Sì, erano vicini come ufficio. Noi conoscevamo la famiglia loro e loro la nostra. Ci frequentavamo. 

PRESIDENTE. La famiglia Gugel la conoscevate? 

GIORDANI. Sì, abitava al terzo piano. Flaviana e Raffaella Gugel facevano parte del nostro gruppo. Poi c’erano Guido e Carla che erano più piccoli.

PRESIDENTE. Quando è scomparsa Emanuela, quel giorno se lo ricorda? 

GIORDANI. Quello che ricordo è un altro giorno. Stavamo tornando dal mare. Di solito prendevamo l’autobus 64, che faceva capolinea a via dei Corridori. Poi andavamo a Piramide, dove prendevamo il treno per Ostia. Al ritorno prendevamo il treno e il 64, ma non scendevamo al capolinea. Scendevamo prima e ci facevamo tutta via dei Corridori a piedi. 

Un giorno, lungo via dei Corridori si è fermata una macchina, si è accostata ed una persona ha preso il braccio Emanuela dicendo: eccola, è questa. 

PRESIDENTE. Signora Giordani, anche se nello specifico le avevo chiesto se ricordava il giorno in cui è sparita Emanuela, questo fatto è importante. Questo episodio è precedente di quanti giorni alla scomparsa?

GIORDANI. Almeno tre o quattro giorni prima. Mentre eravamo a via dei Corridori si è fermata una macchina scura e grossa con due persone dentro. Quella che stava dalla parte del guidatore ha tirato fuori un braccio e ha afferrato Emanuela per il braccio. Lei si è divincolata, sentendo proprio la frase: eccola è questa. Dopo noi, essendo molto ragazzine, ci siamo messe a ridere e a scherzare.

PRESIDENTE. La frase: eccola, è questa, l’avete sentita tutti? 

GIORDANI. Sì. C’eravamo io, Emanuela, che è stata afferrata, e mia sorella che stava affianco. 

PRESIDENTE. Emanuela si era spaventata oppure avete un po’ sottovalutato la cosa?

GIORDANI. Ci abbiamo scherzato. Ci siamo messe a ridere. Proprio come ragazzine, non abbiamo dato peso più di tanto a questa cosa. Vi abbiamo dato peso dopo, quando è sparita Emanuela. 

PRESIDENTE. Lei era presente personalmente a questo episodio. Ma era presente anche in occasione di episodi analoghi? Almeno ad uno, che era capitato proprio alla sala giochi che lei ha citato prima, il Giocagiò?

GIORDANI. Quando andavamo al Giocagiò facevamo le mura di sant’Anna. Ogni tanto notavamo una macchina scura. Però, come ripeto, non davamo peso a queste cose. Poi, quando andavamo al Giocagiò, lì era pieno di ragazzetti. Io personalmente non ho fatto caso a questa cosa. 

PRESIDENTE. Quindi, la volta del Giocagiò lei non se la ricorda? 

GIORDANI. No. Poi, sentendo tutti gli episodi raccontati, ho saputo che anche lì era successa una cosa analoga. 

PRESIDENTE. Adesso ha ripetuto di nuovo di una macchina scura, ma nel caso del Giocagiò non è una sua testimonianza diretta. 

GIORDANI. No, in quel caso no. 

PRESIDENTE. Quanto alla domanda che facevo prima: ricorda quando ha saputo della scomparsa di Emanuela?

 GIORDANI. La sera stessa, perché noi, insieme alla sorella più piccola e ad un gruppo di amici, andavamo ad aspettarla sempre dall’altra parte del ponte. La sera, non avendola vista, siamo ritornati ognuno alle proprie abitazioni. Dopodiché, a una certa ora il padre di Emanuela ha chiamato nostro padre chiedendo se eravamo a casa e se Emanuela stava con noi. Da lì sono partite da subito le ricerche, con il fratello più grande, con mio padre, suo padre e un po’ di gente più grande.

PRESIDENTE. Lei era piccola, ma ricorda, per sentito dire, per le ricerche dove andarono? 

GIORDANI. Fecero il giro, anche della strada che facevamo noi per arrivare alla scuola, quindi nei dintorni. Poi, dopo qualche giorno, hanno messo i manifesti. 

PRESIDENTE. E lei di Manuela che ricordo ha? Proprio come persona.

GIORDANI. Una ragazza tranquilla e alla mano. Grilli per la testa non ne aveva. Era una persona semplice e tranquilla.

PRESIDENTE. Con lei si confidava Emanuela?

GIORDANI. No, forse più con mia sorella.

PRESIDENTE. Con chi aveva legato di più Emanuela in questa comitiva di Sant’Anna, tra le ragazze e anche tra i ragazzi? 

GIORDANI. Con mia sorella un pochino più che con me. Però spesso stavamo insieme, io, la sorella piccola di Emanuela e Gabriella. Poi spesso usciva con noi Angelo Rotatori. 

PRESIDENTE. E Pierluigi Magnesio?

GIORDANI. Pierluigi qualche volta, più che altro quando stavamo dentro le mura, dentro sant’Anna, perché facevamo parte di un’associazione. 

PRESIDENTE. Lei sapeva di una particolare simpatia di Pierluigi verso Emanuela?

GIORDANI. No, mai saputo, nel senso che non facevo caso a queste cose.

PRESIDENTE. E di una simpatia di Emanuela verso qualche ragazzo? Del gruppo e anche non del gruppo?

GIORDANI. Del gruppo, che io sappia no. Non del gruppo, noi non sapevamo cosa facesse Emanuela fuori del gruppo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Signora Giordani, grazie della sua disponibilità. Volevo tornare brevemente su quello che ha detto prima, in modo un po’ sommario, sul fatto che voi amici andavate con la sorella ad aspettare Emanuela. Lei ha detto: l’aspettavamo sempre al ponte della scuola. Io non sono di Roma: può essere un po’ più precisa sul luogo dell’incontro? 

GIORDANI. Uscita da scuola di musica lei attraversava il ponte e noi l’aspettavamo dall’altra parte del ponte. Poi facevamo tutta la strada indietro per tornare a casa.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Io volevo comprendere questa cosa. Lei ha detto: noi l’aspettavamo sempre lì. Quando ha detto sempre, intende tutte le volte che aveva lezione o spesso? 

GIORDANI. Quando aveva lezione, il 99 per cento delle volte andavamo a prenderla.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Solo per comprendere meglio anche quali erano le abitudini di Emanuela, sempre relativamente al suo tragitto da casa a scuola di musica e viceversa, Emanuela, quando usciva dalla scuola di musica, come arrivava all’appuntamento?

GIORDANI. Sempre a piedi quando sapeva che noi eravamo dall’altra parte del ponte. Attraversava ed arrivava.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, arrivava praticamente sempre a piedi, salvo eccezioni, quando magari non potevate vedervi per altri motivi ed impegni. Quindi, Emanuela non prendeva solitamente i mezzi per tornare a casa dalla scuola di musica?

GIORDANI. Spesso tornava con noi. Quella sera, non avendola vista, siamo andati via.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). In generale, Emanuela solitamente non prendeva i mezzi.

GIORDANI. La sera al ritorno, no. All’andata non glielo so dire. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Parliamo del ritorno. Al ritorno, quasi sempre, come lei ha detto, il 99 per cento delle volte l’aspettavate. Dalla scuola di musica, essendo un tragitto breve, lei non prendeva mezzi pubblici per arrivare all’appuntamento al di là del ponte. 

Le chiedo se è mai capitato che Emanuela si facesse accompagnare, magari da qualcuno in macchina, per arrivare da voi. O che qualche volta non si sia presentata perché magari è andata direttamente a casa ? Io parlo sempre in generale, quindi a parte quella sera.

GIORDANI. Qualche volta è capitato.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). È capitato che non si presentasse senza avvisarvi?

GIORDANI. Era nostra abitudine, insieme alla sorella, andarla a prendere, però lei magari non sapeva che noi stavamo là ad aspettarla. Non è che noi le dicevamo: oggi ti veniamo a prendere. Era una nostra abitudine.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Voi avevate un ritrovo lì e, normalmente, lei arrivava a piedi e vi raggiungeva. Però, cosa capitava quando Emanuela non veniva da voi?

GIORDANI. Ad una certa ora andavamo via. Se alle 20 non arrivava, andavamo via.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Come è successo, purtroppo, quella sera. A seguito del mancato incontro, essendoci nel gruppo anche la sorella oltre a voi amiche, Emanuela poi spiegava perché non era venuta all’appuntamento, perché non era passata di lì e come fosse tornata a casa? Ovviamente non mi riferisco a quel giorno. 

GIORDANI. No, tante volte non ce lo diceva. Noi tornavamo a casa, la sorella tornava a casa e magari Emanuela già stava a casa. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). E se era già a casa, per una questione di probabilità, non poteva essere tornata a piedi, se non era passata dal luogo dell’incontro. Oppure faceva anche un altro tragitto da sola a piedi, tornando da scuola? 

GIORDANI. Io questo non lo so. Magari usciva prima, ma adesso non glielo so dire. Anche perché noi uscivamo in gruppo, magari restavamo in giro e poi andavamo a prenderla. Non uscivamo solo per andare lì.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Non c’è mai stato, che lei ricordi, un episodio in cui Emanuela non è venuta all’appuntamento, voi al momento non ci avete fatto troppo caso, perché era già capitato, e poi magari il giorno dopo o due giorni dopo lei si è scusata per non essere venuta, spiegando che l’avevano accompagnata a casa?

GIORDANI. A noi no. Poi, se l’ha detto alla sorella Cristina, io non lo so.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei non ha mai accennato che, se non la vedevate, è perché la portava a casa il genitore di qualcuno della scuola o qualche persona del Vaticano che l’accompagnava direttamente a casa? 

GIORDANI. No, queste cose qua no. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, lei esclude categoricamente che Emanuela accettasse di essere accompagnata a casa in macchina da qualcuno che conosceva oppure non lo sa? 

GIORDANI. Io non credo che salisse su una macchina così, a meno che non conoscesse proprio la persona. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, non esclude categoricamente che Emanuela potesse farsi accompagnare da scuola in auto da qualcuno che conosceva nei giorni in cui non veniva al vostro incontro? 

GIORDANI. Qualcuno che conosceva, comunque. Altrimenti non sarebbe salita in macchina. Tante volte andava il fratello a prenderla.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Per quanto tempo è andata avanti questa abitudine di aspettare Emanuela al ponte quando tornava dalla scuola di musica?

PRESIDENTE. Aggiungo: lo facevate anche d’inverno? 

GIORDANI. Succedeva spesso. Sì, anche d’inverno. Sotto la pioggia magari no, però è andata avanti per un bel po’ di tempo come abitudine.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Più o meno da quando Emanuela ha iniziato la scuola di musica?

GIORDANI. Un po’ dopo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Non da subito, dunque, ma avete preso questa abitudine. Parliamo di tanto tempo, quindi. Le chiedo di fare mente locale. Succedeva spesso che Emanuela non si presentasse all’appuntamento ed era una cosa che vi portava a chiedervi dove fosse? 

GIORDANI. Era una cosa rara. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, non era normale che lei non venisse, ma capitava: di rado, ma capitava. Lei non esclude che in quelle circostanze lei andasse direttamente a casa accompagnata da qualcuno? 

GIORDANI. Che andasse a casa accompagnata da qualcuno, questo non lo so. Magari usciva prima, noi non lo sapevamo e andava a casa.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei prima ha detto: la strada che facevamo noi a piedi per andare alla scuola. Significa che c’erano delle volte in cui arrivavate direttamente vicino alla scuola di musica a prenderla o lei intendeva al ponte?

GIORDANI. Al ponte. Noi aspettavamo sempre dall’altra parte del ponte, proprio di fronte alla scuola. Lei attraversava e andavamo via.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Il ponte, però, non è proprio di fronte alla scuola. 

IAIA (FDI). Signora Gentile, all’episodio dello strattonamento, oltre a lei ed Emanuela, chi era presente? 

GIORDANI. La sorella più piccola, Cristina, mia sorella, poi c’era un ragazzo che mi sembra si chiami Angelo Rotatori e poi c’era un’altra bambina, della quale però non ricordo il nome. Spesso eravamo noi e poi ogni tanto veniva qualche altra compagna.

IAIA (FDI). Lei su questo episodio ha fornito due versioni, una nel 1983, dove non fa riferimento ad uno strattonamento vero e proprio, e poi nel 2008, dove dice, invece, che Emanuela fu strattonata, costretta a divincolarsi per liberarsi dalla presa. Qual è la realtà? Cosa ricorda e cosa ci può riferire: lei fu presa, afferrata o no?

GIORDANI. Sì, è stata presa per il braccio. Poi lei si è divincolata.

IAIA (FDI). Quindi, è vero quello che ha riferito nel 2008. Nell’83 lei firmò il verbale delle dichiarazioni di sua sorella e disse soltanto che l’auto si era fermata e che le persone all’interno avevano fatto una battuta. 

GIORDANI. No, io ho sempre detto che si era divincolata e che le avevano afferrato un braccio.  

IAIA (FDI). Però non risulta questo. Nell’83 fu sentita sua sorella e lei era presente. Lei si limitò a firmare il verbale delle dichiarazioni di sua sorella, confermando quello che sua sorella aveva detto all’epoca. Comunque, qui conferma che fu strattonata ed è questo che ci interessa oggi.

Successivamente, dopo la scomparsa di Emanuela, avete avuto modo di collegare la scomparsa di Emanuela a questo episodio dello strattonamento? Fra di voi ne avete parlato, ipotizzando che potesse essere collegata alla scomparsa questo episodio?

GIORDANI. No. Abbiamo collegato dopo, quando sono usciti fuori tanti elementi della storia, ma leggendo le testimonianze.

IAIA (FDI). Quindi nell’83, poco dopo la scomparsa, non avete collegato questo episodio alla scomparsa di Emanuela?

GIORDANI. Questo episodio l’abbiamo collegato dopo un bel po’ di tempo, quando sono iniziate a uscire determinati fatti. Facemmo anche una sorta di identikit delle persone che avevamo visto in macchina.

IAIA (FDI). Esatto. Nel 2008 le furono mostrate una serie di immagini, una serie di effigi di persone, e lei ne riconobbe una. 

GIORDANI. Sì, perché io ho visto la persona che ha strattonato Emanuela, che stava dalla parte del guidatore. Io ricordo una persona giovane.

IAIA (FDI). Quindi, era quello che guidava che la strattonò?

GIORDANI. No, quello a fianco, lato passeggero. Io ricordo una persona mora, scura di capelli, carnagione scura. Poi, mi è rimasta impressa la pelle butterata in faccia.

IAIA (FDI). Conferma, dunque, il riconoscimento che fece nel 2008. Lei riconobbe una persona, all’epoca. Era certa all’epoca ed è certa oggi di quel riconoscimento. 

GIORDANI. Mi hanno fatto vedere una serie di foto ed io ho visualizzato quella persona.

IAIA (FDI). Lei abitava in Vaticano, giusto? 

GIORDANI. No, abitavo fuori, ma sempre in una casa del Vaticano, in vicolo del Farinone. 

IAIA (FDI). Suo padre, invece, lavorava per il Vaticano. Nel vostro ambiente, nell’ambiente delle ragazzine dell’epoca, avete mai sentito parlare di prelati che non avevano un comportamento proprio irreprensibile? Nel vostro ambiente si parlava di queste cose? 

GIORDANI. Noi stavamo sempre dentro al Vaticano, ai Giardini Vaticani. Soprattutto ai Giardini, dove c’erano vescovi e capitava anche il Papa. Che io abbia ricevuto avances da parte loro, però, questo no.

IAIA (FDI). Mi riferisco a ragionamenti tra di voi, magari che qualcuno nel parlare ipotizzasse comportamenti che non erano proprio corretti da parte di qualche prelato. Non che voi abbiate visto questi comportamenti. In tal caso, ce lo riferirebbe, ma io chiedo se nel vostro ambiente, tra ragazzi, si parlasse di queste cose.

GIORDANI. Tra di noi no. 

IAIA (FDI). Voi pattinavate all’interno dei Giardini Vaticani? Anche Emanuela pattinava? 

GIORDANI. Sì, certo. A piazza San Pietro, sotto il porticato, alla Mole Adriana. 

IAIA (FDI). Lei è stata, in questi anni, intervistata da qualche giornalista per una trasmissione televisiva? 

PRESIDENTE. Per dare all’audita la possibilità di rispondere in totale libertà a questa domanda, dispongo il passaggio in seduta segreta.

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 13,53)

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 13,58)

IAIA (FDI). C’era qualche adulto che aveva qualche simpatia nei confronti di Emanuela o che magari si fermava un po’ di più a parlare con Emanuela, ma senza fare nulla di equivoco? Giusto qualcosa che lei ha notato?

GIORDANI. No, ma adulti nel gruppo nostro non ce n’erano.

IAIA (FDI). Un educatore o un parroco? Ma senza nessuna intenzione particolare. 

GIORDANI. No, nel nostro gruppo di Sant’Anna no. Al di fuori non so, perché non stavamo sempre insieme. 

IAIA (FDI). C’era, invece, qualche ragazzino che poteva piacere ad Emanuela nel vostro gruppo, verso cui lei aveva una simpatia?

GIORDANI. Per come la conoscevo io, lei era amica di tutti, nel senso che non aveva una preferenza nei confronti di qualcuno.

MALPEZZI (PD-IDP). Signora Giordani, lei può definirsi un’amica di Emanuela? Userebbe questa definizione? 

GIORDANI. Amica nel senso se uscivamo sempre insieme? 

MALPEZZI (PD-IDP). Dipende da cosa intende lei per amica. Pensa di averla frequentata a sufficienza per potersi definire sua amica?

GIORDANI. Eravamo ragazzine. Spesso andavamo a casa sua e lei veniva a casa nostra.

MALPEZZI (PD-IDP). Chi era, secondo lei, la migliore amica di Emanuela di quell’epoca?

GIORDANI. Rispetto a me, lo era abbastanza mia sorella, almeno del gruppo di Sant’Anna. Al di fuori del gruppo di Sant’Anna non le so dire. So che frequentava altre persone, forse qualcuno della scuola di musica.

MALPEZZI (PD-IDP). Le chiedo questo perché immagino, per i rapporti di confidenza ed anche per la professione di suo padre, vicina a quella del padre di Emanuela, che la notizia della scomparsa che, come ci ha ricordato lei poco fa, è avvenuta subito nella serata, vi abbia colto in un determinato stato d’animo. 

Ci può raccontare il vostro stato d’animo e come sono stati quei giorni? Che cosa vi dicevate tra voi amici e in famiglia? 

GIORDANI. Dopo che è accaduto il fatto, dentro il Vaticano per un po’ di tempo non abbiamo messo piede. Ci hanno detto di non andare.

MALPEZZI (PD-IDP). Chi vi ha detto di non andare? 

GIORDANI. Il gruppo si era sfasciato dentro il Vaticano. Ci avevano messo da parte. Avevamo anche paura ad andare dentro. 

MALPEZZI (PD-IDP). Ci può spiegare bene questo punto? Ricevete la notizia della scomparsa di Emanuela: che cosa succede dopo aver ricevuto la notizia e come sono stati quei giorni. 

GIORDANI. In quei giorni spesso abbiamo avuto telefonate, anche a casa. Comunque rispondeva mio padre, che a noi diceva poche cose. Di un episodio solo sono a conoscenza. 

A Borgo Pio all’epoca c’era l’hotel Sant’Anna. È arrivata una telefonata che diceva che mia sorella Gabriella doveva andare a prendere una lettera che riguardava Emanuela Orlandi. Mio padre giustamente l’ha accompagnata, ma questa lettera non si è mai vista.

PRESIDENTE. Ma le telefonate erano del presunto americano?

GIORDANI. Io non lo so, perché al telefono rispondevano o mio padre o mia madre.

PRESIDENTE. Ma non ricorda se all’epoca ha sentito dire che era una persona straniera? 

GIORDANI. No. Ricordo solo di questa famosa lettera da andare a prendere all’hotel sant’Anna e che ci doveva andare per forza mia sorella. Ovviamente, il telefono era sotto controllo, ma poi di questa lettera non si è saputo nulla. 

MALPEZZI (PD-IDP). Immagino lei sappia che c’è una deposizione di sua mamma, la signora Elvira Muzzi, in cui racconta di queste telefonate. Voi siete tre sorelle?

GIORDANI. No, siamo cinque figli. 

MALPEZZI (PD-IDP). Sua madre raccontò di queste telefonate e addirittura di una ricevuta da una sorella più piccola, che doveva avere 9 anni all’epoca. Lei ricorda questi episodi e i contenuti di quelle telefonate? 

GIORDANI. No, perché non andavamo noi a rispondere. Nel caso di mia sorella piccola, non so: avrà squillato il telefono e lei è andata a rispondere.

MALPEZZI (PD-IDP). Ma non ricorda se in casa avevate parlato del contenuto di questa telefonata? Se la sorellina l’aveva raccontato ai suoi genitori? 

GIORDANI. No. Non ricordo.

MALPEZZI (PD-IDP). Lei di queste cose non sa niente. Io le leggo la deposizione di sua madre: verso le ore 12 di giovedì 7 luglio, mentre mi trovavo in cucina, è squillato il telefono ed ha risposto mia figlia di 9 anni circa. Dopo mia figlia mi ha riferito che una persona aveva chiesto di una certa Laura. Al che lei aveva risposto che aveva sbagliato numero. Successivamente, verso le ore 12,25, è giunta un’altra telefonata, alla quale ho risposto io, da parte di una persona di sesso maschile, dalla voce giovane, dall’accento certamente non romano. Questi mi ha chiesto se c’era Laura, al che io ho risposto che aveva sbagliato numero. Nel pomeriggio ha squillato nuovamente il telefono, ma nessuno mi ha risposto. 

Di tutto questo, lei non ricorda nulla? 

Verbale Muzzi Elvira 14/7/1983
Verbale Muzzi Elvira 14/7/1983

GIORDANI. Io ricordo solo che il telefono squillava in continuazione, quello sì. Anche perché, siccome mia madre e mio padre ci avevano detto di non rispondere al telefono, io sinceramente non ci sono mai andata. Forse la più piccolina non ci ha pensato. 

MALPEZZI (PD-IDP). Sempre sua madre: il 26 aprile 1984, verso le ore 11, ho risposto al telefono. Un uomo con accento straniero mi chiedeva se c’era Gabriella. Io rispondevo che non era in casa in quel momento e inoltre domandavo all’anonimo interlocutore chi fosse. Quest’ultimo mi diceva soltanto: Emanuela sta bene, dillo a Gabriella e riattaccava chiudendo la telefonata. Lei non ricorda neanche di questo fatto, di cui sicuramente in casa avrete parlato? 

GIORDANI. Sì, di alcune cose abbiamo parlato. Ho detto il nome di Gabriella perché spesso veniva menzionata Gabriella. Anche per la lettera all’hotel Sant’Anna, che poi non si è mai trovata. Le telefonate a casa ci sono state ed infatti il telefono era sotto controllo. 

MALPEZZI (PD-IDP). Sua mamma era spaventata?

GIORDANI. Dopo tutti e due questi episodi sì. 

MALPEZZI (PD-IDP). Lei ricorda anche che sua madre pensava di essere pedinata? 

GIORDANI. Sì, lo ha detto. Noi pensavamo comunque di essere pedinate, perché accadevano tante cose strane. 

MALPEZZI (PD-IDP). Quali erano le cose strane, oltre a queste telefonate e a questa sensazione di essere sotto osservazione? 

 GIORDANI. Saranno banalità, ma spesso comparivano petali di fiori davanti al portone, all’entrata di casa. Quando andavamo a scuola, noi andavamo da sole, ma mamma ogni tanto veniva dietro e notava gente e ragazzetti che ci seguivano. Quindi, non stava tranquilla. Sarà stata suggestione, ma questo non lo so. 

MALPEZZI (PD-IDP). Quando voi avete ricevuto queste telefonate e le avete ricondotte alla scomparsa di Emanuela, ricorda se i suoi genitori parlavano di questa cosa e attribuivano anche questi fatti strani, che lei ci sta riferendo, alla scomparsa di Emanuela?

 GIORDANI. Sì. Loro avevano paura dopo la scomparsa. 

MALPEZZI (PD-IDP). Vostra madre vi aveva raccontato anche di quegli individui che lei aveva visto sotto le vostre finestre?

GIORDANI. Mia madre ci disse di fare attenzione, di guardarci intorno andando a scuola, perché lei aveva notato delle persone che, per fatalità, stavano sempre sotto casa, vicino alle scuole.

MALPEZZI (PD-IDP). Come reagirono i suoi genitori a tutto questo? Qual è stata la reazione, visto che erano spaventati? Vi hanno allontanato da casa?

GIORDANI. Sì, a me ed a mia sorella sì. 

MALPEZZI (PD-IDP). E ci può raccontare? 

 GIORDANI. Appunto, ci hanno allontanato. A me hanno mandato per un bel po’ di tempo al paese, presso una famiglia, ed a mia sorella da un’altra parte. 

MALPEZZI (PD-IDP). Secondo lei perché vi hanno diviso? Ve lo siete chiesto?

GIORDANI. Dopo sì, ce lo siamo chieste. Ci hanno diviso perché, se nelle telefonate veniva menzionata di più Gabriella, però facendo parte dello stesso gruppo, avevano paura comunque, pensando: se non è una, è l’altra. Quindi, ci hanno diviso. 

MALPEZZI (PD-IDP). I suoi genitori vi hanno raccontato, nel tempo, in che modo erano arrivati a questa decisione? Se erano stati consigliati o se era stata una decisione spontanea?

GIORDANI. No, non ce l’hanno detto, anche perché dopo, al momento del nostro ritorno, si erano calmate le acque. 

MALPEZZI (PD-IDP). Quanto tempo siete state separate e via da casa? 

 GIORDANI. Che io ricordi, dagli otto mesi in poi. Insomma, un bel po’ di tempo.

MALPEZZI (PD-IDP). Non riesce a quantificarli esattamente? 

GIORDANI. No, ma sono stata veramente tanto tempo presso questa famiglia di conoscenti. Comunque, mi è difficile quantificare il tempo, perché è passato tanto tempo. 

MALPEZZI (PD-IDP). Lei, però, non era una bambina. 

PRESIDENTE. Forse, facendo riferimento alla scuola, le è più facile ricordare? 

 GIORDANI. Ho perso un anno di scuola, questo lo ricordo.

PRESIDENTE. Perché, stando appoggiata lì, non andava a scuola? 

MALPEZZI (PD-IDP). Ma possiamo chiederle dove stava? 

 GIORDANI. Vicino a Poggio Bustone, in provincia di Rieti. Mia sorella, invece, non sapevo neanche dove l’avessero mandata. Nessuna sapeva dell’altra. 

MALPEZZI (PD-IDP). Lei aveva 15 anni. E sua sorella? 

 GIORDANI. 16. Era un anno più grande. 

MALPEZZI (PD-IDP). Vi separano. Vi tengono lontane. Mantenevate i contatti con la famiglia? 

 GIORDANI. No, in quel periodo no. Però io stavo con questa famiglia che conoscevo, quindi stavo tranquilla. 

MALPEZZI (PD-IDP). E sua sorella dove stava? 

 GIORDANI. Non lo so dove l’hanno mandata. 

MALPEZZI (PD-IDP). Signora Giordani, io ho due figlie, che hanno due anni di distanza l’una dall’altra. Come litigano, così subito si amano di nuovo; ed è chiaro che si raccontano tante cose tra di loro che non vengono dette né a me né al padre. È possibile che in questi anni con sua sorella non vi siate dette dov’eravate? 

GIORDANI. Come ho detto, il periodo che sono stata allontanata, mia sorella stava da un’altra parte. Quindi, io non sapevo mia sorella dove stava e mia sorella non sapeva dove stavo io. 

PRESIDENTE. Questo è chiaro. La collega argomenta che poi, negli anni, ve lo sarete detto dove stavate. 

 GIORDANI. Noi non ci siamo dette niente. Per noi questa cosa è stata messa nel dimenticatoio. 

MALPEZZI (PD-IDP). Io questo lo capisco, perché immagino il trauma. Un’altra cosa faccio fatica a capire, forse perché non ho vissuto un’esperienza del genere e non vivo l’esperienza di sorellanza, essendo figlia unica. Com’è possibile che, dopo 40 anni, non vi siate ancora dette dove eravate? 

GIORDANI. No, non ce lo siamo dette. Almeno io no. 

PRESIDENTE. Perdoni la domanda personale: ma lei è in buoni rapporti con sua sorella? 

GIORDANI. Sì, però cerchiamo di dimenticarla proprio questa storia, che poi riaffiora ogni volta che ci chiamano, ogni volta che la si sente in televisione. È una storia che vogliamo dimenticare proprio, almeno io personalmente. 

PRESIDENTE. Magari pensare che invece, anche attraverso il doloroso ricordo, potreste dare un contributo alla verità rispetto a questa vicenda? Questo non vi aiuta? 

GIORDANI. Il problema è che, per un contributo alla verità, oltre a questo non c’è nient’altro. 

PRESIDENTE. Questo, però, lo dovrebbe stabilire chi fa le indagini a vario titolo.

MALPEZZI (PD-IDP). Comunque, lei sarebbe disposta a chiedere adesso a sua sorella dov’era? 

 GIORDANI. Glielo posso anche chiedere.

MALPEZZI (PD-IDP). Lei e sua sorella che idea vi eravate fatte della scomparsa? 

GIORDANI. All’inizio non abbiamo immaginato proprio niente. Che fosse salita in macchina, lo abbiamo proprio escluso. No, non abbiamo proprio idea di come sia scomparsa Emanuela.

MALPEZZI (PD-IDP). Ma su che cosa le fosse successo, voi che cosa avevate ipotizzato? Avrete parlato tra voi? 

GIORDANI. Sinceramente no.

MALPEZZI (PD-IDP). Spesso noi ce lo diciamo, noi membri di questa Commissione. Negli anni ciascuno di noi, perché ha letto, perché è stato colpito da quanto era successo quando eravamo piccoli, ha fatto varie ipotesi su quello che fosse successo. Se non ve lo siete chiesto allora, a distanza di anni lei che cosa pensa sia successo? 

GIORDANI. Non abbiamo proprio idea. Quello che è uscito fuori è che c’entra il Vaticano oppure non c’entra; che c’entra la banda della Magliana oppure no. Non si sa.

MALPEZZI (PD-IDP). Questo è chiaro. Altrimenti non ci sarebbe una Commissione d’inchiesta. Però, se lei oggi ci dovesse dire la sua opinione, che non vuol dire che sia vera, ma sicuramente è una sua opinione, secondo lei che cosa è successo?

GIORDANI. Non lo so. Che sia stata presa da qualcuno, di questo sono convinta. Da chi e perché, è una bella domanda. 

MALPEZZI (PD-IDP). Ma possibile che in 40 anni non le sia venuta in mente neanche un’ipotesi? 

GIORDANI. Ma le ipotesi non devono venire a noi. Noi non stavamo neanche lì. Sono tante le ipotesi.

MALPEZZI (PD-IDP). Sicuramente l’ipotesi non è una certezza. Quello su cui la vorrei rassicurare è che una sua ipotesi non è una certezza. È un’ipotesi e come tale deve essere trattata. Vorrei, però, capire quale ipotesi lei ha fatto insieme a sua sorella. Insomma, avete vissuto un’esperienza così forte, avete perso un’amica, siete state separate. 

GIORDANI. L’unica ipotesi è che forse il Vaticano c’entra. È l’unica ipotesi che mi viene in mente. 

MALPEZZI (PD-IDP). E perché le viene in mente questo? 

GIORDANI. Perché noi stavamo sempre là dentro. Noi conoscevamo vescovi e guardie svizzere. La vita nostra era più dentro le mura di Sant’Anna che fuori. A parte quando andavamo a scuola, perché le scuole stavano fuori il Vaticano. 

PRESIDENTE. Ma c’era qualcosa che le poteva dare questa idea? Non era un clima sereno, c’erano situazioni strane? Com’era la situazione? Avevate avuto problemi con qualcuno all’interno del Vaticano? 

GIORDANI. No. Questa sensazione, questa ipotesi, è venuta, almeno a me personalmente, quando è stato trovato il corpo a Sant’Apollinare.

PRESIDENTE. La particolare situazione della sepoltura di De Pedis a Sant’Apollinare le ha dato questa idea. Però, non c’è un collegamento diretto con la vicenda di Emanuela. Lei è qui come testimone dell’epoca, mentre questa cosa del Vaticano l’ha pensata solo molti anni dopo. 

GIORDANI. No, perché nell’identikit che abbiamo fatto all’epoca c’era comunque di mezzo qualcuno della banda della Magliana. Quanto a Sant’Apollinare, noi frequentavamo chiese e Vaticano. Questa è l’unica ipotesi.

MALPEZZI (PD-IDP). Signor Presidente, chiedo il passaggio in seduta segreta.

PRESIDENTE. Dispongo il passaggio in seduta segreta. 

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 14,19)

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 14,25)

PRESIDENTE. Rispetto a quello che ci diceva prima, cioè che lei e sua sorella non abbiate, né all’epoca, ma neanche dopo, mai saputo ciascuna dove stava l’altra, lei ci ha già detto che non ha mai saputo dove fosse sua sorella. È sicura anche del contrario? Sua sorella non ha mai saputo dove lei stesse? 

GIORDANI. Se glielo hanno detto i miei, questo non lo so. Io non so se sapeva dove stavo io. Io non ricordo proprio di aver mai saputo lei dove è stata.

PRESIDENTE. Ma prima ci ha detto che è proprio certa che non ne abbiate mai parlato.

GIORDANI. Io mia sorella non lo so dov’è stata. Non me l’ha detto, ne sono proprio certa. Non so se a lei lo hanno detto i miei o se lei si è informata con i miei.

PRESIDENTE. Cambia poco. Il concetto è che io le ho chiesto se lei è sicura che anche sua sorella non sapesse all’epoca e non abbia mai saputo dove è stata lei. 

GIORDANI. Per quanto mi riguarda, sono sicura. 

PRESIDENTE. L’ho chiesto perché sua sorella, invece, lo sapeva senz’altro lei dov’era, in quanto lo ha dichiarato in un verbale del 2008. Questo affinché rimanga agli atti.

Verbale Giordani Gabriella
Verbale Giordani Gabriella 13/11/2008

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Tornando a questa vicenda della vostra separazione, vorrei capire una cosa. Innanzitutto, qual è la differenza di età tra lei e sua sorella? 

GIORDANI. Un anno. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Qual era il vostro rapporto ai tempi? Era un rapporto stretto? Chi delle due, a prescindere dall’età, era più responsabilizzata dalla famiglia, soprattutto quando eravate in giro assieme? Mi racconti, solo per inquadrare quel periodo della sua vita e magari aiutarla ad avere qualche ricordo in più, qual era il vostro rapporto e qual era il rapporto con i vostri genitori? 

GIORDANI. Io e Gabriella uscivamo sempre insieme. Al gruppo di Sant’Anna andavo con mia sorella. C’è stato un periodo in cui non volevo uscire e rimanevo a casa. C’era affiatamento tra me, mia sorella Gabriella e la più piccolina. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Come la senatrice Malpezzi, io sono figlia unica, quindi non ho esperienza di rapporti con sorelle e fratelli. Però, lei ritiene che foste amiche, oltre che sorelle? Vi confidavate le vostre cose di ragazzine o eravate semplicemente nella stessa compagnia, ma ognuna aveva le sue amicizie? 

GIORDANI. Avevamo la stessa compagnia, ma confidarsi tante cose, quello no.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei si sentiva a pari livello con sua sorella? 

GIORDANI. Io ero più chiusa, lei era molto più aperta di carattere.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quanto al rapporto che avevate nei confronti dei vostri genitori, i suoi genitori responsabilizzavano più lei o più sua sorella quando eravate in giro senza di loro? 

GIORDANI. Eravamo tutte e due responsabili. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi vi trattavano alla pari i vostri genitori?

GIORDANI. Sì. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Però, lei non aveva un rapporto di confidenza con sua sorella? 

GIORDANI. No, io ero molto più chiusa. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Allora, se dobbiamo fare un’ipotesi, vista l’amicizia che legava sua sorella ad Emanuela, lei ritiene che tra di loro fossero molto più in confidenza di quanto fosse lei con sua sorella? 

GIORDANI. Secondo me sì. Loro due sì. Come abbiamo detto prima, noi uscivamo spesso insieme, ma rispetto a me, mia sorella ed Emanuela erano molto più unite.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Tornando alla questione di quel giorno in cui l’aspettavate sul ponte, lei prima ha detto, quando le ho fatto questa domanda, che Emanuela accettava passaggi in macchina solo da persone che conosceva. Non parlo di quel giorno, ma in generale. 

GIORDANI. Sì, se saliva in macchina era solo con persone che conosceva.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Però lei poco fa, quando le è stato chiesto quale idea si fosse fatta di quello che potrebbe essere successo, ha dichiarato che era impossibile che Emanuela fosse salita in macchina con qualcuno. 

GIORDANI. Io ho detto: con qualcuno che non conosceva. Se conosceva bene la persona, se si fidava, allora era possibile salisse in macchina.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Prima ha detto che era possibile che Emanuela accettasse passaggi in auto da persone che conosceva. Ma parlando del giorno della scomparsa, lei ha tenuto a precisare che esclude, come ipotesi plausibile, che Emanuela sia salita in macchina con qualcuno. Lei forse voleva dire che lei esclude sia salita in auto contro la sua volontà, con qualcuno che non conosceva, non che sia salita in auto con qualcuno? Perché questo qualcuno potrebbe anche averla conosciuta. 

GIORDANI. Allora, voi prima mi avete chiesto se Emanuela poteva salire in macchina con qualcuno. Io ho risposto di sì, se conosceva la persona e si fidava.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, lei non esclude che Emanuela sia stata portata via in macchina da qualcuno che conosceva?

GIORDANI. Non lo so, io non c’ero. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Però, mi pare che a verbale lei abbia proprio detto: io escludo che una delle ipotesi sia quella che Emanuela sia salita in macchina con qualcuno. 

GIORDANI. Con qualcuno che non conosceva. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). No, lei ha dichiarato: escludo che sia salita in auto con qualcuno che l’abbia portata via. Sono due dichiarazioni leggermente diverse. 

Volevo comprendere anche un altro punto. Lei prima ha anche detto che voi aspettavate quasi sempre Emanuela al ponte. Però, sua sorella ha dichiarato una cosa diversa. Ha dichiarato che talvolta andavate ad accogliere Emanuela al ponte e quindi che era una cosa che capitava ogni tanto, quando tornava da scuola di musica. 

GIORDANI. Capitava spesso, non ogni tanto.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). La mia domanda è: lei e sua sorella eravate sempre presenti assieme o c’erano delle volte in cui c’era solo lei e delle volte in cui c’era solo sua sorella? 

GIORDANI. C’è stato un periodo in cui non avevo voglia di uscire, come ho detto prima. Quando uscivo anche io, ci andavamo spesso. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Comunque, non era una cosa saltuaria, come ha detto sua sorella, ma una cosa che succedeva sempre?

GIORDANI. Ho detto spesso. Spesso significa non sempre, ma parecchie volte.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei prima ha detto che il 99 per cento delle volte Emanuela veniva a questo appuntamento. Se voi eravate sempre lì ad aspettarla, significa che Emanuela faceva un pezzo da sola a piedi per arrivare al ponte e poi, insieme, andavate a fare un giro o andavate a casa. Invece, che lei sappia, Emanuela tornava mai a casa da sola a piedi? 

GIORDANI. Come ho detto prima, spesso andavamo a prenderla. Qualche volta capitava che non la vedevamo arrivare dall’altra parte e tornavamo a casa. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei ricorda quanto tempo siete stati ad aspettare Emanuela la sera della scomparsa? 

GIORDANI. Fino alle 20, fino a poco dopo che doveva uscire. Io ricordo che non è venuta e siamo andati via. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei prima ha detto: era capitato altre volte che non si presentasse. Ma era capitato poco prima di quel giorno? Lei ricorda degli episodi vicini alla data della scomparsa, nei giorni o nelle settimane precedenti, in cui Emanuela non si è presentata e quindi quella sera avete detto: non è venuta neanche la settimana scorsa, vuol dire che sarà andata da qualche parte? Lei riesce a fare mente locale su questi momenti? 

GIORDANI. Non riesco a fare mente locale su quanto tempo prima fosse, ma, se Emanuela doveva uscire alle 20 e dopo una certa ora non arrivava, noi andavamo via. Ed è capitato qualche volta.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). A che ora arrivavate normalmente, quindi anche quella sera, ad aspettarla? 

GIORDANI. Quando andavamo ad aspettarla, era sempre 10 minuti prima dell’uscita dalla scuola. Quindi verso le 19,50 circa.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei dunque sta dicendo che avete aspettato Emanuela una ventina di minuti? 

GIORDANI. Noi aspettavamo, sì, Emanuela, ma adesso sono anche passati più di 40 anni. Noi andavamo a prenderla a scuola. Tante volte, se non la vedevamo arrivare, tornavamo a casa. Quella sera non l’abbiamo vista tornare e siamo andati a casa.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, non siete stati ad aspettarla più di due ore?

GIORDANI. No, due ore no. Noi aspettavamo un po’ di tempo e poi andavamo via: due ore no. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Sua sorella, invece, ha dichiarato qui che avete aspettato due ore e, a domanda di un collega, ha risposto: addirittura anche più di due ore e, quando abbiamo visto che non è arrivata, ce ne siamo andati. Ma aspettare più di due ore significa che non era normale che Emanuela non fosse lì; invece, aspettare venti minuti e, se uno non arriva, si va a casa, questo è normale. Voi non eravate preoccupati, quando non l’avete vista arrivare? 

GIORDANI. No. In quel momento no. Siamo andati a casa e basta. Dopo, quando ci hanno chiamato a casa, il papà di Emanuela ci ha chiesto se Emanuela era tornata a casa con noi. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Tornando alla questione delle vostre abitudini all’interno della Città del Vaticano, quando andavate a pattinare il gruppo da chi era composto? Chi veniva con voi a pattinare sotto i portici di piazza San Pietro? 

GIORDANI. Spesso eravamo io e mia sorella, con Emanuela e Cristina. Qualche volta forse si univa Carla Gusso, ma comunque eravamo in poche. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Incontravate altri ragazzi in giro a pattinare con voi o eravate voi e basta?

GIORDANI. Eravamo noi. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, possiamo dire che chi girava per San Pietro, chi era lì per lavoro, i prelati, vi conosceva. Chi lavorava lì sapeva che c’era questo gruppetto di ragazzi che andava in giro con i pattini e non vi diceva niente, neanche se andavate sotto i porticati. 

GIORDANI. No, non ci dicevano niente, anche perché noi stavamo fuori, all’esterno della piazza, non sotto il porticato. Non ci dicevano niente. Tante volte andavamo dentro i Giardini Vaticani. Stavamo lì a pattinare e magari c’era un vescovo. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei ricorda i nomi di alcuni personaggi famosi, all’interno dell’ambiente vaticano di quell’epoca, che voi avevate l’abitudine di incontrare quando andavate in giro a pattinare? Perché magari avevate degli orari che combaciavano con uscite ed entrate? Ricorda se c’era qualcuno che incontravate in modo abituale, che vi salutava? 

GIORDANI. Io, personalmente, quando incontravo qualcuno salutavo e basta. Non facevo caso a chi fosse. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei, ai tempi, sapeva chi era Paul Marcinkus?

GIORDANI. No. L’ho saputo dopo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi non lo conosceva? 

GIORDANI. Magari di vista sì, ma non conoscevo il nome. Io ho saputo chi era sentendo la storia di Emanuela. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). E non le viene in mente nessun altro nome di persone che incontravate all’interno dei giardini? Prima, quando ha parlato dell’episodio del giornalista che è venuto a cercarla a casa, ha detto che era il mese di giugno. Questo giornalista le ha per caso detto se avesse parlato o avrebbe parlato con altre persone del suo gruppo, con sue amiche dei tempi, o se avrebbe voluto intervistare o se avesse già intervistato qualcuno che lei conosceva, relativamente a questa storia? Non le ha parlato di nessuno?

GIORDANI. No. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). In riferimento alla trasmissione di cui le ha parlato prima il collega, la trasmissione Far West, quando prima le è stata posta la domanda, lei ha detto che non ha avuto contatti con questa trasmissione. Lei ha detto: io ho parlato con questo giornalista, di cui non conosco il nome, che è venuto a casa mia. Sono uscita dal cancello e mi ha fatto delle domande su Emanuela. Quando poi le è stato richiesto se aveva fatto un’intervista per questa trasmissione Far West, lei ha detto di no. Ma lei sa perché le è stata posta questa domanda in riferimento all’intervista al programma televisivo Far West? 

GIORDANI. Ma io non so neanche che programma sia. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi lei non sa perché le è stata fatta questa domanda e non sa se, per esempio, sua sorella sia stata avvicinata da questo giornalista?

GIORDANI. Non lo so. A giugno io mi sono ritrovata questo giornalista, che non avevo mai visto, sotto casa. Si è presentato, ma io non sono uscita dal cancello. Lui, da fuori, mi dice che mi deve parlare del caso di Emanuela Orlandi e mi fa vedere delle foto.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei prima ha detto che con sua sorella siete in buoni rapporti. 

GIORDANI. Io non ho detto che siamo in buoni rapporti. Sicuramente non ho sentito mia sorella per chiedere se l’hanno chiamata.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). In pratica, sta già rispondendo a una domanda che non le ho ancora fatto. Ma lei, con sua sorella, è in buoni rapporti? Vi parlate quotidianamente o vi vedete solo per le feste?

GIORDANI. Da quando ci siamo sposate, in famiglia ci vediamo solo qualche volta, sotto le feste, ma non ci frequentiamo. Ci sentiamo al telefono qualche volta, ma non parliamo quotidianamente. Io ho saputo quando mi avevate già convocato che a settembre anche mia sorella era stata convocata. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi sua sorella non le aveva neanche detto che era venuta qua? Quindi, non siete in buoni rapporti?

GIORDANI. Il punto è che noi non parliamo più di questa vicenda.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Signora Giordani, io comprendo e ho tutto il rispetto per quello che vi è successo. Però, un conto è non voler parlare della questione di Emanuela Orlandi perché sono dei ricordi difficili, anche per il fatto di avere avuto questa separazione e questo distacco dalla famiglia; altro conto è il non parlare con sua sorella. Sono due cose completamente diverse. 

Lei prima ha detto che siete in buoni rapporti. Adesso ci sta facendo capire che, invece, con sua sorella non c’è dialogo, se non in casi rari, durante l’anno. Ciò al punto tale che sua sorella non le ha neanche detto di essere stata qui. 

Immagino, quindi, che lei non abbia detto a sua sorella che oggi veniva qui; che un mese fa non abbia detto a sua sorella, che era molto amica di Emanuela, che era stata contattata da un giornalista che, dopo 42 anni, voleva farle delle domande su Emanuela; e immagino che sua sorella non abbia chiamato lei per dirle se, eventualmente, qualcuno l’avesse contattata per partecipare ad una trasmissione televisiva. 

GIORDANI. No, non ci siamo sentite. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi lei, questa trasmissione, nella quale una persona, in forma anonima, racconta di un episodio avvenuto ai Giardini Vaticani, dove Emanuela sarebbe stata avvicinata e abbracciata da un prelato, non l’ha vista e non ne ha sentito parlare? 

GIORDANI. Assolutamente no. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi lei può escludere che questa testimonianza sia stata fatta proprio da sua sorella?

GIORDANI. Non lo so. Non ci siamo sentite, non ci siamo contattate. Io non so se lei è stata chiamata.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma lei adesso sta rispondendo sul fatto che sua sorella non gliel’ha detto, non sta escludendo che un episodio del genere possa essere accaduto veramente e che sua sorella possa essere stata testimone di questa cosa. 

GIORDANI. Sì, potrebbe anche essere. Almeno le volte che sono stata ai Giardini Vaticani, ricordo che ci stavano vescovi e prelati, ma non ricordo di qualche avances o di qualche episodio simile. Di questo non ricordo nulla, poi non so. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Forse la signora potrebbe anche vederla questa trasmissione, perché magari, anche se non ha un ottimo rapporto con la sorella, riuscirebbe a capire di chi si tratta.

MALPEZZI (PD-IDP). Signora Giordani, lei ha detto che siete cinque figli. Con il resto delle sue sorelle lei ha lo stesso rapporto che ha con la sorella di cui stiamo parlando in questa giornata? I rapporti tra di voi sono tutti uguali, nel senso che non vi sentite?

GIORDANI. Ci sentiamo qualche volta. Adesso ci sentiamo durante le feste.

MALPEZZI (PD-IDP). Tutti e cinque siete divisi e non avete legami. Posso chiederle perché? Per problemi caratteriali? 

GIORDANI. Ci sentiamo durante le feste, ma nessuno di noi esce insieme. Una volta formate le proprie famiglie, ci siamo tutti divisi, dalla più piccola alla più grande. 

MALPEZZI (PD-IDP). E non vi mancate reciprocamente? 

GIORDANI. Ci sentiamo qualche volta, ma è un caso raro, per telefono e qualche volta sotto le feste. 

MALPEZZI (PD-IDP). Senza voler entrare nelle sue questioni familiari, ma ci sarà stato qualcosa che ha causato l’interruzione dei legami.

GIORDANI. Non vedo che cosa c’entrano i legami tra noi fratelli con la vicenda di Emanuela.

MALPEZZI (PD-IDP). Può essere che non c’entrino. Io mi rifaccio alla deposizione di sua sorella che le ho letto poco fa, quella dove sua sorella diceva che la scomparsa di Emanuela ha cambiato completamente le vostre esistenze.

PRESIDENTE. A noi interessa tutto ciò che può essere collegato alla scomparsa. Se avete delle divergenze di altro tipo, basta dire che ci sono altri problemi. Non è che entriamo nel merito.

MALPEZZI (PD-IDP). Però, capisce bene che è una domanda legittima, a fronte delle cose che ci siamo detti prima e che, onestamente, anche lei manifesta. Ancora, volevo chiederle se sarebbe in grado di descrivere il giornalista che è venuto davanti casa sua.

GIORDANI. Era giovane. Altezza normale, magro, con occhiali. Aveva capelli scuri, occhi marroni. Aveva una barba non molto lunga.

MALPEZZI (PD-IDP). E che accento aveva? Secondo lei, quando vi siete parlati, aveva un accento più simile al mio o più simile al suo? 

GIORDANI. No, non era simile al mio.

MALPEZZI (PD-IDP). Quindi, non era romano. 

PRESIDENTE. Lei prima, oltre che i Giardini Vaticani, ha nominato anche sant’Apollinare. È giusto?

GIORDANI. Ho nominato sant’Apollinare quando la senatrice mi ha fatto la domanda su cosa pensassi e che idee avessi. Ed io ho detto di quando è uscita fuori la vicenda della tomba a sant’Apollinare. 

PRESIDENTE. A sant’Apollinare non c’è mai stata lei da ragazza?

GIORDANI. No, mai. 

PRESIDENTE. Con la famiglia di Emanuela come sono rimasti i rapporti negli anni, anche durante tutte le battaglie fatte da Pietro, in particolar modo per Emanuela?

GIORDANI. Dopo che è successo il fatto, si frequentavano mio padre con il papà di Emanuela. Noi non abbiamo più frequentato dentro il Vaticano. Casualmente, ogni tanto incontravamo la mamma o il papà al di fuori di sant’Anna.

PRESIDENTE. Negli ultimi anni, anche con le battaglie fatte da Pietro, lei non ha avuto modo di incontrarli? 

GIORDANI. No, io no. 

PRESIDENTE. All’epoca, per quanto riguarda sempre la comitiva, un certo Sandro De Angelis se lo ricorda? Era un educatore. 

GIORDANI. No. 

PRESIDENTE. Ed un altro educatore, non italiano, un prelato di nome Ian Wilson?

GIORDANI. No. 

PRESIDENTE. Ma a sant’Anna avevate degli educatori, delle figure di riferimento o stavate sempre solo tra di voi?

GIORDANI. Stavamo tra di noi ed a volte c’erano persone più grandi, tipo Pietro, gli amici di Pietro, Anna, la ex fidanzata di Pietro. Poi c’era suor Alba.

PRESIDENTE. Andrea Mario Ferraris lo ricorda? 

GIORDANI. No, non lo ricordo.

PRESIDENTE. E della famiglia di Emanuela, oltre ai genitori e i fratelli, per caso avevate mai conosciuto i cugini o gli zii? 

GIORDANI. No.

PRESIDENTE. Se le nomino la famiglia Meneguzzi, non le dice nulla? 

GIORDANI. No. Però ricordo la zia Anna, che ho conosciuto perché spesso stava lì con loro.

PRESIDENTE. Tornando alla sera dell’appuntamento in cui aspettavate, purtroppo invano, Emanuela, si ricorda chi c’era? C’era Pierluigi Magnesio, nello specifico?

GIORDANI. Un ragazzo o due c’erano. Forse c’era Angelo Rotatori.

PRESIDENTE. Pierluigi non lo ricorda, dunque. Lei è mai stata alla casa dove Emanuela andava spesso in villeggiatura, a Torano di Borgorose, piuttosto che a Santa Marinella? 

GIORDANI. No. 

PRESIDENTE. Ad Ostia siete andati solo la volta in cui si è verificato quell’episodio o ci andavate spesso? 

GIORDANI. No, ad Ostia siamo andati più di una volta.

PRESIDENTE. Ma c’era qualche amico che era di Ostia o eravate voi che partivate e basta? 

GIORDANI. Eravamo noi. Qualche volta veniva Pietro, ma eravamo sempre e solo le persone della comitiva. A volte c’era anche Federica. Insomma, quelli un po’ più grandi.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Io non ho ben compreso la descrizione delle due persone in auto, una delle quali avrebbe strattonato Emanuela un giorno che tornavate dal mare. Mi può ripetere, per favore, quale dei due, se il guidatore o il passeggero, lei ha visto? E può ridirmi, a grandi linee, ovviamente, come lo ricorda? 

PRESIDENTE. Torniamo davvero a questo punto, perché, in conclusione della sua audizione, la parte che, almeno personalmente, reputo molto importante è quel riconoscimento che lei fece e quell’episodio che raccontò. Se non sbaglio, prima lei ha detto che la macchina era scura. Questo lo ricorderà certamente. 

GIORDANI. Sì, scura e grande. 

PRESIDENTE. Potrebbe essere una Mercedes? 

GIORDANI. Sì. Poi, per quanto riguarda quell’episodio: era via dei Corridori e la macchina andava in questa direzione. Noi stavamo sul marciapiede. La macchina si è fermata al lato della strada, come se dovesse parcheggiare. Guidatore di qua, passeggero di là. Il finestrino è stato tirato giù, il passeggero ha afferrato Emanuela ed ha detto: eccola, è questa. Lei si è divincolata e noi ci siamo messe a ridere.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi non hanno aperto la macchina. 

GIORDANI. No. La macchina era già accostata. Lei si è divincolata e noi ci siamo messe a ridere. Io ho guardato perché stavo proprio da quella parte. Io stavo lì, poi c’era Emanuela, c’era mia sorella e davanti c’era la sorella Cristina con l’altra ragazzina. Io ho visto proprio la persona e mi sono chiesta: ma che sta facendo?

Ricordo che era moro, scuro di pelle o abbronzato, e giovane. Poi ricordo che aveva la pelle butterata e anche il naso non lo aveva regolare. Infine, aveva gli occhi marroni. Questo è quello che ho visto e che mi è rimasto impresso.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei ricorda qual è stata la prima volta in cui, sempre in riferimento alle indagini, ha raccontato agli inquirenti questo episodio, in che modo e come ha descritto questa persona? Ricorda qual è stata la prima volta ed in che occasione ha riportato quello che sta raccontando a noi oggi? 

GIORDANI. Questo episodio l’ho riportato due volte. La prima volta poco dopo che si è verificato, perché comunque ci hanno interrogato. La seconda volta nel 2009.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). La prima volta, pochi giorni dopo l’episodio della scomparsa di Emanuela, è stata lei a dare la descrizione di questo fatto e di questa persona o è stata sua sorella? 

GIORDANI. Sono stata io. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei, nel 1983, pochi giorni dopo la sparizione di Emanuela, è stata interrogata e ha dato la descrizione di questa persona e dei fatti esattamente come l’ha data oggi? 

GIORDANI. Io ho dato questa versione. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). E sua sorella? 

GIORDANI. Che io ricordi, da quello che so, lei aveva notato la persona che guidava, che io non ho notato. A me è rimasta impressa la persona che stava più a fianco a me.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi avete visto le due persone e avete dichiarato le stesse cose, sia ai tempi che successivamente: è corretto? 

GIORDANI. Ai tempi e successivamente io ho dichiarato quello che ho visto io. So che mia sorella ha notato più l’altra persona, quella che guidava.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma lei e sua sorella stavate vicine? 

GIORDANI. Io, Emanuela e mia sorella stavamo dietro e gli altri stavano avanti.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma eravate dalla parte di Emanuela o dietro? Oppure davanti ad Emanuela mentre camminavate? 

GIORDANI. C’ero io, Emanuela al centro e mia sorella dall’altra parte. Quando è stato afferrato il braccio di Emanuela, lei si è divincolata. Noi ci siamo mosse, io mi sono girata e ho visto questa persona. Evidentemente, anche mia sorella ha notato il fatto e abbiamo guardato dentro la macchina. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Emanuela, in tutto questo, si è spaventata o si è messa a ridere insieme a voi? 

GIORDANI. Si è messa a ridere insieme a noi.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). E questa persona non l’aveva mai vista? 

GIORDANI. Noi non l’avevamo mai vista, né lei ci ha detto niente di questa persona.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). E lei non si è spaventata? 

GIORDANI. Per quello che abbiamo visto noi, no.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma ai tempi poteva creare spavento un episodio del genere o era un’abitudine dei ragazzi fare un po’ gli sciocchi, quando giravano in auto, e mettere fuori le braccia dai finestrini? 

GIORDANI. Quella volta hanno messo fuori una mano dal finestrino.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma se una persona la afferra per strada, una ragazzina di 15 anni non si spaventa? 

GIORDANI. Come ho detto e ho ripetuto, noi ci siamo messe a ridere. Tante volte, quando uscivamo in gruppo, soprattutto i maschietti notavano delle persone che ci seguivano, ma noi non davamo peso alla cosa. Facevamo le battutine che si fanno tra adolescenti. Per questo ci siamo messe a ridere.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma eravate seguite da ragazzini della vostra età o da gente adulta, che aveva già la patente? 

GIORDANI. Era gente che andava in macchina, ma comunque ragazzi di vent’anni.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ed in quel periodo avete visto più volte la stessa persona o erano sempre ragazzi diversi?

GIORDANI. È successo quell’episodio. Poi, sempre sentendo la storia di Emanuela, Angelo Rotatori disse che ogni volta che uscivamo per andare al Giocagiò lui notava una macchina scura che ci seguiva. Lui, però, ha collegato dopo la storia. Quando hanno preso Emanuela ha collegato che forse questa macchina ci seguiva per quel motivo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei sa se Emanuela conosceva un ragazzo di nome Federico o una ragazza di nome Federica? 

GIORDANI. Federico no. Federica è come si chiama la sorella. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Avevate amici in sala giochi?

GIORDANI. No. Andavamo sempre tra di noi. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma la sala giochi era vicina al Vaticano? 

GIORDANI. Sì. Vicino a piazza Risorgimento. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ed era frequentata solo da ragazzini o anche da adulti?

GIORDANI. Era una sala giochi. C’erano anche persone più grandi. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Visto che ci andavate spesso, avete mai scambiato parole con qualcuno? C’erano persone che vedevate spesso o erano sempre le stesse? Chi va in sala giochi solitamente è un abitudinario. Lei ricorda qualcuno in particolare, che non era del vostro giro e che incontravate sempre lì? Anche adulti? 

GIORDANI. No, nessuno. 

PRESIDENTE. Signora Giordani, questa foto potrebbe ritrarre il giornalista che l’ha approcciata? (Il Presidente mostra all’audita la foto di Gabriele D’Angelo)

GIORDANI. No, non lo riconosco. 

MALPEZZI (PD-IDP). Signora Giordani, non abbiamo parlato del suo papà. Abbiamo parlato della sua mamma, che aveva fatto le deposizioni rispetto alle telefonate ricevute e le abbiamo anche lette. Raccontiamo che lavoro faceva suo padre.

GIORDANI. Lavorava in Prefettura. 

MALPEZZI (PD-IDP). Ce lo spieghi, perché noi non abbiamo tutte le nozioni di quel mondo. Qual era il lavoro di suo padre?

GIORDANI. Era segretario alla Prefettura vaticana. 

MALPEZZI (PD-IDP). Dal momento della scomparsa di Emanuela cambiò qualcosa per il lavoro di suo padre? 

GIORDANI. No, niente.

MALPEZZI (PD-IDP). Lei ha mai notato che magari suo padre fosse bloccato nel dire delle cose o ha immaginato che potesse aver subito delle pressioni?

GIORDANI. No. Noi sapevamo che arrivavano chiamate a casa e che il telefono squillava spesso. 

MALPEZZI (PD-IDP). Sul lavoro, invece, andava tutto bene? Non ci sono mai stati problemi, neanche dopo la scomparsa di Emanuela?

GIORDANI. Questo non lo so, nel senso che comunque andava abitualmente a lavorare ed era tranquillo. 

MALPEZZI (PD-IDP). Quando avete lasciato vicolo del Farinone e quell’appartamento?

GIORDANI. Qualche mese dopo. 

MALPEZZI (PD-IDP). Come mai? 

GIORDANI. Ci hanno trasferito. 

MALPEZZI (PD-IDP). E perché vi hanno trasferito? 

GIORDANI. Perché arrivavano minacce al telefono. Così dicevano i miei. È stato quando hanno separato me e mia sorella.

MALPEZZI (PD-IDP). Quindi vi separano e nel frattempo i vostri genitori cambiano indirizzo? 

GIORDANI. No. Dopo quei mesi siamo ritornate in quell’appartamento in vicolo del Farinone. Ci siamo rimaste fino a quando mamma ha comprato casa. Fino a che papà è deceduto abbiamo continuato ad abitare lì. 

MALPEZZI (PD-IDP). Fino a che anno? 

GIORDANI. Fino a quando mi sono sposata, come anche mia sorella. Mia madre è andata via da lì da circa sei o sette anni ed ha comprato casa da un’altra parte. 

MALPEZZI (PD-IDP). Sua mamma lei la sente? Vi vedete? 

GIORDANI. Con mamma sì, che sta a Torrevecchia. 

MALPEZZI (PD-IDP). Non vi vedete mai tutti insieme? Neanche a Natale? 

GIORDANI. No, mai. 

MALPEZZI (PD-IDP). E sua mamma il Natale lo passa a turno dai figli? 

GIORDANI. No. Ogni tanto andiamo noi da lei, perché non si muove.

MALPEZZI (PD-IDP). Ma non andate mai tutti insieme? 

GIORDANI. Non possiamo tutti insieme. Il problema è quello. 

MALPEZZI (PD-IDP). Perché è piccola la casa? E non organizzate voi qualcosa fuori per stare tutti insieme? 

GIORDANI. No.

PRESIDENTE. Lei è sicura che, all’epoca, lei si fosse focalizzata sul passeggero e sua sorella sul guidatore? 

GIORDANI. Io ho visto il passeggero. 

PRESIDENTE. Sì, ma lei prima ha detto questo anche per sua sorella. È sicura?

GIORDANI. All’inizio mi è stato chiesto: lei ha visto il guidatore? Io ho detto di no. Io ho sempre dichiarato di aver visto il passeggero. Da quello che so, chi guidava l’ha visto mia sorella. Queste sono le dichiarazioni di mia sorella. Io non l’ho visto.

PRESIDENTE. Ma le dichiarazioni di sua sorella come le conosce? Gliele ha riportate successivamente sua sorella? 

GIORDANI. Le ho sapute quando ci hanno convocato nell’83. 

PRESIDENTE. Poi, però, nel 2008, siete state risentite, sempre separatamente. Quindi, lei sta dicendo che nell’83 sua sorella fece riferimento al guidatore? 

GIORDANI. Nell’83 sono usciti fuori due individui: il moro è uscito fuori da me; l’altro, che corrisponde ad un’altra persona, è uscito fuori da mia sorella. 

PRESIDENTE. Da dove le risulta questo elemento, visto che ci ha detto che con sua sorella neanche avete mai parlato di questa vicenda? Come lo sa lei? 

GIORDANI. Nell’83 qualche cosa ci siamo dette. Dopodiché non ne abbiamo più parlato.

PRESIDENTE. Ma a verbale, nel 1983, non è stato riportato questo. 

GIORDANI. Nel verbale dell’83 la mia testimonianza parlava di una persona. L’altra persona non è uscita dalla mia testimonianza.

PRESIDENTE. Da quello che risulta a noi, sia lei che sua sorella avete dichiarato di aver riconosciuto, non il guidatore, ma il passeggero, anche se poi avete riconosciuto due persone diverse. Certo, uno si può anche confondere tra guidatore e passeggero, nel momento in cui fa un riconoscimento fotografico. 

Le mostro qualche foto e le chiedo se riconosce queste persone.

(Il Presidente mostra all’audita la foto di Marco Sarnataro).

GIORDANI. Potrebbe essere la persona che avevo riconosciuto: moro, con gli occhi neri.

PRESIDENTE. Lasciando perdere i riconoscimenti, le sembra un volto che potrebbe aver visto? Facciamo conto che lei non abbia mai fatto riconoscimenti in questi anni. Tornando indietro al tempo, potrebbe essere una di quelle due persone o no?

GIORDANI. Potrebbe, ma dopo quarant’anni non posso esserne sicura. 

PRESIDENTE. Lei è consapevole che, non confermando un riconoscimento che lei fece all’epoca, si potrebbe creare un problema sulla ricerca della verità verso Emanuela Orlandi? Se è una cosa che lei ha già fatto, non c’è niente da preoccuparsi. Guardi bene la foto. Anche perché l’ultimo riconoscimento lei l’ha fatto nel 2008, non quarant’anni fa.

GIORDANI. Potrebbe essere. 

PRESIDENTE. E se le faccio vedere questi identikit? (Il Presidente mostra all’audita gli identikit fatti dal vigile Sambuco e dal poliziotto Bosco)

GIORDANI. No, non conosco le persone ritratte.

PRESIDENTE. E questa ultima foto? (Il Presidente mostra all’audita la foto del cardinale Marcinkus).

GIORDANI. Non so come si chiami, ma sì l’ho visto. 

PRESIDENTE. Lo ha visto anche di persona?

GIORDANI. Forse solo ai Giardini Vaticani. Spesso c’erano anche loro, quindi è viso conosciuto. 

MALPEZZI (PD-IDP). In che clima si sono svolti gli interrogatori, sia nell’83 che poi nel 2008? Lei che ricordo ha? 

GIORDANI. Domande e basta, ma non così tante. Mi hanno chiesto se avevamo visto qualcosa ed abbiamo raccontato quello che avevamo visto, sia nell’ 83 che nel 2008.

MALPEZZI (PD-IDP). E quanto è durato l’interrogatorio? 

GIORDANI. Una ventina di minuti, mezz’ora. Non è durato tanto. Più che altro, ci hanno mostrato le foto. 

MALPEZZI (PD-IDP). E non le hanno chiesto niente? 

GIORDANI. Quello che ricordavamo e basta. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quando siete andate dai Carabinieri, lei e sua sorella, pochi giorni dopo la scomparsa di Emanuela, per fare la descrizione di questo episodio avvenuto al ritorno dal mare, siete andate di vostra spontanea volontà o siete state chiamate? 

GIORDANI. Che io ricordi, siamo state chiamate. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Prima di andare, lei e sua sorella avete parlato di quello che avreste detto?

GIORDANI. No. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quando siete state chiamate sapevate anche il motivo ovvero qualcun altro della vostra compagnia che aveva assistito a quell’episodio poteva averne già parlato con i Carabinieri? O magari proprio tra di voi, dopo che Emanuela è scomparsa, vi siete chieste se questo episodio potesse essere collegato alla sparizione di Emanuela? E se sì, perché non avete pensato di andare a riferirlo?

GIORDANI. Noi siamo stati chiamate dai Carabinieri senza averne parlato con gli altri. Poi, se gli altri sono stati chiamati, prima o dopo, questo non lo so.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma lei ricorda quando siete state convocate e quanto tempo è passato tra la data della convocazione e il giorno della deposizione? Siccome non credo che capiti tutti i giorni di essere convocate dopo che è sparita una ragazza vostra amica, vi hanno chiamato oggi per domani oppure vi hanno dato un largo anticipo?

GIORDANI. La prima volta non ricordo quanto tempo dopo ci hanno chiamato.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quello che sto cercando di capire è questo. Sparisce Emanuela. Lei e sua sorella siete le persone che l’aspettavano il giorno che poi lei non è arrivata. Questo episodio della macchina è accaduto pochi giorni prima la sua scomparsa: non è accaduto un mese prima, due mesi prima, due anni prima.

È stato un fatto abbastanza particolare. Certo, è normale che dei ragazzi facciano commenti alle ragazzine: in modo più o meno educato, ma sono cose che capitano a quell’età, anche di ragazzi un po’ più grandi che abbassano il finestrino della macchina. 

Però, una macchina ferma a aspettare delle ragazze che camminano, per poi qualcuno sporgere il braccio dal finestrino e afferrare una persona, quella è cosa un po’ particolare. Al momento voi ci avete riso, ma io mi chiedo: quando avete visto che Emanuela non tornava a casa e la cosa ha cominciato a essere una cosa seria, non vi è venuto in mente di andare a raccontare questo episodio? 

Ovvero, lei e sua sorella, a prescindere dal fatto che siate state convocate dai Carabinieri per la vostra deposizione, vi siete dette: potrebbe essere rilevante quello che è successo l’altro giorno e le persone che abbiamo visto in macchina? Io sto cercando di immedesimarmi. La prima cosa che pensi è che sia successo qualcosa di strano, anche perché a 16 anni una ragazza è già sveglia e capisce se i due episodi possono essere collegati. 

Signora Giordani, so che è difficile, perché sono passati 42 anni, ma provi a riflettere. Lei e sua sorella avete parlato di questo episodio a casa prima di andare dai Carabinieri, ricordandovi com’era la persona nella macchina? 

GIORDANI. No.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Non ne avete assolutamente parlato? 

GIORDANI. Ne abbiamo parlato quando ci hanno chiamato.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma lei è proprio sicura che durante l’interrogatorio lei ha fatto quella descrizione? 

GIORDANI. Sì, sono sicura.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Cerchi di ricordare come si è svolto l’interrogatorio. Hanno parlato prima con lei, i Carabinieri, o prima con sua sorella?

GIORDANI. Io ricordo solo che ho fatto quella deposizione. Poi, se ha parlato prima mia sorella, io non lo ricordo. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma eravate assieme o vi hanno ascoltate separatamente, in due stanze diverse? 

GIORDANI. Separatamente. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma lei ha ascoltato la deposizione di sua sorella? 

GIORDANI. No.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, o siete state sentite in due stanze diverse contemporaneamente oppure siete entrate prima una, poi l’altra. 

GIORDANI. Comunque non siamo entrate insieme. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi lei esclude di aver firmato un verbale dicendo: sono d’accordo con quello che ha dichiarato mia sorella?

Verbale Giordani Gabriella 14/7/1983 ore 09,10
Verbale Giordani Gabriella 14/7/1983 ore 09,10

GIORDANI. Io ho fatto la mia deposizione, come l’ho fatta nel 2008, e quello che ricordo è questo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei è proprio certa di aver descritto questa persona, che non ci fosse sua sorella con lei e di quello che ha raccontato? Lei esclude che ci sia stato un interrogatorio unico e che lei abbia confermato una dichiarazione di sua sorella? 

GIORDANI. Io ricordo che sono entrata da sola e che le foto me le hanno fatte vedere da sola.

Verbale Giordani Gabriella 14/7/1983 ore 11,40
Verbale Giordani Gabriella 14/7/1983 ore 11,40

PRESIDENTE. Ma quando vi hanno mostrato le foto? 

GIORDANI. Due volte. La prima volta abbiamo fatto la descrizione. Nel 2008 ci hanno fatto vedere una serie di foto, facendo così il riconoscimento. La prima volta la descrizione è stata fatta verbalmente.

PRESIDENTE. Questo riconoscimento del 2008 se lo ricorda, letteralmente, come è stato? 

GIORDANI. Ci hanno fatto vedere tante foto. Anche volti ritratti in modo diverso, ma che poi alla fine erano la stessa persona. 

PRESIDENTE. E lei ha avuto tutto il tempo vederle con calma? Non è stata indirizzata in nessun modo? 

GIORDANI. No, nel 2008 no. Io ricordo che c’erano molte foto, di tanti volti. 

PRESIDENTE. Ma tanti nel senso di decine o più di cinquanta? 

GIORDANI. Ora non riesco a quantificare, ma erano parecchi volti, anche a distanza, foto di più giovani, ma anche persone di diverse età. 

PRESIDENTE. Ma a lei ha colpito solo quella foto là. 

GIORDANI. Solo una parte di quella foto, la parte degli occhi, che si vedevano a distanza in più foto. Questo è ciò che mi è rimasto impresso.

PRESIDENTE. Ma segnalò una foto sola o segnalò più foto? 

GIORDANI. In quel riconoscimento? Mi sembra due o tre. 

PRESIDENTE. Sempre della stessa persona? 

GIORDANI. Credo.  

PRESIDENTE. A lei sembrava la stessa. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Per chiudere la questione della prima deposizione del 1983, voi eravate in due stanze diverse o è entrata prima una e poi l’altra? Lei questo non se lo ricorda, giusto? 

GIORDANI. Io ricordo che siamo entrate separate. Poi, se in due stanze diverse, prima l’una e poi l’altra, questo io non lo so. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quello che sto cercando di capire è se sia entrata prima sua sorella, perché ciò vorrebbe dire che, nel momento in cui sua sorella è uscita, è entrata lei o viceversa. Altrimenti, significa che siete entrate contemporaneamente e poi prima è uscita una e poi l’altra. 

Quando siete uscite, a prescindere da che ordine e dalle stanze dove siete state ascoltate, che cosa vi siete dette? Non dico in quel momento, ma quando siete uscite e siete andate a casa; o magari lì c’erano addirittura i vostri genitori, che vi avranno chiesto che cosa avevate detto ai Carabinieri. Quindi, in quel momento, quando siete state davanti ai vostri genitori, lei avrà detto loro che cosa ha raccontato e sua sorella avrà detto ai suoi genitori che cosa ha raccontato lei. 

GIORDANI. Penso di sì, ma è stato 40 anni fa. I genitori ci avranno sicuramente domandato che cosa ci hanno chiesto. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). E voi avrete raccontato che cosa avete detto. Siete state separate, sì, ma se avevate assistito allo stesso identico episodio, più o meno avrete raccontato le stesse cose. Quindi, in quel momento, visto che prima di entrare dai Carabinieri voi non sapevate che cosa vi avrebbero chiesto e lei ha appena detto che avete raccontato lo stesso episodio, nel momento in cui siete uscite vi sarete dette se avevate ricostruito bene quello che era successo quel giorno, pensando ovviamente di dare più informazioni possibili per aiutare Emanuela e per aiutare le ricerche.

Quindi, voi sarete uscite da lì, sarete andate a casa e avrete parlato di quello che avete detto ai Carabinieri quel giorno, per essere certe di aver dato tutte le informazioni utili alle indagini.

GIORDANI. Non è che ne abbiamo parlato. Io ho detto la mia versione e lei ha detto la sua. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma noi stiamo parlando del 14 luglio. Era già da un po’ che mancava da casa la vostra amica Emanuela ed immagino che, dopo così tanti giorni, voi cominciaste a essere seriamente preoccupate e cominciaste a temere che Emanuela non tornasse più. 

Quindi, immagino che il vostro obiettivo in quel momento, come anche quello dei vostri genitori, per il vostro tramite, fosse quello di dare agli inquirenti il maggior numero di informazioni possibili per far sì che Emanuela potesse essere eventualmente ritrovata. Io immagino, in una situazione normale, che, a quel punto, vi siate confrontate con sua sorella per capire se avevate dato tutte le informazioni che avevate a disposizione. 

Io vorrei poi comprendere un punto: i rapporti tra lei e sua sorella si sono rovinati subito dopo la scomparsa di Emanuela o si sono rovinati durante il periodo in cui eravate separate, per cui non ne avete più parlato e non vi siete più rivolte la parola?

Io vorrei capire in quale momento, se prima o dopo questo interrogatorio, i rapporti tra lei e sua sorella si sono definitivamente deteriorati, al punto tale che oggi non avete un rapporto e, senza voler entrare nelle vostre dinamiche familiari, non sapete neanche di essere state entrambe audite da questa commissione? È in quel momento che i vostri rapporti si sono rovinati per sempre? 

GIORDANI. No, dopo. Quando siamo cresciute, ognuno si è fatto altri amici. Ci siamo completamente separate e non abbiamo più frequentato il gruppo. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma io non sto parlando di un gruppo, sto parlando di sua sorella. In che anno vi siete sposate? 

GIORDANI. Io nel 1997. Mia sorella prima. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, parecchio tempo dopo. Dopo la separazione, durata, come lei ha detto, più di otto mesi, durante la quale lei non sa, ancora oggi, dove si trovasse sua sorella, siete tornate a vivere nella stessa casa? 

GIORDANI. Sì. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Avevate una stanza assieme? 

GIORDANI. No. Avevamo una stanza in quattro. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, lei dormiva nella stessa stanza con sua sorella, ma non avevate più nessun tipo di rapporto. 

GIORDANI. Noi non parlavamo di Emanuela, ma di altre cose. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma quindi voi non pensavate mai alla vostra amica scomparsa? 

GIORDANI. Certo, ci pensavamo, ma almeno io cercavo di non parlarne.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, dormivate assieme, ma non vi siete raccontate che cosa avete detto durante l’interrogatorio. Non sapevate, l’una nei confronti dell’altra, dove eravate state per più di otto mesi, che cosa avevate vissuto in quei mesi, chi avevate conosciuto, come eravate state trattate, come avevate passato il vostro tempo. Ed in casa, con i vostri genitori, non avete parlato di quello che è capitato in quel periodo? Non ne avete mai parlato? 

GIORDANI. Abbiamo parlato di Emanuela e della situazione all’inizio, quando abbiamo raccontato di quell’episodio. Non abbiamo visto altre cose. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma io le sto parlando della vostra vita, di quello che avete vissuto per più di otto mesi. Separate a quell’età, dalla famiglia e tra di voi, da sole in un posto che non era a casa vostra, in una città che non era la vostra, senza amici, senza famiglia, senza genitori: e voi non ne avete mai parlato?

GIORDANI. Io, personalmente, no. 

PIROVANO (LSP-PSd’Az). E prima di partire per questa separazione, i rapporti tra lei e sua sorella si sono incrinati? Perché non possono essersi incrinati mentre eravate via, visto che non potevate né vedervi né sentirvi. Mi ricorda, per favore, la data della vostra partenza? 

GIORDANI. Qualche mese dopo, ma sempre in quel periodo.

PRESIDENTE. Prima ci ha detto che capitava che, quando andavate a prendere Emanuela, qualche volta lei non venisse. Ma poi che motivazione veniva addotta?

GIORDANI. Ma non è che ce la diceva.

PRESIDENTE. Voi aspettavate così, a vuoto, e poi neanche le chiedevate conto del perché non era venuta? Se io ho un appuntamento e poi uno non si presenta, quando lo rivedo gli chiederò: scusa, che è successo ieri? 

GIORDANI. Non me lo ricordo.

PRESIDENTE. Il seguito dell’audizione della signora Paola Giordani è rinviato ad altra seduta. Nel ringraziare ancora l’audita, dichiaro conclusa l’audizione odierna. 

I lavori terminano alle ore 15,37.

Questa pagina è stata visualizzata 390 volte

- / 5
Grazie per aver votato!
Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina