COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA
sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori
55^ seduta: giovedì 31 luglio 2025
Audizione di Elisabetta Barbato conoscente di Mirella Gregori.
Sigle dei Gruppi parlamentari del Senato della Repubblica: Civici d’Italia-Noi Moderati (UDC- Coraggio Italia-Noi con l’Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd’I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d’Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d’Azione: LSP-PSd’Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
Sigle dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati: FRATELLI D’ITALIA: FDI; PARTITO DEMOCRATICO – ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA: PD-IDP; LEGA – SALVINI PREMIER: LEGA; MOVIMENTO 5 STELLE: M5S; FORZA ITALIA – BERLUSCONI PRESIDENTE – PPE: FI-PPE; AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE: AZ-PER-RE; ALLEANZA VERDI E SINISTRA: AVS; ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE: IV-C-RE; NOI MODERATI (NOI CON L’ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC, ITALIA AL CENTRO)-MAIE: NM(N-C-U-I)-M; MISTO: MISTO; MISTO-MINORANZE LINGUISTICHE: MISTO-MIN.LING.; MISTO-+EUROPA: MISTO-+EUROPA.
Interviene la signora Elisabetta Barbato, conoscente di Mirella Gregori.
Sono presenti inoltre, quali collaboratori della Commissione, ai sensi dell’articolo 23 del Regolamento interno, l’avvocato Alessandro Cardia, il dottor Giuseppe De Martino, il giornalista Valter Delle Donne, l’avvocato David Ermini, il dottor Tommaso Nelli, l’avvocato Simone Pacifici, l’avvocato Vittorio Palamenghi, l’avvocato Claudio Santini, nonché il Maresciallo Maggiore dell’Arma dei carabinieri Roberto Tomassi e il Maresciallo Capo dell’Arma dei carabinieri Giuseppe Andrisano.
I lavori iniziano alle ore 8,10
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
PRESIDENTE. Comunico che della seduta odierna sarà redatto il resoconto stenografico e che, ai sensi dell’articolo 12, comma 5, del Regolamento interno, la pubblicità dei lavori sarà inoltre assicurata attraverso l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso per la parte relativa alle audizioni. Ai sensi del comma 6 del già citato articolo 12, apprezzate le circostanze, mi riservo di disporre l’interruzione anche solo temporaneamente di tale forma di pubblicità.
Ricordo, inoltre, che gli auditi rispondono delle opinioni espresse e delle dichiarazioni rese e che possono richiedere in qualsiasi momento alla Commissione la chiusura della trasmissione audio-video e la secretazione dell’audizione o di parte di essa, ove ritengano di riferire fatti o circostanze che non debbano essere divulgati.
Infine, ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del Regolamento interno, la Commissione, su richiesta del Presidente o di due componenti, può deliberare di riunirsi in seduta segreta tutte le volte che lo ritenga opportuno. Ricordo, altresì, che, ai sensi dell’articolo 19, comma 8 del Regolamento interno, i Commissari e tutti coloro che a vario titolo collaborano con la Commissione sono obbligati all’osservanza del segreto e a non divulgare informazioni e documenti di cui siano venuti a conoscenza nel corso dell’attività di inchiesta.
Poiché non vi sono osservazioni, così resta stabilito.
PROCEDURE INFORMATIVE.
Audizione di Elisabetta Barbato.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’audizione della signora Elisabetta Barbato, conoscente di Mirella Gregori. Signora Barbato, la Commissione bicamerale svolge il suo lavoro attraverso domande poste dal Presidente e dai Commissari. Io introdurrei, dunque, la sua presenza chiedendole qual è il suo ricordo rispetto a Mirella Gregori, se lei l’ha conosciuta, per quali motivi l’ha conosciuta e tutto ciò che può dirci rispetto alla vicenda della scomparsa di Mirella.
Seguiranno, appunto, altre domande del sottoscritto e dei Commissari.
BARBATO. Presidente, sì, io conoscevo Mirella Gregori. Forse avevamo anche la stessa età, eravamo del 1967. La conoscevo prima di tutto perché lei abitava a via Nomentana, verso Porta Pia, ed io abitavo in una traversa, a via Messina. La conoscevo poi perché avevamo fatto la comunione insieme, nella chiesa delle suore, il Corpus Domini. Penso ci sia ancora questa chiesa.
Quindi la conoscevo. Eravamo bambine, perché ai tempi la comunione si faceva verso la terza elementare. Però non era proprio mia amica, ma una conoscente, perché la vedevo sempre che passava con la mamma e la sorella. Era una bambina molto carina, sempre con i genitori, con la mamma, una bambina molto acqua e sapone: però, non eravamo molto amiche. La conoscevo perché nel quartiere, bene o male, tanti anni fa la gente si conosceva, negli anni ‘80. Quindi, se la vedevo ci salutavamo, ma non è che avevamo molta confidenza.
PRESIDENTE. Nel 1983, quando Mirella scompare, lei la incontrava ancora?
BARBATO. Io la vedevo sempre, perché lei stava sempre con la famosa Sonia De Vito. Giustamente, dopo eravamo tutti incuriositi, quindi abbiamo letto materiale al riguardo. Ogni volta che vengo in Italia e che passo lì davanti mi dico: questa Mirella non si trova più da quei tempi.
Io la vedevo perché stavano sempre lei e quest’altra ragazzina, che anch’io conoscevo, ma da prima che loro diventassero amiche. Da quanto ricordo, io Sonia la conoscevo da quando eravamo piccole. Poi io a 15 anni già uscivo con i miei amici. I miei amici non erano anche amici suoi, ma amici della comitiva della mia via. Eravamo tutti ragazzini della mia via, mentre loro stavano sempre da sole.
PRESIDENTE. Qual era la sua via?
BARBATO. Via Messina. La prima traversa della Nomentana, dove poi, girando l’angolo, c’era il bar di questa Sonia De Vito.
PRESIDENTE. Quindi era molto vicino al bar?
BARBATO. Sì, era vicino. Io ricordo che da piccola andavo sempre a giocare da questa Sonia De Vito e mamma non mi ci mandava. Mi è rimasta impressa questa cosa, perché a mamma non piaceva questo bar. Eravamo piccole e giocavamo con le Barbie ancora.
PRESIDENTE. E perché a sua madre non piaceva?
BARBATO. Mia mamma mi diceva che non le piaceva quel bar perché c’erano uomini strani, gente strana, delle facce strane. Mamma non può dire più niente perché è morta già da vent’anni. Mi ricordo che ero piccola, avevo forse 12 anni. Mi diceva: tu non devi andare in quel bar, non ci vai a giocare in quel bar. Noi giocavamo sempre lì perché il padre non faceva mai uscire la figlia dal bar. Doveva sempre stare in questo bar.
Quindi io conoscevo Sonia, ma eravamo proprio piccole. Mirella, passava con la mamma, io passavo in via Nomentana, perché era tutto vicino, e quando le vedevo le salutavo, ma non di più. Non avevamo gli stessi amici. Ai tempi, io andavo in discoteca al sabato pomeriggio, con i motorini e le vespette. Loro, invece, non facevano proprio parte del mio giro, stavano sempre loro due da sole.
Di più non potrei dire, perché non le frequentavo. Questa Sonia la frequentavo, da piccoline. Se ci vedevamo, era un saluto veloce. Insomma, eravamo come conoscenti. Nel quartiere ci conoscevamo ma loro due non facevano proprio parte di questa piccola comitiva di ragazzini della via. Loro stavano proprio in disparte.
PRESIDENTE. Signora Barbato, dal punto di vista sociale ed economico, la zona come la definirebbe?
BARBATO. Era una zona molto tranquilla, verso il centro di Roma, verso Villa Borghese.
PRESIDENTE. Non c’erano brutti giri? A parte quello che le diceva sua mamma del bar, che magari andrebbe approfondito.
BARBATO. Io so soltanto che mamma diceva così quando ero piccola ed andavo a giocare con questa bambina. Eravamo bambine ed io la vedevo come una bambina normale. Giocavamo con le Barbie. Il padre ci aveva dato delle magliette. È una cosa che mi è rimasta impressa, anche perché sono passati, dai tempi che giocavo con lei, quasi 50 anni. Noi andavamo a giocare davanti al Ministero, dove c’era una fontana e facevamo il bagno alle Barbie. Era l’unica cosa che facevamo, perché lei non poteva uscire. Io avevo anche paura del padre.
PRESIDENTE. Davanti al Ministero, quindi all’inizio di via Nomentana?
BARBATO. Sì. Io andavo al bar e chiedevo: c’è Sonia? E lui, con un vocione: Sonia non c’è! Era molto severo. Era il famoso Baffo. Mamma non voleva che ci andassi: non mi piace quella gente, non andare a giocare in quel bar. Io ero piccola, non sapevo perché. Anzi, quasi mi arrabbiavo con mamma perché io volevo giocarci con questa bambina.
Dopo, però, ai tempi in cui Mirella e Sonia stavano insieme, loro non facevano proprio parte della nostra comitiva. A quei tempi facevamo forse il primo superiore. Quindi uscivamo, il sabato pomeriggio andavamo al Much More, un locale ai Parioli che andava di moda, con le vespe, truccate, la borsetta di Gucci. Eravamo molto “fighette”. E loro, invece, le vedevi sempre nel quartiere.
PRESIDENTE. Quindi erano un po’ diverse?
BARBATO. Completamente diverse da noi. Però nel quartiere non c’era gente strana, eravamo tutte famiglie normali.
PRESIDENTE. Quindi, di giri strani, di prostituzione, di droga, non ha mai sentito nulla?
BARBATO. Nulla.
PRESIDENTE. Questo titolare del bar, che lei ha anche “imitato” e quindi l’immagine ce l’ha ancora vivida, era una persona negativa o solo un po’ burbera?
BARBATO. Forse un po’ burbera. Io non ricordo bene, perché ero piccola, avevo solo 12 anni. Io avevo paura perché questo Baffo rispondeva sempre: no, Sonia non c’è! Però niente di più. Mia mamma lavorava tanto e si raccomandava ogni volta, prima di andare a lavoro: mi raccomando con chi stai. Alcune volte lasciava detto, perché il nostro era un palazzo dove abitavamo con tante famiglie, con tanti bambini, lì a via Messina. Quindi, magari si raccomandava anche ai vicini.
Mi diceva sempre che non voleva che io andassi in quel bar, perché non le piacevano le facce che vedeva. Forse perché era un bar aperto anche di notte. Comunque, io a quei tempi con loro due insieme non ho mai avuto a che fare. Mi ricordo solo che le vedevo lì da sole, però più di questo non potrei dire.
PRESIDENTE. Quando avvenne la scomparsa di Mirella, lei lo ricorda quel giorno?
BARBATO. Io lo ricordo benissimo quel giorno. Me lo ricordo veramente bene, perché i fatti successi, belli o brutti, rimangono comunque impressi. Mi è rimasto impresso quel giorno e me lo ricordo benissimo. Io loro non le frequentavo, ma uno dei ragazzini della mia comitiva era andato ad abitare verso Montesacro. Aveva fatto una festa, penso di compleanno, ed io ero invitata a questa festa.
Loro non erano state neanche invitate, perché non avevano a che fare con il nostro gruppetto. Io ero andata alla festa con un’altra mia amica che abitava a San Giovanni, una amica del paesino di mia mamma. Io mi ero comprata gli occhiali Persol, che andavano molto di moda, con tutti i miei risparmi. Durante questa festa me li rubarono dalla borsetta. Per questo mi è rimasta impressa quella giornata.
Poiché all’epoca le feste si facevano il sabato pomeriggio, la sera ero a casa. Era già buio, dopo cena. Ricordo che suonarono alla porta ed erano la mamma e la sorella di questa Mirella, che la cercavano.
PRESIDENTE. Suonarono alla porta di casa sua?
BARBATO. Sì. Noi abbiamo pensato che evidentemente l’avevano cercata dappertutto. Mi hanno chiesto: ma tu hai visto Mirella? Me la ricordo questa cosa. Io dissi: no, non l’ho vista. Sarà una settimana che non la vedo in giro. E la cosa finì lì. Io non avevo a che fare con loro. Io ricordo solo che, quando passavo lì al bar o loro passavano per la via, erano sempre loro due da sole.
PRESIDENTE. Anche nel periodo finale, prima della scomparsa di Mirella?
BARBATO. Sì. Sempre loro due da sole. PRESIDENTE. Quasi tutti i giorni?
BARBATO. Sì. Sonia e Mirella erano conosciute nel quartiere. Erano conosciute perché erano le due amiche del cuore. Facevano anche qualcosa con l’Avon, vendevano quei prodotti. Ricordo che una volta questa Sonia mi chiese se volevo i prodotti dell’Avon, che lei vendeva, e io mi chiedevo: ma come fa, così piccola, già a vendere? Questo me lo ricordo, però non mi ricordo se era prima o dopo la scomparsa. Se anche Mirella vendeva prodotti dell’Avon, non lo so, ma Sonia sì. Sonia li vendeva.
PRESIDENTE. Questo è un fatto interessante.
BARBATO. Non ricordo neanche se comprai qualcosa, perché ai tempi ero una bambina. Non è che io avessi soldi per comprare queste cose.
PRESIDENTE. Comunque, lei di questo è certissima.
BARBATO. Certa al 100 per cento.
IAIA (FDI). Signora Barbato, un primo chiarimento. Quando lei andava a giocare con le Barbie con Sonia de Vito, Mirella non era con voi? Sono due periodi diversi? Mirella non era ancora amica di Sonia De Vito e quindi non frequentava il bar?
BARBATO. No.
IAIA (FDI). Fino a che età lei ha frequentato Sonia ed andava al bar a giocare con lei?
BARBATO. Fino forse ai 12 anni. Ero piccola.
IAIA (FDI). Poi, cresciuta, si è allontanata un po’ da Sonia. Ha cominciato a frequentare altre persone ed è intervenuta Mirella come amica. Quindi, sono due periodi completamente diversi. Nonostante questo allontanamento come frequentazione quotidiana, lei ha conservato un rapporto con Sonia, nel senso che quando passava davanti al bar si fermava e scambiavate qualche parola?
BARBATO. Sì, forse sì. Non è che avevamo litigato io e Sonia. Se la vedevo, ci salutavamo. Lei poi si fidanzò molto giovane, con un ragazzo forse anche più grande.
IAIA (FDI). Conosceva questo ragazzo? Lo vedeva al bar?
BARBATO. L’ho visto, sì. Penso di sì. Poi hanno avuto un bambino molto presto. Io, invece, ero giovane e uscivo.
IAIA (FDI). Fino a che età lei è stata in quell’abitazione di via Messina?
BARBATO. Fino a 19 anni, quando ho conosciuto il mio ex marito, un tedesco.
IAIA (FDI). Quindi, fino a 19 anni è rimasta lì, in quel quartiere?
BARBATO. Sì, ma all’età di 17 anni cambiai completamente comitiva, perché avevo conosciuto un ragazzo siciliano e andavo a piazza Fiume, dove c’era completamente altra gente. Questo fino a 19 anni.
IAIA (FDI). Lei le vedeva sempre insieme Sonia e Mirella. Da come si è espressa, mi è sembrato di capire che le sembrasse un po’ strana questa cosa, il fatto che fossero un po’ isolate rispetto a tutti gli altri.
BARBATO. Strano no. Loro non c’entravano molto con il nostro modo di fare, perché noi eravamo molto moderne. Andavamo a ballare il pomeriggio, con il motorino, eravamo tutte truccate, con la borsetta di Gucci.
IAIA (FDI). Loro magari erano più bambine, da questo punto di vista?
BARBATO. No, questo no. Non glielo so spiegare. Noi non ci frequentavano. Erano solo loro due lì al bar.
IAIA (FDI). Ci ha parlato del padre. A parte il padre, ha conosciuto anche la madre di Sonia De Vito?
BARBATO. Sì.
IAIA (FDI). Che tipo di persona era?
BARBATO. Non parlava molto. Non me la ricordo.
IAIA (FDI). I camerieri se li ricorda?
BARBATO. No, perché ero proprio piccola.
IAIA (FDI). Il nome Calì le dice niente? Era un cameriere che lavorava lì nel bar.
BARBATO. No, non lo ricordo.
IAIA (FDI). Lei non sa nulla della festa per inaugurare il rifacimento del bar del papà di Mirella?
BARBATO. No. Neanche sapevo che avessero il bar.
IAIA (FDI). Lei ha detto che la mamma di Mirella è venuta a casa e vi ha chiesto se Mirella fosse presso di voi. Ma lei ricorda se, nei giorni seguenti, voi avete partecipato a delle ricerche? Se siete stati interessati in qualche maniera? C’era movimento nel quartiere per la scomparsa di questa ragazza?
BARBATO. No. Ricordo solo che tutti i genitori, specialmente delle ragazze, erano molto preoccupati. Anch’io mi ero un po’ spaventata, me lo ricordo bene.
IAIA (FDI). Ma erano fenomeni questi che si verificavano spesso, a Roma o nel vostro quartiere? Sentivate parlare di scomparse di ragazze in quel periodo?
BARBATO. Ricordo che mia mamma diceva sempre: fai attenzione. Io andavo a piedi a villa Borghese e scendevo giù in centro a fare una passeggiata. Parlavano tanto della tratta delle bianche. Poi ero una ragazza carina, alta, mora.
Non ricordo se fosse qualche settimana dopo, ma quelli erano i tempi degli scherzi telefonici e mi arrivò una telefonata. Era una voce da uomo, di un ragazzo, che mi disse: mi raccomando, stai attenta a quello che fai. So tutti i tuoi movimenti. Attenta che sparisci anche tu. Non me lo dimenticherò mai.
PRESIDENTE. Questo quanto tempo dopo?
BARBATO. Non ricordo. Però Mirella era già scomparsa. Io lo dissi a mia mamma, spaventatissima, e lei mi disse: ma questa è gente che fa gli scherzi telefonici, qualche ragazzetto che ti vuole mettere paura.
PRESIDENTE. Con la frase “sparisci anche tu”, il riferimento era probabilmente a Mirella.
BARBATO. Sì, secondo me si.
IAIA (FDI). Ma lei Mirella non l’ha mai frequentata, giusto?
BARBATO. Mai. Solo quando facemmo la comunione. Io con lei non ho mai legato molto, perché la vedevo molto bambina, sempre con la madre.
IAIA (FDI). Quindi, non avevate rapporti?
BARBATO. No.
IAIA (FDI). Le chiedo questo perché sull’agenda personale di Mirella Gregori compare il suo nome, il suo indirizzo e il suo numero di telefono. È un po’ strano per due persone che non hanno una frequentazione.
BARBATO. Forse aveva scritto qualcosa lei così tra amiche, però io non la frequentavo veramente.
IAIA (FDI). Ma avevate una frequentazione o no? Perché scrivere sul diario personale di una persona con cui non si ha una frequentazione è un po’ strano. C’erano i nomi delle sue amiche, non c’era solo il suo. C’erano anche altre amiche.
BARBATO. Ai tempi anch’io scrivevo dei nomi sul diario, ma io non le frequentavo. Quando le vedevo ci salutavamo, perché conoscevo Sonia.
IAIA (FDI). Simona Bernardini la conosce?
BARBATO. No.
IAIA (FDI). Giovanna Manetti?
BARBATO. No.
IAIA (FDI). Cinzia Valenzi?
BARBATO. No. Ripeto: ci conoscevamo tutti nel quartiere, però io e lei non avevamo a che fare.
IAIA (FDI). Presidente, chiedo di poter mostrare due identikit ed una fotografia alla signora e chiederle se riconosce queste persone.
PRESIDENTE. Proceda pure, onorevole Iaia.
IAIA (FDI). Conosce le due persone ritratte nei due identikit? (L’onorevole Iaia mostra all’audita l’identikit dei due avventori presenti all’inaugurazione del bar “Coppa d’Oro”).
BARBATO. No. Assolutamente no.
IAIA (FDI). E questi tre ragazzi ritratti nella foto sul letto? Li ha mai visti? (L’onorevole Iaia mostra all’audita la foto dei tre ragazzi sul letto data da Sonia De Vito a Mirella Gregori).

BARBATO. No, è gente che non ho mai visto in vita mia.
MALPEZZI (PD-IDP). Signora Barbato, lei che lavoro fa?
BARBATO. Insegno alla scuola materna in Germania.
MALPEZZI (PD-IDP). Il percorso dei suoi studi per insegnare lo ha fatto in Italia? Lei ha fatto la scuola magistrale, i tre anni che si facevano all’epoca?
BARBATO. Sì.
MALPEZZI. Sa Mirella che scuola avesse fatto?
BARBATO. No, so che andava a scuola verso la stazione.
MALPEZZI (PD-IDP). Lei aveva un soprannome o la chiamavano Elisabetta?
BARBATO. Mi chiamavano Betta.
MALPEZZI (PD-IDP). Era conosciuta come Betta, quindi, nel quartiere?
BARBATO. Sì.
MALPEZZI (PD-IDP). Lei pensa di poter essere considerata come una delle poche amiche di Sonia De Vito e che, nel momento in cui poi è arrivata l’amicizia tra Sonia e Mirella, lei è stata messa da parte?
BARBATO. Forse da bambine eravamo amiche: io, lei ed un’altra ragazzina di zona.
MALPEZZI (PD-IDP). Come si chiamava?
BARBATO. I genitori avevano una pasticceria. Eravamo proprio piccole: una certa Marianna Confalone.
MALPEZZI (PD-IDP). Sostanzialmente, se lei dovesse mettere un punto su quando l’amicizia con Sonia De Vito si interrompe, senza litigi, ma perché ci sono altre frequentazioni, quale sarebbe questo punto?
BARBATO. Il periodo dopo le medie. Le amicizie da bambine poi svaniscono così. Però non è che, quando la incontravo, sia lei che Mirella, non le salutavo. Magari si chiacchierava un attimo e finiva lì. Ma non uscivamo insieme in comitiva.
MALPEZZI (PD-IDP). Quindi, lei non si ricorda di un’eventuale confidenza, di nessun contatto con Mirella? Mai una parola che le è rimasta impressa?
BARBATO. No. Confidenze, no. Se la vedevo le chiedevo come stava. Se passava con la mamma e la sorella per andare a fare la spesa all’alimentari sotto casa nostra, ma non parlavamo mai di ragazzi o di cose nostre. Da quello che mi ricordo, era più una conoscenza che un’amicizia.
MALPEZZI (PD-IDP). Perché lei pensa che la madre e la sorella siano venute a suonarle a casa?
BARBATO. Io ricordo che pensai: certo, per venire a suonare da noi la stanno cercando veramente ovunque. Poiché Mirella non la frequentavo, ho pensato: per venire a cercare anche da noi, a casa mia, evidentemente sono veramente preoccupate.
MALPEZZI (PD-IDP). Visto che si ricorda bene la zona, ricorda se c’erano dei negozi di abbigliamento e se c’erano delle giovani commesse in negozi di abbigliamento lì vicino?
BARBATO. C’era un negozio di abbigliamento sotto casa mia, ma non c’erano giovani commesse. Noi abitavamo al primo piano. Proprio sotto c’era il negozio Grazia 2000, ma la padrona era una signora adulta. Poi ricordo gli alimentari.
MALPEZZI (PD-IDP). Vicino al bar non ricorda un negozio di abbigliamento?
BARBATO. C’era la pasticceria un po’ più su, dall’altra parte della mia via. Un altro bar all’angolo, che era anche tabaccheria, dove compravamo anche le penne per scuola. C’era un’edicola, ma un negozio di abbigliamento proprio non me lo ricordo.
MALPEZZI (PD-IDP). Ed una profumeria?
BARBATO. No. Ce n’era una, dove andavo io, ma era lontana, a via Ancona, su a Porta Pia.
MALPEZZI (PD-IDP). Lì non c’era niente?
BARBATO. Non lo ricordo proprio.
MALPEZZI (PD-IDP). Lei il fidanzato di Sonia De Vito lo ha conosciuto?
BARBATO. Sì, lo avevo conosciuto.
MALPEZZI (PD-IDP). In che circostanza? Dopo la scomparsa di Mirella?
BARBATO. Non mi ricordo se era prima. Penso dopo. Era un po’ più grande.
MALPEZZI (PD-IDP). Prima della scomparsa di Mirella, lei non ricorda di aver avuto rapporti con Sonia e il fidanzato?
BARBATO. No, non penso proprio.
MALPEZZI (PD-IDP). Pensa sia possibile che Sonia abbia parlato di lei al suo fidanzato?
BARBATO. Penso di sì. Una volta, a me è rimasta questa cosa: che mi guardava con l’occhio interessato.
PRESIDENTE. È stata una sensazione netta questa?
BARBATO. La mia sensazione non so se fosse netta, però mi è rimasta impressa questa cosa.
MALPEZZI (PD-IDP). Conosceva qualcuno dei condomini del palazzo dove abitava Mirella?
BARBATO. Sì, un certo Stefano, ma non ricordo il cognome. Era un po’ più grande, dell’età di mio fratello. Io ne ho quasi 58, lui adesso ne avrà 62. Un certo Stefano. Era un ragazzino. Abitava lì e il padre aveva un banco di pesce al mercato. Lo conoscevo perché ogni tanto veniva da mio fratello, passava, chiacchieravamo.
MALPEZZI (PD-IDP). Le faccio qualche nome per vedere se li ricorda. Gianna Gerardi?
BARBATO. No.
MALPEZZI (PD-IDP). Massimo Lucani.
BARBATO. No.
MALPEZZI (PD-IDP). Raffaella Luzzi?
BARBATO. No.
MALPEZZI (PD-IDP). Quindi lei non è stata neanche mai a casa di Mirella?
BARBATO. Mai.
MALPEZZI (PD-IDP). Sua mamma non voleva che lei andasse nel bar di Sonia. Lei si è chiesta negli anni perché, esattamente? Si è fatta qualche idea?
BARBATO. No, però ricordo che le dicevo: perché non ci devo andare? Ero molto piccola. Lei mi diceva: perché ci sono delle brutte facce, non mi piace quel bar.
MALPEZZI (PD-IDP). L’ambiente della parrocchia se lo ricorda com’era?
BARBATO. No, io non frequentavo la parrocchia. Ho fatto solo la comunione e mia mamma non era neanche molto credente. Era sindacalista mia mamma. Che poi non era la parrocchia dove abbiamo fatto la comunione. Era una chiesa su via Nomentana, quasi di fronte a casa di una mia amica: la chiesa del Corpus Domini. La parrocchia che ho frequentato in seguito, quella di Santa Teresa, era molto più grande. Non c’entrava proprio niente con Mirella. Lei non l’ho mai vista lì.
PRESIDENTE. Però, non è dove ha fatto la comunione.
BARBATO. No, quella è la chiesa di via Nomentana. La parrocchia di Santa Teresa sta a corso d’Italia, dopo piazza Fiume.
MALPEZZI (PD-IDP). Il nome Raoul Bonarelli le dice qualcosa?
BARBATO. No.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Signora Barbato, tornando a quella telefonata che ha ricevuto dopo la scomparsa di Mirella, anche in questo caso le chiedo di pensare a quella che era una sua sensazione, che magari può ricordare ancora dopo tanti anni. Quando ha ricevuto quella telefonata, lei ha avuto la sensazione di poter conoscere quella persona?
BARBATO. No. Io ho avuto la sensazione che fosse stato uno scherzo. Se vuole, le dico anche perché. Perché un anno prima, o qualche settimana prima, ora non mi ricordo, già era arrivata una telefonata che diceva: stai attenta che a casa tua ci sono gli spiriti, ci sono i fantasmi, devi stare attenta. Quindi, ho pensato: sarà sempre qualcuno che mi fa telefonate di questo tipo.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma ha riconosciuto la stessa voce?
BARBATO. No, però ho pensato fosse uno scherzo telefonico.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma ne riceveva spesso?
BARBATO. No.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ricorda solo questi due episodi o anche altre chiamate, dove magari mettevano giù?
BARBATO. Sì, ogni tanto le facevano e poi attaccavano. Ai tempi così facevano.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). La voce della telefonata, la seconda, era camuffata?
BARBATO. Sembrava camuffata la voce. Come un ragazzetto che voleva fare la voce da cattivo.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma era un tono da cattivo o un tono di uno a cui veniva da ridere?
BARBATO. Da ridere no. Voleva mettere paura.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Magari era con gli amici e gli veniva da ridere oppure si era impegnato per essere credibile.
BARBATO. La mia sensazione è che fosse uno scherzo.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma lei si è spaventata per il tono che ha usato questa persona? Lei si è spaventata, prima di pensare che poteva essere uno scherzo?
BARBATO. Lì per lì sì, perché era appena scomparsa questa bambina. Mia mamma anche era spaventata, come tutte le mamme del quartiere, perché si parlava di questa tratta delle bianche. Quindi, lì per lì mi ero spaventata. Mia madre ha cercato di tranquillizzarmi, dicendo: sarà stato qualcuno che ti ha rifatto uno scherzo, come lo scherzo dei fantasmi dentro casa.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Nella sua zona, fra le famiglie che conosceva, che i suoi genitori conoscevano, ha sentito racconti simili, di gente che dopo la scomparsa di Mirella ha ricevuto telefonate o avuto incontri particolari, che potevano anche solo vagamente avere a che fare con la scomparsa di Mirella?
BARBATO. No, mai.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Vorrei tornare al bar dei De Vito, che lei ha frequentato quando era piccola e giocava con le Barbie. Lei ha già detto che aveva un po’ di timore del padre. La mamma, invece, ha detto che era taciturna, quindi non l’ha sentita molto parlare. Vorrei che facesse uno sforzo di memoria per ricordare quali erano i rapporti, all’interno della famiglia, nel bar.
Lei già ci ha detto che, mi corregga se sbaglio, il capofamiglia era il padre, quello che imponeva la sua autorità. Magari esagero nelle espressioni, ma è per farle capire meglio. Lei riconosce nella figura del padre quello che gestiva, a livello di attività, ma anche a livello familiare? Era lui che imponeva le regole, era lui che diceva: tu puoi, tu non puoi? Mentre la mamma era taciturna e faceva quello che diceva il marito?
BARBATO. Secondo me sì. Io ero veramente piccola, proprio piccola, ma la mia sensazione era che lì chi aveva l’autorità era solo il padre; che fosse il padre la persona importante nella famiglia.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quali erano i rapporti tra il padre e Sonia?
BARBATO. Io non me lo ricordo. Forse Sonia aveva un po’ paura del padre. Non perché fosse un padre all’antica, però, ma perché era proprio lui molto severo. Ma è solo la mia sensazione: eravamo veramente bambine ai tempi.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ha mai assistito ad atteggiamenti, se non fisicamente, ma verbalmente violenti all’interno del bar?
BARBATO. No.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Il padre di Sonia ha mai avuto atteggiamenti violenti, non fisici, ma verbali, nei confronti di clienti? Comportamenti particolarmente aggressivi, intendo, anche perché ci sta che, in un bar, uno
possa avere problemi con un cliente. Glielo chiedo proprio per il tipo di clientela che lei ha detto frequentava questo bar. È possibile che uno potesse avere delle reazioni, se il bar veniva frequentato anche da gente poco raccomandabile.
BARBATO. Io non ho mai visto nulla. Io la chiamavo, poi stavamo con le Barbie fuori dal bar. Io ero proprio piccola. Ricordo solo che, quando io entravo e chiedevo se ci fosse Sonia, lui rispondeva: Sonia non c’è! Sempre con questo fare molto burbero. Mi è rimasta impressa questa cosa, ma non ho mai visto e non ricordo atteggiamenti particolari.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Invece l’allora fidanzato ed attuale marito di Sonia, era spesso al bar?
BARBATO. Non me lo ricordo. Io so solo che l’ho conosciuto. L’ho visto qualche volta, ma non mi ricordo se lui andava spesso al bar.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei in quel periodo non lo frequentava più il bar?
BARBATO. No, io l’ho frequentato fino agli 11, 12 anni, ma magari, passando nel quartiere, vedevo che lui era lì.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma ricorda se lo vedeva lì spesso o saltuariamente e se aveva un ruolo all’interno della gestione del bar?
BARBATO. Questo non glielo so dire. So solo che lei si era fidanzata con questo ragazzo. Io ogni tanto li vedevo, lei e lui, quando passavo.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Per quanto riguarda, invece, la conformazione del bar, visto che lei l’ha frequentato, ricorda come era fatto il bar? Ce lo può descrivere e ci può anche dire se c’erano uno o più ingressi ed uscite?
BARBATO. C’era un ingresso. Se c’era un’altra uscita, non lo so. Ricordo che c’era un ingresso normale. Quando si entrava, sulla destra c’era un bancone, appena all’entrata del bar, che era molto lungo. Dietro forse c’era una tavola calda. C’erano dei sedili, la cucina ed un bagno.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Il bagno era in fondo?
BARBATO. Sì.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Il bar non aveva uscite sul retro? Sul cortile interno?
BARBATO. No. Forse una finestra. Io mi ricordo solo un bagno, questi tavoli ed un bancone.
MORGANTE (FDI). Signora Barbato, lei da piccola aveva un soprannome?
BARBATO. No. Mi chiamavano solo Betta.
MORGANTE (FDI). Anche Sonia De Vito la chiamava Betta?
BARBATO. Penso di sì.
MORGANTE (FDI). Signor Presidente, chiedo il passaggio in seduta segreta.
PRESIDENTE. Dispongo il passaggio in seduta segreta.
(I lavori procedono in seduta segreta dalle ore 8,52)
(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 8,53)
MORGANTE (FDI). Lei non aveva un rapporto stretto con Mirella?
BARBATO. No.
MORGANTE (FDI). Quindi, Mirella non scambiava con lei delle confidenze e non le ha mai raccontato di essere stata avvicinata, all’uscita da scuola, da dei ragazzi più grandi, disponibili ad offrirle un passaggio in auto?
BARBATO. No.
MORGANTE (FDI). Dopo la scomparsa di Mirella, lei ebbe occasione di ripassare dal bar? Lo frequentava? Se sì, aveva visto un’atmosfera diversa o era come prima? Sonia le aveva raccontato qualcosa, qualche perplessità riguardo alla scomparsa?
BARBATO. No, non mi raccontò niente, ma sicuramente l’avrò rivista Sonia.
MORGANTE (FDI). Ma lei è tornata al bar, dopo la scomparsa?
BARBATO. Non entravo al bar, ma magari passavo e lei stava là fuori.
MORGANTE (FDI). Ma avrà avuto occasione di parlare con Sonia, visto che negli anni precedenti eravate molto amiche?
BARBATO. Sì, ma non mi ricordo di aver parlato di Mirella.
MORGANTE (FDI). Lei che idea si è fatta della scomparsa di Mirella?
BARBATO. Io mi sono sempre chiesta: chissà che fine avrà fatto questa ragazza. Chissà chi se l’è presa, se è ancora viva. Magari aveva conosciuto qualcuno che le ha teso un tranello o l’ha rapita.
MORGANTE (FDI). Lei per tanti anni è stata molto amica di Sonia. Abitava vicino al bar di Sonia, ci passava davanti molto spesso. Mirella per tanto tempo è stata la grande amica di Sonia, come lei giustamente ci diceva. Pertanto, mi pare strano che, passando davanti al bar, due amiche di un’amica in comune, scomparsa, non abbiano mai fatto un accenno sulla scomparsa di un’amica comune. Mi pare molto strano da credere, sinceramente.
BARBATO. Può darsi pure che mi abbia detto qualcosa, ma non lo ricordo. Comunque, non erano cose importanti. Può anche darsi che io le abbia chiesto di Mirella, ma non lo ricordo.
MORGANTE (FDI). Il nome De Pedis le dice niente?
BARBATO. No.
MORGANTE (FDI). Non l’ha mai visto, ma il nome penso che sia conosciuto.
BARBATO. No.
MORGANTE (FDI). Quindi, lei non l’ha mai visto e non sa chi sia. Non l’ha mai visto al bar?
BARBATO. No.
MALPEZZI (PD-IDP). Lei ha mai conosciuto o ricorda se nella compagnia o nelle diverse compagnie del quartiere ci fosse una certa Benedetta?
BARBATO. No.
MALPEZZI (PD-IDP). Quando Sonia De Vito le ha presentato il suo fidanzato?
BARBATO. Non lo ricordo.
MALPEZZI (PD-IDP). A me ha colpito il fatto che lei si fosse sentita guardata dal fidanzato, ma che non riesca a collocare quando è avvenuta la presentazione?
BARBATO. Non me lo ricordo proprio, veramente.
MALPEZZI (PD-IDP). Però sa di essere stata presentata a lui.
BARBATO. Sì, me l’ha presentato. Avrà detto: questo è il mio fidanzato.
MALPEZZI (PD-IDP). Noi le abbiamo detto che i suoi contatti, numero di telefono, nome ed indirizzo erano sull’agenda di Mirella. Ritiene che Sonia avesse i suoi contatti?
BARBATO. Penso di sì.
MALPEZZI (PD-IDP). Ci racconta com’era la zona del piazzale di Porta Pia? Lo frequentava o ricorda chi lo frequentava?
BARBATO. Io stavo nella mia via, con tutti i ragazzini della mia via. Se uscivamo dalla nostra via, è perché andavamo a fare il giro del palazzo, andavamo alla Rinascente, a corso Italia o a vedere i negozi con le amiche e gli amici.
MALPEZZI (PD-IDP). Ma qual era la fama di quella zona, siccome il bar aveva quella fama?
BARBATO. La fama era quella di essere una buona zona. Da via XX Settembre era come se cambiasse la zona. Era proprio completamente un’altra zona dopo via XX Settembre, dove c’è il Ministero delle finanze.
MALPEZZI (PD-IDP). Quindi voi vi fermavate lì. Era come una sorta di confine. Dopo la scomparsa di Mirella, lei pensa di essere ritornata, di essere passata al bar Italia a parlare con Sonia?
BARBATO. Io non andavo apposta da Sonia. Magari passando l’ho vista là davanti e abbiamo chiacchierato di qualcosa, come quando si incontra una conoscente. Però, non ricordo se parlavamo di vestiti, del suo nuovo fidanzato o di Mirella. Non me lo ricordo proprio.
MALPEZZI (PD-IDP). Quindi, non ci può neanche dire se fosse cambiata o meno l’atmosfera all’interno del bar dopo la scomparsa.
BARBATO. No, questo proprio no. Io non entravo al bar. Se la vedevo, la vedevo là fuori.
MALPEZZI (PD-IDP). Lei conosceva o potrebbe ricordarsi di altre vostre coetanee che frequentavano quel bar?
BARBATO. Ma da piccole?
MALPEZZI (PD-IDP). O che vedeva, magari passando.
BARBATO. Mi ricordo di questa ragazzina, il cui padre aveva la pasticceria.
MALPEZZI (PD-IDP). Io ritorno sulla profumeria e sul negozio di abbigliamento. Lei non riesce a ricordare che vi fossero questi negozi? Non ricorda una ragazza bionda che lavorava in uno di questi negozi della zona?
BARBATO. No, anche perché ai tempi erano proprio due zone diverse, quel pezzo di via Nomentana e la nostra via. Io su via Nomentana non andavo mai. C’era, però, un negozio d’abbigliamento più giù, all’angolo, Fragola. Era molto grande ed esiste ancora.
MALPEZZI (PD-IDP). E ricorda se lì c’erano delle ragazze bionde?
BARBATO. No. Conoscevo la padrona. Ancora la conosco. È una signora più grande di me. Ai tempi c’erano anche i genitori. È una certa Jacqueline ed ora hanno un negozio d’abbigliamento a via Ugo Ojetti.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Dalla descrizione che lei fa della zona sembra che questo bar fosse, estremizzando, un luogo malfamato all’interno di un’oasi di pace. È corretto?
BARBATO. So solo che ero piccola e mamma mi diceva di non andare in quel bar, perché non le piaceva la gente che lo frequentava.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Era l’unico posto che sua mamma non voleva che frequentasse di quella zona?
BARBATO. Sì.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). E come se lo spiega? Era l’unico bar che rimaneva aperto fino a notte?
BARBATO. Penso di sì.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Di tutta quella zona era l’unico bar aperto di notte?
BARBATO. Non lo so. Io ero piccola, la notte non è che uscivo. Non mi ricordo se c’erano altri bar aperti la notte. Nella mia via c’erano altri bar, che però chiudevano, tipo i bar latteria. In questi giorni, sapendo di dover venire, ho parlato con mia sorella, che ha quasi nove anni più di me. Mia mamma lavorava, quindi, c’era lei con me a casa. Le ho chiesto: ricordi perché mamma non voleva che io andassi in questo bar? Mi ha risposto che mamma aveva molte sensazioni a pelle. E che a mamma quel bar non piaceva proprio perché era aperto anche di notte e c’erano tanti uomini che bevevano birra.
Mia mamma veniva da un paesino. Al giorno d’oggi, un bar aperto alle 2 di notte è normale, ma non a quei tempi, in un quartiere come il nostro.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Questo di notte; ma lei il bar l’avrebbe frequentato di giorno.
BARBATO. Certo, ero una bambina.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma la clientela durante il giorno era simile a quella di notte o era tutt’altra da quella che c’era di notte?
BARBATO. La clientela di notte non la conoscevo, perché non c’ero. Mamma diceva che non le piaceva questo bar. Io mi arrabbiavo, perché volevo giocare. Io ero piccola. Non è che facessi domande. La ascoltavo, nel senso che, quando mamma mi diceva che non le piaceva il bar, lì finiva la cosa. Lei mi diceva solo che non le piacevano queste facce.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma lei, quando si trovava lì a giocare, ricorda se il padre fosse a suo agio in questo ambiente ovvero se questa clientela fosse una clientela che al padre di Sonia semplicemente conveniva? O ricorda se anche il padre era infastidito da alcuni clienti?
BARBATO. Io non facevo molto caso al padre. So soltanto che quando entravo avevo paura. Neanche lo guardavo. Io non so lui come fosse con i clienti. Ero proprio piccola.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma lei ricorda se anche altre famiglie della zona proibissero ai figli di andare in quel bar? O era una cosa che riguardava solo la sua famiglia, perché sua mamma aveva questa opinione? Non ricorda se c’erano in giro voci sulle frequentazioni di questo bar o se era una cosa solo di sua mamma?
BARBATO. Io penso che, comunque, nella zona questo bar avesse un po’ questa fama. Ma non è che se andavi lì ti sparavano addosso.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, è possibile che fosse noto anche ad altre famiglie?
BARBATO. Potrebbe essere possibile. Questo bar Italia aveva sempre avuto questa fama. Ricordo che mio fratello beveva sempre la coca cola. Se era tardi e mamma non l’aveva comprata, magari si andava al bar Italia, che era aperto fino a tardi, per comprarla. Però, non sarebbe mai venuto in mente a nessuno della mia famiglia o dei nostri amici di andare a prendere qualcosa da bere, un gelato o una coca cola in quel bar. Andavamo in un altro bar della zona.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei conosceva la famiglia di Mirella, la mamma e il papà?
BARBATO. Io conoscevo la mamma e la sorella perché passavano sempre dalla mia via, ma non avevo un rapporto con loro.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Conosceva anche il fidanzato della sorella?
BARBATO. No.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Vorrei farle una domanda sulla coppia Sonia e Mirella. Lei ha detto che erano molto unite tra di loro, anche nel periodo immediatamente antecedente alla scomparsa di Mirella. Quindi, non ha notato cambiamenti nel loro rapporto? Vedeva sempre Mirella al bar?
BARBATO. Sì, sempre loro due insieme.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei non si è mai chiesta come mai i genitori di Mirella la lasciassero stare così spesso in questo bar malfamato?
BARBATO. Non mi sono chiesta questo, però mi chiesi: come fa Mirella ad essere amica di Sonia? Perché erano molto diverse.
PIROVANO. Che coppia erano? Chi trainava la coppia tra le due?
BARBATO. Non lo so, perché loro due insieme non le ho vissute. Però Sonia l’ho sempre vista come una bambina molto avanti, già ai tempi. Lei a 19 anni si sposò incinta. Io non avevo ancora avuto rapporti con nessuno, lei era incinta. Era molto più avanti, nonostante io andassi in discoteca e uscissi.
Su Mirella mi sono detta: forse è stata la tratta delle bianche, perché Mirella aveva questi capelli lunghi, non la vedevo mai truccata. Passava sempre con la mamma e la sorella con il carrello della spesa, perché noi abitavamo proprio davanti al negozio di alimentari e dopo, a piazza Alessandria, c’era il mercato coperto. Mi chiedevo: a questa ragazzina, sempre con la mamma, cosa potrebbe essere successo? Perché non sembrava una ragazzina, a vederla, che potesse scappare con qualcuno.
Io mi sono sempre detta, ritornando alla storia di Sonia e Mirella, in base a una mia sensazione, che non potevano essere amiche. Sonia la vedevo molto più avanti, molto più emancipata. Emancipata, sì, ma in un altro senso, perché non è che il padre la facesse uscire. Io uscivo sempre, ero molto libera, lei no.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, quella che trainava la coppia era Sonia?
BARBATO. Non lo so. Era la mia sensazione a vedere loro due. Io conoscevo Sonia. Mirella non la conoscevo bene, però la vedevo sempre con sua mamma, mai truccata.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). La trovava una bella ragazza Mirella?
BARBATO. Normale, come anche Sonia. Non era assolutamente appariscente. Io sì, ero più appariscente. Lei no.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei ricorda se Sonia fosse gelosa di Mirella?
BARBATO. Non mi ricordo. Credo di no.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). E ricorda se Sonia fosse gelosa di altre ragazze per quanto riguarda atteggiamenti del suo fidanzato?
BARBATO. No. Non mi ha mai detto niente.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma quando ebbe quella sensazione di essere guardata con interesse da parte di Fabio De Rosa, era presente anche Sonia?
BARBATO. Io penso di sì, perché non l’ho mai visto da sola. Può anche darsi che Sonia stesse servendo al bar, io sono passata e ho avvertito questa cosa. Può darsi pure che mi sbagli e non mi abbia mai guardato.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei sa se Sonia e Mirella andavano una a casa dell’altra? Non conosce queste loro dinamiche interne?
BARBATO. Può darsi che Sonia andasse da lei, perché Mirella abitava proprio vicino al bar. C’era il bar e poi, due palazzi dopo, c’era la casa di Mirella.
PIROVANO (LSP-PSd’Az). Signora Barbato, c’è qualche altro elemento che ritiene potrebbe esserci utile, anche se lei magari non lo ritiene importante? Qualche evento particolare, qualche parola che ha sentito prima o dopo.
BARBATO. Sì. Io mi sono interessata al caso successivamente. Quando vengo a Roma con il mio compagno andiamo sempre in centro. Passando sulla Nomentana, una volta ho detto al mio compagno: sai che 1ì abitava quella bambina che ha fatto la comunione con me e poi è scomparsa? Allora mi sono messa a leggere, chiedendomi come fossero andate le cose. Vivendo all’estero, infatti, non avevo più seguito la vicenda. Sono passati tanti anni ed io ho solo saputo che erano state trovate delle ossa, che poi non erano le loro. Questo era arrivato anche in Germania.
Ho letto qualcosa sul fatto che Mirella e Sonia erano andate in bagno quel giorno. Ecco, quando andavo da Sonia, anche da piccole, quando mi doveva dire i segreti, segreti da bambine, dei giochi con le Barbie (perché lei faceva già i giochi con Barbie e Ken che si baciavano), lei voleva sempre andare in bagno, a fare questi giochi con le Barbie o a fare le foto sexy, dove io dovevo fare la foto. Queste sono cose che mi sono rimaste impresse. Poi è finita lì. Comunque, io ricordo questo bagno e questo periodo.
IAIA (FDI). Riguardo il De Rosa, che è una figura interessante, lei ci ha detto che passava e vedeva le due ragazze. Ma De Rosa era spesso con loro? Lei vedeva anche il fidanzato con loro?
BARBATO. Non so se c’era mai lui con loro. Non lo so se ho sempre visto loro due da sole o se qualche volta le ho viste con lui.
IAIA (FDI). Però prima è stata chiara. Ha detto che passava e vedeva queste due ragazze insieme. Ci pensi un attimo: le è mai capitato di vedere anche il De Rosa insieme alle due ragazze?
BARBATO. Non mi ricordo, veramente.
IAIA (FDI). Lei passava davanti al bar di pomeriggio, ovviamente, perché di mattina andava a scuola. Oppure ci passava quando andava a scuola? Oppure nel pomeriggio?
BARBATO. No, io a scuola andavo a via Livenza. La mattina non passavo mai da lì.
IAIA (FDI). Ma lei esclude di aver mai visto De Rosa con le due ragazze?
BARBATO. Non lo ricordo. Può darsi, non lo so. Io ricordo che Sonia si era fidanzata con questo Fabio De Rosa.
IAIA (FDI). De Rosa quante volte l’ha incontrato?
BARBATO. Non ricordo. Due o tre volte.
IAIA (FDI). Ci descrive un po’ il personaggio? Che tipo di persona era? Che atteggiamenti aveva?
BARBATO. Era un ragazzo più grande di noi. Basso, moretto.
IAIA (FDI). Era un ragazzo attivo, un “piacione”? Che impressione le dava?
BARBATO. Un po’ piacione, forse. Non faceva per me, perché lo vedevo grande. Per me era vecchio, ai tempi. Io frequentavo altra gente. Eravamo veramente libere, uscivamo. Io avevo visto già il mondo. Loro li vedevo molto all’antica nel loro modo di fare.
IAIA (FDI). Ha detto che ha avuto la sensazione che De Rosa facesse un po’ gli occhi dolci nei suoi confronti. Da cosa deriva questa sensazione? Ha detto delle frasi o lo ha capito dagli atteggiamenti? Vorrei capire questo aspetto. Era uno che ci provava?
BARBATO. Non lo so. Forse mi aveva guardato.
IAIA (FDI). Quindi dallo sguardo?
BARBATO. Penso, perché non me lo ricordo. Però da ragazzina molti mi guardavano. Forse mi avrà visto carina, non lo so.
IAIA (FDI). Un testimone ci ha riferito che nei pressi del bar Italia c’era questa famosa profumeria, uscendo dal bar a sinistra, sempre su via Nomentana. Lei ricorda questa profumeria?
BARBATO. Assolutamente no. Mi ricordo solo il bar all’angolo, un tabacchi, l’edicola, poi c’era un’altra cosa e poi il bar Italia. Io mi ricordo solo questo negozio Fragola, che ancora c’è, ma sta molto dopo.
IAIA (FDI). Tornando a De Rosa e alla De Vito, Sonia De Vito lei l’ha frequentata da bambina, questo l’abbiamo capito. Ma era una persona gelosa, possessiva?
BARBATO. Penso di no. Sembrava solo un po’ più maliziosa per la sua età.
IAIA (FDI). Visto che ci ha parlato della presenza di De Rosa e del rapporto tra i due, Sonia le è sembrata una persona gelosa nei confronti di questo fidanzato?
BARBATO. No. Ma io non ho avuto modo di frequentarli.
IAIA (FDI). Signor Presidente, chiedo il passaggio in seduta segreta.
PRESIDENTE. Dispongo il passaggio in seduta segreta.
(I lavori procedono in seduta segreta dalle ore 9,21)
(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 9,28)
MALPEZZI (PD-IDP). I colleghi le hanno chiesto qual era il clima subito dopo la scomparsa e se ne parlavate. Al netto di voi ragazzi, lei che cosa sentiva dire da sua mamma e anche dagli adulti rispetto a questo fatto?
BARBATO. Parlavano tanto della tratta delle bianche. Avevano paura che portassero via altre ragazze, in giro per Roma.
MALPEZZI (PD-IDP). A un certo punto succede che anche il Papa cita il nome di Mirella Gregori. Lei ci ha detto che la sua famiglia non era molto religiosa.
BARBATO. Mio padre sì. Mia madre no.
MALPEZZI (PD-IDP). Magari l’Angelus non lo sentivate, però la notizia che il nome di Mirella Gregori era stato citato dal Papa, insieme a quello di Emanuela Orlandi, magari era diventato oggetto di commenti nel quartiere? Sì o no?
BARBATO. Non me lo ricordo. Ma in che periodo il Papa ha fatto il nome di Mirella all’Angelus?
MALPEZZI (PD-IDP). Non troppo dopo, abbastanza in prossimità della scomparsa. Lei quando ha iniziato a lavorare?
BARBATO. Io ho cominciato a lavorare in Germania.
MALPEZZI (PD-IDP). Quindi nel 1983 lei non lavorava?
BARBATO. No, andavo a scuola.
MALPEZZI (PD-IDP). In che anno si è diplomata?
BARBATO. Nel 1986. Avevo fatto una scuola che non mi piaceva. Non ci volevo più andare a scuola, ma mia mamma mi disse che dovevo andarci. Io facevo danza e volevo fare la ballerina.
MALPEZZI (PD-IDP). Mirella non faceva danza? Lei non ha mai saputo niente al riguardo?
BARBATO. Io andavo all’Accademia di danza classica all’Aventino. Poi mi cacciarono e andai in una scuola privata.
MALPEZZI (PD-IDP). Quindi non sa se anche Mirella frequentasse dei corsi di danza?
BARBATO. No.
MALPEZZI (PD-IDP). Le faccio un’altra domanda, che le può sembrare strana, però noi qui raccogliamo informazioni di diverso tipo. Lei si tingeva i capelli? Di che colore aveva i capelli nel 1983?
BARBATO. Neri. Erano scuri. Io ero mora con i capelli lunghi. Adesso me li tingo.
PRESIDENTE. Signora Barbato, lei è stata molto collaborativa con noi. L’unica cosa su cui francamente avremmo bisogno di un approfondimento, almeno io ritengo che sia necessario, riguarda il suo numero di telefono sull’agenda di Mirella. Come mai c’era questo numero, se lei con Mirella non aveva praticamente quasi rapporti?
BARBATO. Ai tempi anch’io avevo il mio diario, dove più numeri avevi e più eri importante. Forse aveva il mio numero perché aveva fatto la comunione con me.
PRESIDENTE. Non riesce proprio a ricordare il momento in cui Mirella le chiese il numero?
BARBATO. Secondo me gliel’ha dato Sonia.
PRESIDENTE. Potrebbe, invece, averglielo dato qualcun altro della sua comitiva?
BARBATO. Non so, ma non penso proprio.
PRESIDENTE. Chi erano i personaggi che lei più ricorda della sua comitiva e della sua via?
BARBATO. Marco Martani, Ernesto Pitorri, che è anche il mio avvocato di famiglia, che mi ha accompagnato oggi. Anche lui fece il catechismo con noi. Era più piccolo e mi ha detto che fece la comunione l’anno dopo. Poi c’era Emanuele Franzi, Rossella Martani, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. Questa Marianna Confalone, che abitava nel nostro palazzo e i cui genitori avevano la pasticceria a via Nomentana.
PRESIDENTE. Tra questi chi aveva, secondo lei, più conoscenza con Sonia o con Mirella, da quello che lei può ricordare?
BARBATO. Questa Marianna Confalone, forse, con Sonia quando eravamo piccole.
PRESIDENTE. Lei le scuole medie dove le ha fatte?
BARBATO. Al Buonarroti, che sta vicino al Tasso.
PRESIDENTE. Quindi non nella stessa scuola di Sonia e Mirella?
BARBATO. No, io non l’ho mai vista a scuola Mirella.
PRESIDENTE. Se io le dico i nomi Mida e Kandy Varen le dicono qualcosa?
BARBATO. No.
PRESIDENTE. Michele Giampaolo?
BARBATO. No.
PRESIDENTE. Marco Fassoni Accetti?
BARBATO. No.
PRESIDENTE. Maura Sbordoni, che era una responsabile dell’Avon?
BARBATO. No.
PRESIDENTE. Il giorno prima della scomparsa di Mirella era stata fatta l’inaugurazione del bar di famiglia, non quello di Sonia, ma quello di Mirella, il bar “Coppa d’oro”.
BARBATO. Io neanche sapevo che avessero un bar. L’ho letto ultimamente.
PRESIDENTE. Ma all’epoca lei di questa inaugurazione non ricorda nulla, neanche per sentito dire?
BARBATO. No.
PRESIDENTE. Lei a casa di Mirella c’è mai stata? Non ha mai saputo nulla sulla famiglia e sulle condizioni anche economiche della famiglia?
BARBATO. No.
PRESIDENTE. Per quanto ne sapeva lei era una famiglia normale, benestante?
BARBATO. Normale, non benestante. Gente normalissima. Non mi sembravano ricchi.
PRESIDENTE. È proprio sicura che Mirella non si truccasse mai?
BARBATO. Da quello che mi ricordo, quando passava con la mamma non la vedevo mai truccata. Era molto acqua e sapone come ragazza, almeno a vederla. Se ogni tanto si truccava quando usciva con i suoi amici, questo non lo so. Però, quando la vedevo io me la ricordo molto semplice.
PRESIDENTE. Nel ringraziare la signora Barbato, dichiaro chiusa l’audizione all’ordine del giorno.
I lavori terminano alle ore 9,35
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