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Commissione Orlandi Gregori: audizione di Michele Stinziani e di Stefania Palmadessa.

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA 

sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori  

AUDIZIONE DI MICHELE STINZIANI E DI STEFANIA PALMADESSA

  96a seduta: giovedì 18 giugno 2026

Presidenza del Presidente ROSCANI.

Sigle dei Gruppi parlamentari del Senato della Repubblica: Civici d’Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l’Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd’I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi PRESIDENTE-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d’Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d’Azione: LSP-PSd’Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.

 Sigle dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati: FRATELLI D’ITALIA: FDI; PARTITO DEMOCRATICO – ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA: PD-IDP; LEGA – SALVINI PREMIER: LEGA; MOVIMENTO 5 STELLE: M5S; FORZA ITALIA – BERLUSCONI PRESIDENTE – PPE: FI-PPE; AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE: AZ-PER-RE; ALLEANZA VERDI E SINISTRA: AVS; ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE: IV-C-RE; NOI MODERATI (NOI CON L’ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC, ITALIA AL CENTRO)-MAIE: NM(N-C-U-I)-M; MISTO: MISTO; MISTO-MINORANZE LINGUISTICHE: MISTO-MIN.LING.; MISTO-+EUROPA: MISTO-+EUROPA.

 

Intervengono il signor Michele STINZIANI, all’epoca dei fatti segretario del Raggruppamento SISDE di Roma, e la signora Stefania PALMADESSA, compagna di classe di Mirella Gregori presso l’Istituto Padre Reginaldo Giuliani.

Sono presenti inoltre, quali collaboratori della Commissione, ai sensi dell’articolo 23 del Regolamento interno, il dottor Massimo Brandimarte, l’avvocato Alessandro Cardia, l’avvocato Francesca Giannosso, la dottoressa Silvia Nanni, il dottor Tommaso Nelli, l’avvocato Simone Pacifici, l’avvocato Vittorio Palamenghi e il colonnello Massimiliano Vucetich, nonché il Vice questore aggiunto della Polizia di Stato dottor Giuseppe Paglia, il Maresciallo Maggiore dell’Arma dei carabinieri Roberto Tomassi e il Maresciallo Capo dell’Arma dei carabinieri Giuseppe Andrisano.

I lavori iniziano alle ore 14,43.

 SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI

 

PRESIDENTE. Comunico che della seduta odierna sarà redatto il resoconto stenografico e che, ai sensi dell’articolo 12, comma 5, del Regolamento interno, la pubblicità dei lavori sarà inoltre assicurata attraverso l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso per la parte relativa alle audizioni. Ricordo che, ai sensi del comma 6 del già citato articolo 12, potrò, nella mia qualità di Presidente della Commissione, apprezzate le circostanze, disporre che sia interrotta anche solo temporaneamente tale forma di pubblicità.

Ricordo inoltre che gli auditi rispondono delle opinioni espresse e delle dichiarazioni rese e che possono richiedere in qualsiasi momento alla Commissione la chiusura della trasmissione audio-video e la secretazione dell’audizione o di parte di essa, ove ritengano di riferire fatti o circostanze che non debbano essere divulgati. Preciso che ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del Regolamento interno, la Commissione, su richiesta del PRESIDENTE o di due componenti, può deliberare di riunirsi in seduta segreta tutte le volte che lo ritenga opportuno.

Ricordo, altresì, che, ai sensi dell’articolo 19, comma 8, del Regolamento interno, i Commissari e tutti coloro che, a vario titolo, collaborano con la Commissione sono obbligati all’osservanza del segreto e a non divulgare informazioni e documenti di cui siano venuti a conoscenza nel corso dell’attività d’inchiesta.

Non essendovi osservazioni, così rimane stabilito.

PROCEDURE INFORMATIVE

Audizione di Michele STINZIANI

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’audizione di Michele STINZIANI, all’epoca dei fatti segretario del raggruppamento SISDE di Roma. Innanzitutto, ovviamente voglio ringraziarla a nome di tutta la Commissione per la presenza che ci ha voluto assicurare oggi. Come da consuetudine, io le lascerò la parola per una breve presentazione. Poi procederemo con alcune domande e, successivamente, con le domande dei colleghi Commissari.

 

STINZIANI. Buongiorno a tutti. Confermo che sono Michele STINZIANI, in forza al raggruppamento SISDE come prima destinazione nell’ottobre del 1982 fino al dicembre ‘84 e dall’aprile ‘83 in forza con il dottor Calamaro, che all’epoca dei fatti era il mio capo.

Per quanto riguarda il problema in essere, come già avevo espresso durante un’informativa fatta con la dottoressa Adele Rando, che mi chiamò negli anni 90, io non ho partecipato alle indagini del caso di cui in parola. Che io abbia memoria, potrei aver fatto qualche accertamento, ma sempre come seconda persona, mai come incarico diretto. Come ho anticipato prima, effettivamente io ero appena arrivato. Quindi, c’erano persone più anziane di me. Il dottor Calamaro, che all’epoca era il mio responsabile, aveva, tra l’altro, mansione più amministrativa che operativa, e ovviamente tendeva ad assicurare una professionalità maggiore rispetto a quella che onestamente potevo offrire io, appena assunto.

 

PRESIDENTE. Lei è dunque stato sotto il dottor Calamaro dal 1982 al 1984, giusto?

 

STINZIANI. Dal 1983. Io arrivai a ottobre ‘82 al raggruppamento e passai in forza al dottor Calamaro nell’aprile dell’83. Ai primi di gennaio dell’85 passai ad altra destinazione in altra articolazione.

 

PRESIDENTE. In quel periodo lì che ruolo aveva in forza al dottor Calamaro?

 

STINZIANI. Ero segretario come qualifica e mi occupavo di logistica. Facevo anche turni di vigilanza e attività inerenti al servizio controlli, ma prettamente non inerenti al caso Orlandi.

 

PRESIDENTE. Proprio in quel periodo, a giugno dell’83, avviene la scomparsa di Emanuela Orlandi ed una delle persone che si occupa immediatamente del caso è Giulio Gangi. Lei lo ricorda Gangi?

 

STINZIANI. Sì, lo ricordo bene. Era arrivato poco tempo prima e stava in squadra con noi. Lo ricordo molto bene, anche perché era persona un po’ particolare.

 

PRESIDENTE. Ce lo descriva.

 

STINZIANI. Era una persona molto particolare, molto visibile, molto al centro dell’attenzione. Pensi che, quando arrivò, si presentò armato con una 357: io non l’avevo mai vista, tra l’altro, un’arma di quel genere. Era molto iperattivo, faceva di sua iniziativa. Non aveva regole.

 

PRESIDENTE. Dava, quindi, l’impressione di essere una persona che prendeva anche molte iniziative personali?

 

STINZIANI. Tantissime iniziative personali.

 

PRESIDENTE. Questo ufficio di cui lei faceva parte ci viene raccontato come un ufficio abbastanza piccolo, con non moltissime persone.

 

STINZIANI. Sì, è vero. Confermo. Non eravamo tanti. Io ero l’ultimo arrivato, c’erano persone con più anzianità di me, che avevano fatto anche dei corsi di preparazione, cosa che invece non feci io, perché arrivai lì per assunzione diretta.

 

PRESIDENTE. Se eravate in pochi, immagino che si potesse creare anche un rapporto personale, al di fuori del lavoro, con questi colleghi.

 

STINZIANI. Questo lo posso confermare meno. Essendo io l’ultimo arrivato, è importante rilevare che ero l’unico fuori Roma. Inoltre, erano anche più grandi di età.

 

PRESIDENTE. Quanti anni aveva lei all’epoca?

 

STINZIANI. 22. L’inserimento è stato un po’ lento.

 

PRESIDENTE. Ho capito. Ma ha avuto modo di conoscere bene Giulio Gangi?

 

STINZIANI. Questo sì.

 

PRESIDENTE. Anche al di fuori dell’ufficio?

 

STINZIANI. Assolutamente no. Questo lo escludo totalmente e ci tengo proprio a precisarlo. Io andai via a fine ‘84, primi 85. Credo di non averlo neanche mai più rivisto e soprattutto mai più sentito.

 

PRESIDENTE. Ricorda il momento in cui si è iniziato a parlare del caso Orlandi dentro il suo ufficio?

 

STINZIANI. Ho dovuto pensare a questo passaggio, perché io il caso Orlandi non l’ho mai seguito, neanche in tempi successivi. Ammetto di aver letto qualcosa, anche per cercare di rinfrescare la memoria. Ricordo che Gangi portava avanti questa richiesta d’indagine perché lui era amico della famiglia.

 

PRESIDENTE. Sa che era amico di famiglia perché gliel’ha detto lui o perché lo ha letto da qualche parte?

 

STINZIANI. Perché l’ha detto lui. Lui, però, diceva tante cose. Una cosa che mi è rimasta impressa di Giulio Gangi è che vantava tante conoscenze politiche con il Partito Repubblicano e di essere grande amico di Baglioni. Vantava queste due conoscenze in maniera sistematica, erano il suo biglietto da visita.

 

PRESIDENTE. Ad Adele Rando lei ha detto più o meno quello che ci sta esponendo in questo momento, aggiungendo, però, che tra le attività che si sono svolte in quel periodo lei avrebbe probabilmente partecipato alla ricerca di una BMW.

 

STINZIANI. Sì. Questo è vero, lo confermo. Giravamo per Roma cercando quest’auto, ma non mi ricordo neanche il modello.

 

PRESIDENTE. Non ricorda, quindi, cosa avete fatto e che cosa le è stato chiesto?

 

STINZIANI. No. Giravamo cercando questa macchina ma, lo ripeto, non tantissimo. Io personalmente lo avrò fatto solo qualche volta.

 

PRESIDENTE. Su indicazione di chi?

 

STINZIANI. Se non ricordo male, di Giulio Gangi.

 

PRESIDENTE. Quindi prendevate indicazioni da Giulio Gangi?

 

STINZIANI. Non prendevo: prendevano. Io ero un mero esecutore di ordini. Gangi ha dato un grosso slancio alle indagini. Il dottor Calamaro, che era molto formale come persona, non gradiva molto questo atteggiamento. Infatti, poi Gangi fu spostato sotto il dottor Gramendola.

 

PRESIDENTE. Lei è a conoscenza del primo ingresso in casa Orlandi di Giulio Gangi? Le ha mai raccontato di questo?

 

STINZIANI. Assolutamente no.

 

PRESIDENTE. Quindi, non ha mai sentito racconti da parte sua?

 

STINZIANI. No, ma io non ascoltavo molto Giulio Gangi. Mi tenevo a debita distanza.

 

PRESIDENTE. Perché si teneva a debita distanza? Perché non gradiva il suo modo di essere o c’era qualche ragione che la portava a dire: questa persona meglio non frequentarla?

 

STINZIANI. Non mi piaceva il modo di essere. Era troppo esuberante.

 

ASCARI (M5S). Dottor STINZIANI, vorrei farle delle domande un po’ a monte. Ci può chiarire qual era la struttura, la conformazione, comunque l’ordine, l’organigramma del SISDE all’inizio degli anni 80? Le chiedo questo perché lei faceva parte del raggruppamento Centri, ma, se non ho capito male, c’erano anche dei centri autonomi sul territorio.

Ci può chiarire com’era questa struttura? Chi la dirigeva? Quali erano gli agenti operativi di questi centri? Soprattutto, come mai di Emanuela Orlandi se n’è occupato il raggruppamento Centri e non uno dei centri dislocati sul territorio? Ci può chiarire questo aspetto, innanzitutto?

 

STINZIANI. Chiedo il passaggio in seduta segreta.

 

PRESIDENTE. Dispongo che i lavori procedano in seduta segreta.

 

(I lavori procedono in seduta segreta dalle ore 14,56)

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 15,03)

 

DE PRIAMO (FdI). Lei ha detto che avete girato per cercare la BMW.

 

STINZIANI. Sì, giravamo per strada cercando questa Touring, nella speranza di trovarla.

 

DE PRIAMO (FdI). Quindi la cercavate fisicamente? Anche attraverso segnalazioni?

 

STINZIANI. Se ci siano state segnalazioni, questo non lo so.

 

DE PRIAMO (FdI). Un altro suo collega era Claudio Martufi. Ci può parlare di lui? Che tipo era?

 

STINZIANI. Chiedo il passaggio in seduta segreta.

 

PRESIDENTE. Dispongo che i lavori procedano in seduta segreta.

(I lavori procedono in seduta segreta dalle ore 15,04)

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 15,07)

 

MALPEZZI (PD-IDP). Io non ho capito come lei come arriva al SISDE. A 22 anni, come arriva in quell’ufficio?

 

STINZIANI. Chiedo il passaggio in seduta segreta.

 

PRESIDENTE. Dispongo che i lavori procedano in seduta segreta.

(I lavori procedono in seduta segreta dalle ore 15,08)

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 15,41)

 

PRESIDENTE. Ringraziamo Michele STINZIANI e sospendiamo brevemente la seduta che riprenderà con la successiva audizione all’ordine del giorno.

 

(La seduta, sospesa alle ore 15,42, è ripresa alle ore 15,49)

 

 PROCEDURE INFORMATIVE

 

Audizione Stefania Palmadessa

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca ora l’audizione di Stefania PALMADESSA, compagna di classe di Mirella Gregori presso l’istituto Padre Reginaldo Giuliani. Innanzitutto, signora PALMADESSA, vorrei ringraziarla a nome di tutta la Commissione per la presenza che ha voluto assicurare oggi. Io, come da prassi, le lascerò la parola per una breve presentazione, per raccontarci che cosa fa oggi e come ha conosciuto Mirella. Poi seguiranno alcune mie domande e le domande dei colleghi.

 

PALMADESSA. Presidente, io mi chiamo PALMADESSA Stefania.

Sono infermiera presso l’ospedale San Camillo di Roma. Ho conosciuto Mirella durante il primo anno di scuola superiore all’istituto Padre Reginaldo Giuliani. Abbiamo fatto quasi due anni di scuola insieme. Poi, è accaduto il fatto di cui sapete. Noi eravamo compagne di scuola. Quindi, condividevamo la vita scolastica. Abbiamo studiato un paio di volte insieme e ci siamo scambiate delle lettere durante l’estate tra il primo e il secondo anno, durante le ferie estive.

Più di questo io non saprei dire. Sono passati anche tanti anni e quello è stato un momento molto brutto. All’epoca eravamo ragazzi, adolescenti, quindi questo evento tragico ha avuto un peso non indifferente.

 

PRESIDENTE. Lei ci ha detto che ha conosciuto Mirella il primo anno alle scuole superiori. Il secondo anno, invece, vi siete frequentate?

 

PALMADESSA. Sì. Siamo state insieme fino a maggio.

 

PRESIDENTE. Quindi, fino a quando poi Mirella scompare, voi siete state compagne di classe?

 

PALMADESSA. Sì.

 

PRESIDENTE. C’era un rapporto di amicizia, anche per queste lettere di cui ci ha raccontato?

 

PALMADESSA. Era un’amicizia scolastica. Fuori scuola non è che ci vedessimo tanto.

 

PRESIDENTE. Ci racconti un po’ di Mirella.

 

PALMADESSA. Io ne ho un bel ricordo, di una ragazza allegra, solare. Una brava ragazza, studiosa e brava a scuola. Abbiamo studiato qualche volta insieme.

 

PRESIDENTE. Dove studiavate?

 

PALMADESSA. È capitato una o due volte. Mi sembra in un parco. Se però dovessi dire quale, non lo ricordo proprio. Però era all’aperto.

 

PRESIDENTE. Non ricorda neanche il quartiere?

 

PALMADESSA. No, non ricordo. Io non ho mai conosciuto i suoi amici fuori dall’ambito scolastico. Sapevo, perché me lo aveva detto lei, che aveva un ragazzo.

 

PRESIDENTE. Non lo ha mai conosciuto? Non si ricorda il nome?

 

PALMADESSA. No. Soltanto, in una delle lettere di cui le ho detto, al termine è scritto che quella estate aveva conosciuto una persona a Roma, un ragazzo più grande di lei. Aveva diciotto anni e si chiamava Massimo, ma io non so altro.

 

PRESIDENTE. Quindi, lei conosceva questo Massimo soltanto perché Mirella gliene aveva scritto in queste lettere o cartoline.

 

PALMADESSA. Erano lettere vere e proprie.

 

PRESIDENTE. Quindi, era una bella amicizia.

 

PALMADESSA. Abbiamo avuto questo scambio epistolare: tre o quattro lettere durante quell’estate tra il primo e il secondo anno. Lei mi raccontava che poi sarebbe andata in vacanza in Germania e che era felice. Insomma, cose carine, di ragazze di quell’età.

 

PRESIDENTE. Lei ricorda con grande dolcezza Mirella. Era una ragazza semplice, dunque, dolce? Che amica era? Un’amica con cui confidarsi?

 

PALMADESSA. Le nostre erano le chiacchiere delle ragazze di quell’età, legate ai ragazzi; cose semplici, di ragazze di casa, di buona famiglia.

 

PRESIDENTE. Ha conosciuto la famiglia di Mirella?

 

PALMADESSA. No, non l’ho conosciuta. L’ho vista in seguito, quando sono uscite le foto del papà, della mamma e della sorella, ma non li conoscevo e non sono mai stata a casa sua.

 

PRESIDENTE. A casa di Mirella non c’è mai stata?

 

PALMADESSA. No.

 

PRESIDENTE. Però sapeva che cosa facevano i genitori?

 

PALMADESSA. Lo sono venuta a sapere in seguito, perché non ne parlavamo molto. Tra ragazze di 16 anni, magari si parla più di altre cose.

 

PRESIDENTE. Non sapeva neanche del bar?

 

PALMADESSA. Sì, sapevo che gestivano un bar.

 

PRESIDENTE. Però non c’è mai stata in questo bar?

 

PALMADESSA. Assolutamente no.

 

PRESIDENTE. Questa frequentazione, quindi, era una frequentazione scolastica, con gli amici e le amiche di scuola, della classe. E come era composta questa classe?

 

PALMADESSA. Era un istituto femminile. Eravamo tutte ragazze e ricordo che c’era solo un ragazzo. Ne ricordo anche il nome, perché era uno solo.

 

PRESIDENTE. Eravate amiche di questo ragazzo?

 

PALMADESSA. Insomma, lui era un po’ chiuso. Aveva un carattere un po’ particolare. Forse aveva dei problemi.

 

PRESIDENTE. Amicizie scolastiche: quindi immagino che foste un gruppo di classe, che in qualche modo usciva e si incontrava nei pressi della scuola. La quotidianità com’era strutturata? Vi vedevate direttamente a scuola o vi trovavate davanti scuola?

 

PALMADESSA. Ci vedevamo a scuola. Io venivo dalla Tiburtina. Magari scambiavamo due parole prima di entrare, come fanno i ragazzi di solito, e dopo scuola ognuno andava a casa sua.

 

PRESIDENTE. Quando scompare Mirella che succede? Lei come l’ha saputo?

 

PALMADESSA. Lo abbiamo saputo dai mezzi di comunicazione successivamente ed è stata una notizia abbastanza scioccante.

 

PRESIDENTE. Dai mezzi di comunicazione, ma quali? Lo avete letto sul giornale?

 

PALMADESSA. Giornali, televisione, adesso non ricordo, ma la notizia è venuta fuori a scuola e se n’è parlato. Lei capisce, però, che sono passati tantissimi anni. Si fa anche confusione tra tutto quello che appartiene al ricordo e quello che poi è successo. Non ricordo bene, però in classe se ne era parlato. Lei non era più venuta a scuola, ma dopo un po’ la notizia è stata ufficializzata attraverso la televisione e i giornali.

Il Tempo dell’11 maggio 1983

 

PRESIDENTE. Era una compagna di classe con cui aveva un buon rapporto. Lei sarà rimasta colpita dal fatto che non sia più venuta a scuola, che non si sapesse che fine avesse fatto. Immagino avrete anche organizzato dei gruppi di ricerca.

 

PALMADESSA. Io non ricordo nulla di tutto ciò. È come se, in qualche modo, questa vicenda fosse rimasta un po’ ovattata. Io ricordo soltanto che per più di qualche mese non uscii più dopo scuola. Non andavo più da nessuna parte, perché avevo paura.

 

PRESIDENTE. Aveva paura lei o i suoi genitori?

 

PALMADESSA. Tutti avevamo paura. Io avevo timore. Poi, piano piano, abbiamo ricominciato anche ad uscire, ma è stata una esperienza veramente scioccante.

 

PRESIDENTE. Lei ha un ricordo abbastanza preciso di questa amicizia con Mirella, però non di quando scompare.

 

PALMADESSA. Non ricordo, effettivamente, la notizia della scomparsa da chi sia venuta o come si sia venuta a sapere.

 

PRESIDENTE. Eravate compagne di classe. Probabilmente avrete notato le assenze.

 

PALMADESSA. Certo, le assenze sono state notate. Probabilmente è venuto fuori a scuola ed è stato detto anche in televisione.

 

PRESIDENTE. Non ricorda di un familiare che sia venuto a scuola a chiedere oppure amici dal di fuori? Magari amici di cui voi, fino a quel momento, ignoravate anche l’esistenza, che però sono venuti a chiedervi: sapete qualcosa, l’avete vista con qualcuno?

 

PALMADESSA. A me nessuno ha chiesto nulla. Io non ricordo nulla di tutto questo. Non ricordo nessun tipo di attività di ricerca.

 

IAIA (FDI). Signora, abbiamo compreso che tra di voi c’era una grande amicizia, anche per via di queste lettere e cartoline che vi siete scambiate.

 

PALMADESSA. Era un’amicizia nata sui banchi di scuola.

 

IAIA (FDI). Ma possiamo definire Mirella come la sua amica del cuore all’epoca?

 

PALMADESSA. No. Era un’amicizia che stava nascendo, forse col tempo sarebbe cresciuta. Ma non c’è stato tutto questo tempo, purtroppo.

 

IAIA (FDI). Dal punto di vista caratteriale, che ragazza era Mirella? Ce la descrive?

 

PALMADESSA. Io ricordo una ragazza pacata, tranquilla, una ragazza abbastanza sorridente, solare. Brava a scuola: era una ragazza che studiava, che si impegnava. Infatti, qualche volta abbiamo studiato insieme. Una ragazza normale, come tutte le adolescenti della sua età. Insomma, non ricordo cose particolari.

 

IAIA (FDI). Una cosa mi colpisce e le chiedo di spiegarla. Alla domanda del PRESIDENTE riguardo le ricerche, mi ha colpito la sua risposta: non ricorda di aver fatto ricerche, neanche a livello di ragazzi. Mirella era un’amica, però, e, anche se non fosse stata un’amica, era una compagna di scuola.

 

PALMADESSA. Sicuramente avremo parlato, ci saremo fatti delle domande.

 

IAIA (FDI). Una ragazza non viene più a scuola e scompare il 7 maggio. A quel punto, voi avete ancora un mese di scuola davanti. Quindi, se proietto questa scena, io immagino che nei giorni successivi, quando poi si è in qualche maniera diffusa la voce, fra di voi questo sia diventato l’unico argomento di conversazione. Magari avrete fatto anche delle ricerche, avete ragionato fra di voi su queste cose? Si sforzi con la memoria, la prego, anche se son passati più di 40 anni.

 

PALMADESSA. Sono passati 43 anni. Sono state fatte sicuramente delle ricerche. Da parte di noi ragazze sicuramente se ne è parlato, saranno state fatte anche delle ipotesi, ma eravamo ragazze di 16 anni, quindi non abbiamo fatto delle ricerche. Anche perché io, personalmente, fuori dall’ambito scolastico non conoscevo né la comitiva di Mirella all’esterno della scuola, né il suo ragazzo, né altro che la interessasse fuori dall’ambito scolastico.

 

IAIA (FDI). Quindi Mirella non aveva nessuna caratteristica e nessun tipo di relazione che in qualche maniera possa motivare perché sia scomparsa o sia stata rapita.

 

PALMADESSA. Per quello che sapevo io, per come conoscevo lei in quel momento, non mi viene in mente nulla di particolare.

 

IAIA (FDI). Una ragazza normalissima, come tutte le altre.

 

PALMADESSA. Io ricordo questo. Ripeto, sono passati tantissimi anni, però il ricordo che io ho di questa ragazza è questo. Ricordo una ragazza normale, come tante altre, che studiava, che poi avrà avuto i suoi piccoli segreti, come tutte le adolescenti hanno, ma non so più di questo. Fuori dall’ambito scolastico non avevamo alcuna frequentazione, quindi non sono a conoscenza di situazioni esterne.

 

IAIA (FDI). Alessandro De Luca lo conosceva? L’ha mai sentito nominare o questo nome le dice qualcosa?

 

PALMADESSA. L’ho sentito nominare nell’ambito delle indagini, delle cose che poi sono state dette. Io, personalmente, non l’ho mai conosciuto.

 

IAIA (FDI). Non conosceva neanche Sonia De Vito?

 

PALMADESSA. Assolutamente no.

 

IAIA (FDI). La discoteca Image la conosce?

 

PALMADESSA. Sì, la discoteca Image la conosco perché ci ha festeggiato un compleanno mia sorella.

 

IAIA (FDI). Quindi era una discoteca che voi ragazze frequentavate?

 

PALMADESSA. No, ci sono andata solo in quell’occasione.

 

IAIA (FDI). Le chiedo questo perché tra gli effetti personali di Mirella Gregori vi era una tessera di questa discoteca del 1982.

 

PALMADESSA. Le ripeto, io la conosco perché ci ha festeggiato un compleanno mia sorella minore qualche anno dopo. Non ci sono mai stata, se non in quell’occasione.

 

IAIA (FDI). Lei questo bar di Sonia De Vito non lo conosce, dunque? E Mirella non le ha mai parlato di Sonia?

 

PALMADESSA. Non ricordo, ma non mi pare proprio.

 

IAIA (FDI). Tra gli effetti personali di Mirella nella disponibilità della squadra Mobile di Roma c’è un racconto senza data su di un bacio dato a una festa ad un certo Marco. Ora le leggo quello che c’è scritto: non c’è tempo prima che ripartiamo. Io mi sento sperduta e lui: va, beh, noi ci andiamo a sedere un attimo. Scusate. Ero rassegnata che per il resto della festa mi dovevo baciare con lui, ma dopo qualche bacio io mi terrorizzavo al pensiero, dunque gli dico: ma io ti conosco appena e lui: va beh, mi bacia e poi se ne va e non lo rivedo più. Forse sento che mi piace, dunque io voglio scrivere a Dolly per domandargli se lo rivedrò più. Marco 16 anni. Lei ha idea di chi possa essere questo Marco?

 

PALMADESSA. Assolutamente no.

 

IAIA (FDI). E di Dolly si ricorda? Era una rivista dell’epoca.

 

PALMADESSA. La rivista forse la ricordo. Ma non in riferimento a Mirella: la ricordo come un giornalino dell’epoca.

 

IAIA (FDI). Queste lettere, queste cartoline, quando ve le siete inviate?

 

PALMADESSA. D’estate. Tra il primo e il secondo anno delle superiori. Le ho qui, se le volete. Ho fatto appositamente delle fotocopie.

 

IAIA (FDI). PRESIDENTE, chiedo di potere acquisire tale materiale. Vedo che questa prima lettera è del 9 luglio 1982: una lettera che le ha inviato Mirella. Quest’altra è del 12 agosto 82: un’altra lettera inviata da Mirella.

 

PALMADESSA. Sono tre le lettere. Mi mandò anche una cartolina dalla Germania.

 

IAIA (FDI). Le risulta che Mirella avesse dei diari segreti?

 

PALMADESSA. Che io sappia no, ma presumo che li avesse, perché le ragazze a quell’età lo avevano un po’ tutte.

 

IAIA (FDI). La madre di Mirella ha raccontato agli inquirenti che la figlia, il mese precedente alla scomparsa, quindi parliamo di aprile dell’83, era stata vista passeggiare sottobraccio a un giovane della capigliatura bionda e riccia a via del Macao, strada parallela a via Volturno, dove i Gregori avevano il bar. Lei sa niente di questo episodio? Ci può aiutare in ordine alla individuazione di questo ragazzo?

 

PALMADESSA. Mi dispiace, non ne so nulla.

 

ASCARI (M5S). Signora PALMADESSA, mi collego alle domande che le ha già fatto il collega Iaia. Ai tempi non c’era Internet, quindi la modalità di comunicazione tra due amiche era una modalità anche molto intima. Tra l’altro, voi eravate in classe insieme, quindi c’era anche questa frequentazione. Vi è stata una confidenza di Mirella che l’ha colpita in particolare?

 

PALMADESSA. No, non ricordo qualcosa che mi abbia colpito in particolare.

 

ASCARI (M5S). Se faccio riferimento ad una gita a Venezia, Mirella le ha mai parlato della voglia di andare a questa gita, che però coinvolgeva un’altra classe?

 

PALMADESSA. Forse sì, ma sinceramente non lo ricordo nello specifico. Mi pare di ricordare che, come tutti i genitori, anche i suoi avevano dei timori a mandarci fuori. Lei mi diceva, forse anche in quelle lettere, che aveva convinto i genitori a mandarla in Germania da questo zio. Lei era felice per questo, però di questa gita a Venezia sinceramente non ricordo.

 

ASCARI (M5S). Anche perché, alla fine, Mirella non va a questa gita, perché la madre rappresentò dei problemi economici. Parlando proprio della famiglia di Mirella, lei ricorda se la famiglia avesse problemi economici? Se Mirella abbia mai parlato di una situazione di difficoltà?

 

PALMADESSA. No.

 

ASCARI (M5S). Che tipo era la mamma?

 

PALMADESSA. Non la conoscevo. Io i genitori non li ho mai conosciuti di persona. Li ho visti nelle foto che sono uscite in seguito.

 

ASCARI (M5S). Lei parlava di timori.

 

PALMADESSA. Come forse tutti i genitori, anche i miei, i suoi avevano timore a mandarci ad una festa oppure ad una gita, per le varie paure che i genitori hanno di solito per i figli. Altro, sinceramente, non ricordo.

 

ASCARI (M5S). Per quanto riguarda proprio la classe, lei che ricordo ha di Mirella? Con chi passava più tempo? Chi erano le sue amiche?

 

PALMADESSA. Forse in classe c’era un’altra ragazza con cui lei aveva instaurato un rapporto di amicizia e con la quale parlava un po’ di più. Il nome, però, non lo ricordo.

 

PRESIDENTE. Possiamo provare a fare qualche nome? Magari ne ricorda qualcuno? Giovanna Manetti e Cinzia Valenzi?

 

PALMADESSA. Sì, le ricordo entrambe.

 

PRESIDENTE. Rossana Sommei?

 

PALMADESSA. Sì, anche Rossana Sommei la ricordo. Tra l’altro, nella famosa foto che forse avete visto anche voi, quella volta che siamo andati con la scolaresca in visita al Papa, io e Mirella eravamo vicine nella foto e sotto c’era Rossana Sommei. Eravamo noi tre lì. Sì, questi nomi me li ricordo tutti.

Mirella Gregori Papa Giovanni Paolo II
Mirella Gregori Papa Giovanni Paolo II

PRESIDENTE. Ricorda anche Simona Bernardini?

 

PALMADESSA. Sì. Anzi, forse era Simona Bernardini la ragazza con la quale Mirella parlava un po’ di più.

 

ASCARI (M5S). Ricorda una ragazza di nome Maria in classe con voi?

 

PALMADESSA. Sì. In classe c’era una ragazza, che è ancora amica mia, che si chiama Maria Francesca Quaresima. Non so se intendete lei o qualcun’altra?

 

ASCARI (M5S). Sì, intendo lei. Inoltre, c’erano Maria Curci, Maria Grazia De Angelis e Maria Vittoria Pullerà.

 

PALMADESSA. Sì, esatto. Le ricordo tutte.

 

ASCARI (M5S). Questa compagna di nome Maria, in un tema di italiano successivo alla scomparsa di Mirella Gregori, fece una riflessione, che io le leggo: ti prego ancora una volta, con la speranza di farti capire, che, anche se hai fatto degli errori, che non ti hanno permesso una vita normale e pulita, non puoi continuare a farne altri, perché non risolveresti nulla e peggioreresti la situazione. Sentendo queste frasi, le vengono in mente degli errori o un momento di fragilità di Mirella?

 

PALMADESSA. No, non mi viene in mente nulla e, se questo momento c’è stato, io non ne ero a conoscenza

 

ASCARI (M5S). È mai successo che fuori dalla scuola ci fossero dei ragazzi che hanno avuto dei comportamenti irrispettosi, che hanno colpito magari la classe, le sue compagne e in particolare Mirella?

 

PALMADESSA. Che io ricordi no.

 

ASCARI (M5S). Approcci non corretti da un punto di vista sessuale o persone che avevano pedinato Mirella? È mai venuta a conoscenza di episodi, anche di abusi, o comunque di modalità irrispettose per l’epoca?

 

PALMADESSA Non è nei miei ricordi questo fatto. ASCARI (M5S). C’era un assistente scolastico a scuola?

 

PALMADESSA Sì, sicuramente.

 

ASCARI (M5S). Sa se aveva rapporti con Mirella?

 

PALMADESSA. No. Non ricordo neanche il nome.

 

ASCARI (M5S). Lei ha avuto modo di frequentare Mirella per due anni fino alla scomparsa. A parte Simona Bernardini e Massimo, ricorda che Mirella le abbia mai parlato di altre figure che le erano vicine?

 

PALMADESSA. Parlava di un ragazzo. Aveva un ragazzo, ma sinceramente non credo di averlo mai visto. Non so se fosse lui o qualcun altro, ma in questo parco dove una volta o due abbiamo studiato, una volta è passato un ragazzo che forse era il suo ragazzo.

 

ASCARI (M5S). Ce lo descrive?

 

PALMADESSA. Ricordo un ragazzo moro, con i capelli corti, non molto alto.

 

PRESIDENTE. Questo parco era vicino scuola?

 

PALMADESSA. Non ricordo proprio. Forse era vicino a dove abitava lei, ma non posso darvi la certezza.

 

ASCARI (M5S). Che cosa ricorda del giorno della scomparsa di Mirella? Com’era vestita Mirella?

 

PALMADESSA. Non me lo ricordo proprio.

 

ASCARI (M5S). Ma come si vestiva di solito? Era una persona che si curava?

 

PALMADESSA. Ricordo che era ordinata, che era pulita.

 

ASCARI (M5S). Ci può raccontare l’ultima immagine che ha di Mirella? Di una sua amica, con la quale c’era anche una confidenza?

 

PALMADESSA. Io ricordo il suo viso, il suo sorriso, il tono di voce, che era particolare. Mirella aveva una voce particolare. Questo mi ricordo.

 

ASCARI (M5S). Dove colloca questa ultima immagine nella sua memoria?

 

PALMADESSA. A scuola. Perché è il posto dove la vedevo di solito.

 

IAIA (FDI). Signora, io evinco, dal fatto che ci ha prodotto queste lettere, per le quali la ringraziamo, che ancora oggi lei provi qualcosa rispetto a questa vicenda. Il fatto che, a distanza di 43 anni, lei ancora conservi queste lettere è assolutamente apprezzabile e colpisce.

 

PALMADESSA. Io ho da parte anche lettere di altre amiche. Le conservo proprio come mia abitudine.

 

IAIA (FDI). In due lettere, in particolare, si parla di una persona speciale, una persona particolare. Nella lettera del 12 agosto, così scrive Mirella: come ti ho già detto, sono stata una settimana a Latina e lì mi sono divertita da morire, anche perché lì c’è una persona particolare. Poi ti spiegherò a voce, ma ora che sono tornata, sono già predisposta passare un terrificante agosto a Roma. Questa è la lettera del 12 agosto 1982.

Poi, il 24 agosto 1982, così scrive: sono contenta che anche tu abbia trovato la persona particolare, ma mi dispiace che la rivedrai solamente un’altra volta. Io in questo caso mi posso considerare più fortunata di te, perché anche la settimana scorsa ci siamo visti ed inoltre abita qui a Roma. Ti prego, nella prossima lettera parlami di quella persona, sempre se vuoi, ed un’ultima cosa: rispondimi presto. PS: la mia persona si chiama Massimo ed ha 18 anni. Poi ti spiegherò a voce. Ti devo raccontare un mucchio di cose.

 

PALMADESSA. Però non ricordo cosa mi raccontò. Io non l’ho mai visto questo Massimo. Non ho idea di chi fosse.

 

IAIA (FDI). Non gliel’ha neanche mai chiesto?

 

PALMADESSA. Forse gliel’avrò chiesto, ma non ricordo. Comunque non l’ho mai visto.

 

IAIA (FDI). Massimo Forti: questo nome non le dice niente?

 

PALMADESSA. No. Non mi dice nulla

 

PRESIDENTE. E Massimo Colongi?

 

PALMADESSA. No, nulla. Quando ci siamo viste ne avremo parlato, ma io non ricordo nulla.

 

IAIA (FDI). Poi, a settembre 1982, voi siete tornate a scuola. Mirella, in  queste due lettere, le aveva parlato di questa persona particolare. Io sono sicuro che di persona, a voce, Mirella le avrà detto: ho conosciuto questo ragazzo, Massimo, e che lei le avrà detto: io ho conosciuto questa persona particolare. Se lei ci dice che non ricorda, noi abbiamo difficoltà a crederlo. Non sembra strano anche a lei?

 

PALMADESSA. Forse ne abbiamo parlato a livello di racconti di ragazze di 15 anni, ma un seguito non c’è stato. Io non ricordo di aver mai conosciuto questo ragazzo né di aver mai saputo altro di questa persona, tranne quello che sta scritto lì e quello che magari a voce mi raccontò, ma che adesso, sinceramente, non mi viene proprio in mente.

 

IAIA (FDI). Per noi è importante sapere di questa frequentazione particolare di Mirella all’epoca. Sicuramente ne avrete parlato.

 

PALMADESSA. È passato tanto tempo. All’epoca non ci fu alcuna richiesta di notizie da parte di nessuno. Forse lì, nel momento, potevo ricordare qualcosa di più. Adesso è passato tanto tempo. E mi dispiace, perché mi farebbe piacere ricordare di più.

 

IAIA (FDI). Ha ragione su questo. Lei non è stata mai sentita. Questa è la prima volta.

 

PALMADESSA. Sì, esatto.

 

IAIA (FDI). E si è mai posta la domanda sul perché non sia stata mai sentita?

 

PALMADESSA. Sì, nel corso del tempo me la sono posta. Così come sono rimasta anche stupita da questa convocazione qui oggi, dopo tantissimi anni. Mi sono detta che è stato un peccato non mi abbiano sentito all’epoca, perché, magari, sul momento sarei stata più utile.

 

ASCARI (M5S). Signora Palmadessa, lei ha avuto un contatto diretto con Mirella, quindi per noi rappresenta veramente un canale per comprendere chi era Mirella.

Relativamente all’istituto Padre Reginaldo Giuliani e quindi al contesto scolastico, le vorrei chiedere: che clima si respirava in quella scuola? Ci dà un quadro?

 

PALMADESSA. Era una scuola un po’ particolare, perché era un istituto femminile. Eravamo tutte ragazze, la presenza maschile era minima. Nella nostra classe c’era solo un ragazzo e nelle altre classi non ricordo se ce ne fosse qualcun altro. Comunque, era un istituto prettamente femminile e aveva un’impronta diversa.

 

ASCARI (M5S). Renato Pulvano, lo ricorda questo nome? Era l’unico maschio dell’altra classe.

 

PALMADESSA. No. Io ricordo quello che era in classe nostra, che si chiamava Pietro Nardone. L’altro, non lo ricordo.

 

ASCARI (M5S). Ricorda se Mirella avesse avuto degli screzi con qualche compagna?

 

PALMADESSA. No, questo non lo ricordo.

 

ASCARI (M5S). Il rapporto di Mirella con gli insegnanti com’era?

 

PALMADESSA. Per quello che ricordo, c’era un rapporto abbastanza tranquillo con gli insegnanti. Non mi pare che ci fossero grosse discussioni. Ricordo fosse tutto abbastanza tranquillo.

 

ASCARI (M5S). Una collaboratrice scolastica dell’istituto Padre Reginaldo Giuliani ha raccontato alla mamma di Mirella un fatto avvenuto poco prima della scomparsa di Mirella. Ha raccontato che due giovani adulti si erano presentati, nei giorni precedenti la scomparsa di Mirella, chiedendo informazioni su una studentessa frequentante la classe 2 B o 2 D, che era la vostra classe. Di questo fatto siete venuti a conoscenza?

 

PALMADESSA. Personalmente no.

 

ASCARI (M5S). Non è giunta voce di questa attenzione da parte di questi soggetti?

 

PALMADESSA. No.

 

ASCARI (M5S). Lei ha detto di non aver mai incontrato Sonia De Vito, quella che era considerata la migliore amica di Mirella.

 

PALMADESSA. Confermo di non averla mai vista.

 

ASCARI (M5S). Mirella non le ha mai neanche parlato di Sonia De Vito?

 

PALMADESSA. Che io ricordi, no.

 

ASCARI (M5S). È sicura di questo?

 

PALMADESSA. Sì, sono sicura.

 

ASCARI (M5S). Lei parla di una confidenza che Mirella avrebbe fatto, nel marzo dell’83, su di un ragazzo biondo, al volante di un’auto, che l’avrebbe seguita fuori da scuola offrendole a più riprese, ma invano, un passaggio. Questo episodio lo ricorda?

 

PALMADESSA. No.

 

ASCARI (M5S). Ma Mirella come tornava a casa di solito? La venivano a prendere? Tornava a piedi? Oppure veniva con voi?

 

PALMADESSA. Mi sembra di ricordare che prendesse i mezzi pubblici e poi facesse un tratto a piedi.

 

ASCARI (M5S). È venuto mai a prenderla qualche amico o una persona che ha colpito la sua attenzione?

 

PALMADESSA. Nessuno che abbia colpito la mia attenzione, ma può darsi che qualche volta sia venuto a prenderla il suo ragazzo. Non ne sono sicura, però, perché non ho un ricordo certo.

 

ASCARI (M5S). Le pongo un’ultima domanda, sulla quale le chiedo di riflettere prima di rispondere. È stato mai proposto, a lei o a Mirella, di fare degli scatti fotografici, di andare a fare dei provini o magari di lavorare, per esempio per l’Avon?

 

PALMADESSA. Scatti fotografici e provini, a me personalmente non sono mai stati proposti. E neanche ricordo che l’argomento sia mai venuto fuori, magari parlando con Mirella. Quanto all’Avon, ricordo che venivano fatte delle proposte per lavorare con questi prodotti, ma non so se fosse in quel periodo o in un momento successivo.

 

ASCARI (M5S). Ma non ricorda che Mirella le abbia mai detto di lavorare per l’Avon?

 

PALMADESSA. No.

 

ASCARI (M5S). Torno alla domanda che le ho fatto prima relativamente al testo del tema che le ho letto, scritto successivamente alla scomparsa di Mirella da una vostra compagna di classe, di nome Maria. Delle quattro Marie che erano in classe con voi, Maria Curci, Maria Grazia De AngelisMaria Vittoria Pullerà e Maria Francesca Quaresima, ricorda chi, tra queste quattro, fosse la più vicina o più in confidenza con Mirella?

 

PALMADESSA. Maria Quaresima no, perché era mia cara amica, tanto che ancora ci sentiamo. Delle altre tre non so che dirle: di Maria Curci ricordo che non andava proprio bene a scuola. Le altre due erano brave a scuola, ma io non so chi di loro due potrebbe aver scritto un tema così.

 

PRESIDENTE. Se non ricorda chi ha scritto quel tema, sa però dirci chi era la più amica di Mirella?

 

PALMADESSA. Tra queste tre ragazze, chi fosse più amica di Mirella non lo so. Maria Vittoria Pullerà e Maria Grazia De Angelis erano molto amiche tra loro e si sono frequentate anche dopo, in età adulta. L’altra la ricordo appena: ricordo che non andava molto bene a scuola, che era piccolina e bionda, ma sinceramente, se si tratti di lei, questo non lo so.

ASCARI (M5S). Quella che esclude è Maria Francesca Quaresima?

 

PALMADESSA. Sì. Mi sento di escluderla perché era una mia cara amica e ci frequentiamo ancora. Non è mai venuta fuori questa storia con lei, né ricordo che fosse molto amica di Mirella.

 

ASCARI (M5S). Siamo negli anni 80. Non ci sono cellulari, non c’è WhatsApp, non c’è Internet. Tutto avviene con il passaparola, con la presenza o con il contatto diretto. Scompare una vostra coetanea, un fatto che segna profondamente la vita di una adolescente. Voi come avete commentato la scomparsa? Nel momento in cui venite a conoscenza anche di dettagli, che commenti avete fatto sulla scomparsa di una ragazza che era in classe con voi e che aveva la vostra età? Cosa avete pensato?

 

PALMADESSA. Non so se mi crede se le dico questo. È come se su quella vicenda avessi steso un velo. È come se avessi racchiuso questo momento e non riuscissi proprio a tirare fuori il ricordo. È stato un momento doloroso, è stato un momento molto brutto, però è come se fosse chiuso dentro un contenitore ermetico. Io non riesco a ricordare. Se ne sarà parlato tanto e siamo state colpite da questa scomparsa in maniera forte. Però, se le dovessi dire quello che abbiamo fatto nell’imminenza e quello che abbiamo pensato o detto, sinceramente non saprei che dire.

 

ASCARI (M5S). Il Corriere della Sera scrisse che, dopo la scomparsa, la classe smise di studiare perché sotto shock.

 

PALMADESSA. Probabilmente sì. Questo shock c’è ancora, per quanto mi riguarda, ripensando a quell’evento.

 

PRESIDENTE. Neanche degli anni successivi ricorda nulla? Lei ha continuato a frequentare quella scuola e quella classe anche quando Mirella non c’era più. Magari, con il tempo, lo shock iniziale in qualche modo è un po’ passato.

 

PALMADESSA. Per me rimane sempre, anche tutt’ora, dopo 43 anni. Nella nostra classe si sono verificati anche altri fatti abbastanza forti. Non è stata una classe fortunata, sotto questo punto di vista. Un professore morì di infarto l’anno dopo. Un’altra nostra compagna è stata protagonista di un fatto di cronaca. Un’altra compagna fu uccisa da un colpo di pistola, non ricordo se partito involontariamente.

 

PRESIDENTE. Ricorda il nome di questa compagna?

 

PALMADESSA. Potrebbe essere Daniela, ma non ne sono certa. Ricordo solo questo altro fatto brutto che è successo nella nostra scuola.

 

PRESIDENTE. E questa compagna muore uccisa da un colpo di pistola?

 

PALMADESSA. Sì. Muore a seguito di un colpo di pistola partito per sbaglio dall’arma del ragazzo. Non ricordo il nome, ma era una compagna di scuola non di classe.

 

DE PRIAMO (FdI). Questi fatti avvenivano l’anno successivo?

 

PALMADESSA. Il professore è morto l’anno dopo. Adesso non riesco a collocare temporalmente gli avvenimenti, ma si trattò di due eventi tragici avvenuti uno dietro l’altro.

 

DE PRIAMO (FdI). Signora Palmadessa, intanto la voglio ringraziare perché è molto importante la sua presenza qui oggi. Le lettere che lei ha portato possono essere per noi utili e sono importanti in un contesto dove non tutti hanno dimostrato la sensibilità che lei ha dimostrato oggi, venendo qui e portando con sé della documentazione.

Queste lettere sono importanti per noi anche perché emerge qualcosa a livello psicologico ed umano di Mirella, che ce la fanno sentire ancora più vicina. In una di queste lettere Mirella scrive di essere andata ad Ostia con un’amica. Non è che lei riesce a ricordare qualcosa di più al riguardo? Magari a settembre vi siete riviste e avete potuto approfondire, oltre al fatto che le avrebbe dovuto parlare anche della cosa di cui parlava il collega Iaia, cioè di questo amico.

 

PALMADESSA. Probabilmente ne avremo parlato, ma io non ne ho memoria.

 

DE PRIAMO (FdI). Ma non le ha raccontato di essere andata a Ostia? È una cosa di cui Mirella parla abbastanza, anche perché sostanzialmente aveva passato un’estate a Roma e i pochi momenti di evasione erano anche quelli.

 

PALMADESSA. Non ricordo confidenze particolari. So che era andata ad Ostia con un’amica, ma non so neanche chi fosse.

 

DE PRIAMO (FdI). Sicuramente non un’amica di scuola, quindi è immaginabile che potesse essere Sonia De Vito. Questo viaggio in Germania di cui Mirella le parla, che lei sappia poi fu fatto?

 

PALMADESSA. Sì.

 

DE PRIAMO (FdI). Quindi, a settembre le raccontò di questo viaggio?

 

PALMADESSA. Sì. Ho anche ricevuto una cartolina dalla Germania.

 

PRESIDENTE. Io le faccio vedere una foto. Mi può dire se riconosce qualcuna tra le persone qui fotografate? (Il Presidente mostra all’audita una foto ritraente Valdimiro Fenici insieme a due altri soggetti).

Foto di Sonia De Vito rinvenuta nel diario di Mirella
Foto di Sonia De Vito rinvenuta nel diario di Mirella

 

PALMADESSA. Questa persona ha un’aria familiare, ma non saprei dire chi sia. Mi sembra, però, di averlo già visto. (La persona che l’audita crede di riconoscere è Valdimiro Fenici).

 

 PRESIDENTE. Non ha idea di chi sia, neanche del contesto?

 

PALMADESSA. No.

 

PRESIDENTE. Se le faccio il nome Valdimiro Fenici, le ricorda qualcuno?

 

PALMADESSA. Non so chi sia.

 

PRESIDENTE. Le mostro ora un identikit. Questi volti le ricordano qualcuno? (Il Presidente mostra all’audita l’identikit dei due soggetti presentatisi all’inaugurazione del bar dei Gregori).

 

PALMADESSA. No. Non mi ricordano nulla.

 

PRESIDENTE. Marco Accetti lo conosce?

 

PALMADESSA. Non so proprio chi sia.

 

PRESIDENTE. Le faccio dei nomi per provare a sollecitare la sua memoria. Raoul Bonarelli? Bruno Mattei?

 

PALMADESSA. No, non li conosco. Gli unici nomi che io ricordo, legati a Mirella, sono di questo Massimo, perché lo ha nominato nella lettera, e forse un Alessandro.

 

PRESIDENTE. Alessandro De Luca?

 

PALMADESSA. Sì, forse. Il nome era Alessandro. Questi nomi li ricordo. Il resto dei nomi non mi dicono nulla.

 

PRESIDENTE. Lei dove abitava?

 

PALMADESSA. Io abitavo via a Galla Placidia, sulla Tiburtina.

 

ASCARI (M5S). Signora Palmadessa, lei ricorda se Mirella le ha mai scritto sul diario dei messaggi o delle confidenze? Nel caso, ce li può far avere?

 

PALMADESSA. Ho controllato. L’unico diario che ho conservato è un diario del quinto anno e lei già non c’era più.

 

ASCARI (M5S). Dopo la scomparsa, sulla vicenda di Mirella ricorda se sono stati fatti degli elaborati o dei temi? Ricorda se è stata fatta una riflessione in merito?

 

PALMADESSA. Non ricordo.

 

PRESIDENTE. Questo Alessandro di cui le parlava Mirella, poteva essere una persona coetanea o più grande?

 

PALMADESSA. Non lo so. Penso coetanea.

 

PRESIDENTE. E non ha il ricordo di un qualcosa che Mirella le ha detto riguardante questo Alessandro?

 

PALMADESSA. No, sono nomi che ricordo legati a lei in qualche maniera, ma non ricordo nulla di particolare.

 

PRESIDENTE. Tendenzialmente, però, nelle vostre conversazioni si parlava di ragazzi della vostra età e non di uomini adulti?

 

PALMADESSA. Più o meno della nostra età, forse un anno o due di più, ma di uomini adulti, almeno con me, non ne ha mai parlato.

 

PRESIDENTE. La professoressa Balistreri se la ricorda?

 

PALMADESSA. Sì, certo. Era la professoressa di italiano.

 

PRESIDENTE. Era la professoressa che organizzava le gite?

 

PALMADESSA. Sì, credo che organizzasse anche le gite.

 

PRESIDENTE. E c’era un buon rapporto tra Mirella e la professoressa?

 

PALMADESSA. Mi pare di sì.

 

PRESIDENTE. Costei era la professoressa che aveva consentito a Mirella di partecipare a questa gita a Venezia con il terzo anno, di cui parlava la collega Ascari, alla quale poi Mirella non parteciperà per motivi familiari.

 

PALMADESSA. Questo non lo sapevo, però ricordo la professoressa.

 

ASCARI (M5S). Per quanto riguarda l’ambito di conoscenze di Mirella, mi rendo conto che è passato tanto tempo, però magari un nome può risvegliare dei ricordi. Il nome Tonino Reincricca le dice qualcosa?

 

PALMADESSA. No.

 

ASCARI (M5S). E Carmen Perez Monteiro la ricorda? È anche un nome particolare.

 

PALMADESSA. No.

 

ASCARI (M5S). E Maria Alibardi de Ruffato?

 

PALMADESSA. No.

 

ASCARI (M5S). Sa se Mirella avesse amicizie a Firenze e provincia?

 

PALMADESSA. No.

 

ASCARI (M5S). I nomi Kandy e Mida Varen le ricordano qualcosa?

 

PALMADESSA. No. Assolutamente nulla.

 

PRESIDENTE. Tra amiche vi davate dei soprannomi?

 

PALMADESSA. Che io ricordi no.

 

PRESIDENTE. Vi chiamavate tutte per nome? C’erano ben quattro Marie in classe.

 

PALMADESSA. Maria Vittoria Pullerà aveva un soprannome, che le aveva dato Maria Grazia. Mi pare fosse Madi, ma non credo c’entri nulla con Mirella.

 

ASCARI (M5S). Nelle settimane prima della scomparsa, lei Mirella come se la ricorda? Ci aiuti a capire questo aspetto.

 

PALMADESSA. Io vorrei ricordare tante cose di più di quelle che ho detto, che sono veramente poche, ma purtroppo sono passati tanti anni. Sinceramente, più di quello che le ho detto non saprei dire.

 

ASCARI (M5S). I nomi delle bidelle della Reginaldo Giuliani se li ricorda?

 

PALMADESSA. No. Ricordo il nome di qualche professore, ma dei bidelli no.

 

PRESIDENTE. Le chiedo soltanto di quest’ultima persona. Ha mai sentito nominare Fabio De Rosa?

 

PALMADESSA. No. Mi dispiace.

 

ASCARI (M5S). Lei non è mai stata sentita dalla polizia e ce l’ha detto, ma ricorda se la polizia sia venuta a scuola a prendere informazioni?

 

PALMADESSA. Forse sì, però non sono certa. In ogni caso, non ha parlato con gli studenti. Non ne ho proprio memoria.

 

ASCARI (M5S). E ricorda se la stampa era venuta?

 

PALMADESSA. Mi pare di no. Io non ho avuto contatti.

 

PRESIDENTE. Nel ringraziare la signora Palmadessa dichiaro conclusa anche questa procedura informativa e dichiaro chiusa la seduta.

 

I lavori terminano alle ore 16,47.

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