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Commissione Orlandi Gregori: audizione di Raffaella Luzzi

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA 

sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori  

AUDIZIONE DI RAFFAELLA LUZZI

  100a seduta: giovedì 30 luglio 2026

Presidenza del Presidente ROSCANI, indi del vice Presidente MORASSUT indi del Presidente ROSCANI

Sigle dei Gruppi parlamentari del Senato della Repubblica: Civici d’Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l’Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd’I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi PRESIDENTE-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d’Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d’Azione: LSP-PSd’Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.

 Sigle dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati: FRATELLI D’ITALIA: FDI; PARTITO DEMOCRATICO – ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA: PD-IDP; LEGA – SALVINI PREMIER: LEGA; MOVIMENTO 5 STELLE: M5S; FORZA ITALIA – BERLUSCONI PRESIDENTE – PPE: FI-PPE; AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE: AZ-PER-RE; ALLEANZA VERDI E SINISTRA: AVS; ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE: IV-C-RE; NOI MODERATI (NOI CON L’ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC, ITALIA AL CENTRO)-MAIE: NM(N-C-U-I)-M; MISTO: MISTO; MISTO-MINORANZE LINGUISTICHE: MISTO-MIN.LING.; MISTO-+EUROPA: MISTO-+EUROPA.

Interviene la signora Raffaella LUZZI, conoscente di Mirella Gregori. Sono presenti inoltre, quali collaboratori della Commissione, ai sensi dell’articolo 23 del Regolamento interno, il dottor Luca Bernardi, la dottoressa  Laura   Capraro,   l’avvocato  Alessandro   Cardia,   il   dottor Alessandro Crini, il dottor Giuseppe De Martino, l’avvocato Francesca Giannosso, la dottoressa Silvia Nanni, il dottor Tommaso Nelli, l’avvocato Simone Pacifici, l’avvocato Vittorio Palamenghi, il dottor Igor Patruno, l’avvocato Claudio Santini, nonché il Vice questore aggiunto della Polizia di Stato dottor Giuseppe Paglia, il Colonnello dell’Arma dei carabinieri Anna Bonifazi, il Capitano dell’Arma dei carabinieri Livia Lombardi, il Maresciallo Maggiore dell’Arma dei carabinieri Roberto Tomassi e il

Maresciallo Capo dell’Arma dei carabinieri Giuseppe Andrisano.

I lavori iniziano alle ore 14,15.

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI

 PRESIDENTE. Comunico che della seduta odierna sarà redatto il resoconto stenografico e che, ai sensi dell’articolo 12, comma 5, del Regolamento interno, la pubblicità dei lavori sarà inoltre assicurata attraverso l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso per la parte relativa alle audizioni.

Ricordo che, ai sensi del comma 6 del già citato articolo 12, potrò, nella mia qualità di Presidente della Commissione, apprezzate le circostanze, disporre che sia interrotta anche solo temporaneamente tale forma di pubblicità.

Ricordo inoltre che gli auditi rispondono delle opinioni espresse e delle dichiarazioni rese e che possono richiedere in qualsiasi momento alla Commissione la chiusura della trasmissione audio-video e la secretazione dell’audizione o di parte di essa, ove ritengano di riferire fatti o circostanze che non debbano essere divulgati.

Preciso che ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del Regolamento interno, la Commissione, su richiesta del PRESIDENTE o di due componenti, può deliberare di riunirsi in seduta segreta tutte le volte che lo ritenga opportuno.

Ricordo, altresì, che, ai sensi dell’articolo 19, comma 8, del Regolamento interno, i Commissari e tutti coloro che, a vario titolo, collaborano con la Commissione sono obbligati all’osservanza del segreto e a non divulgare informazioni e documenti di cui siano venuti a conoscenza nel corso dell’attività d’inchiesta.

Non essendovi osservazioni, così rimane stabilito.

Audizione di Raffaella LUZZI

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’audizione della signora Raffaella LUZZI, conoscente di Mirella Gregori.

Signora LUZZI, le lascerò ora la parola per una breve presentazione, nel corso della quale ci potrà già informare sulle sue attività di oggi, rispetto al condominio di via Nomentana 91, dove abitava anche la famiglia Gregori, indicandoci gli anni in cui ha abitato lì e quali erano i suoi rapporti con Mirella Gregori.

LUZZI. Buongiorno a lei, PRESIDENTE, ed a tutti i Commissari. Sono Raffaella LUZZI. Ho 64 anni. Faccio la commessa part time ed ho abitato in via Nomentana, 91 per una ventina d’anni. Da quarant’anni abito in via Vitaliano Rotellini, al civico 144. Io conosco la famiglia Gregori perché, al civico 91, nel condominio lei mi abitava di fronte. Era un palazzo di quattro scale, la A, la B, la C e la D. Io stavo alla scala A e credo che lei stesse alla scala D, tant’è vero che noi ci salutavamo dal balcone.

PRESIDENTE. Quanti anni aveva all’epoca della scomparsa di Mirella Gregori? Mirella scompare a maggio 1983.

LUZZI. Io sono del 1962.

PRESIDENTE. Aveva 20 o 21 anni. Quindi, era più grande di Mirella.

LUZZI. Sì, ero più grande e credo che già non abitassi più a via Nomentana. Io adesso non ricordo l’anno che siamo andati via dal civico 91. Ho chiesto a mia mamma se ricordava quando siamo andati via, ma lei, chiaramente, avendo 92 anni, non si ricorda. Ed io anche non ricordo proprio.

PRESIDENTE. Lei non ricorda se nel 1983 abitava ancora a via Nomentana, 91?

LUZZI. Sinceramente, non mi ricordo, perché sono passati tanti di quegli anni che non mi ricordo.

PRESIDENTE. Quindi, essendo più grande di Mirella Gregori, che tipo di rapporto aveva con lei?

LUZZI. Con Mirella non è che avessi un rapporto, anche perché, essendo più piccola di me, non potevo io avere rapporto. Ci salutavamo come tra amichetti, perché poi eravamo tutti piccoli. Io, poi, essendo un po’ più grande di lei, già frequentavo ragazzini o ragazzine più grandi o della stessa età.

PRESIDENTE. Lei ha fratelli o sorelle?

LUZZI. Ho un fratello più piccolo. Lui è del 68.

PRESIDENTE. Quindi coetaneo di Mirella. Può darsi che fossero amici?

LUZZI. Guardi, Presidente, amicizia è un parolone. Eravamo ragazzini. Stavamo lì, ci salutavamo, ma poi avevamo i compiti. Non è come adesso, che c’è più libertà. Comunque, usciti da scuola si andava a casa. Poi mia madre lavorava, noi stavamo con nonna, quindi era tutto più amplificato di adesso.

PRESIDENTE. Che scuole ha fatto?

LUZZI. Io ho fatto l’istituto Magistrale Oriani a piazza Indipendenza. Mi sono diplomata, poi mi sono sposata, mi sono separata, divorziata e sono tornata a casa dalla mamma.

PRESIDENTE. Lei è a conoscenza del fatto che i suoi recapiti erano nell’agenda di Mirella Gregori?

LUZZI. No.

PRESIDENTE. Non ne era a conoscenza?

LUZZI. Assolutamente no, anche perché forse c’era scritto Raffaella LUZZI, ma io nemmeno avevo il telefonino. Io ho sentito Maria Antonietta perché le serviva un abito da cerimonia e quindi tramite Facebook ci siamo sentite. Io ho lavorato per tanti anni al negozio Clark di viale Marconi e lei aveva bisogno di questo articolo.

PRESIDENTE. Con Maria Antonietta c’era un rapporto più stretto?

LUZZI. No. Assolutamente no. L’ho contattata, ma non mi ha mai ricontattato. Non l’ho più proprio sentita, a parte in occasione di questa cerimonia.

PRESIDENTE. Questo quanto tempo fa?

LUZZI. Parecchio tempo fa.

PRESIDENTE. Però si ricordava di lei?

LUZZI. Naturalmente, anche perché, abitando nello stesso stabile, lei si ricordava di me, come io mi ricordavo di lei.

PRESIDENTE. Ci aiuta ad immaginare questo condominio?

LUZZI. Certo. Era un gran bel condominio, dove c’era un portiere che ci conosceva tutti. Si chiamava Enzo. Credo che sia morto, purtroppo.

PRESIDENTE. A suo ricordo il portiere è sempre stato lui?

LUZZI. Sì, assolutamente. Sempre stato lui. Era un condominio abbastanza tranquillo.

PRESIDENTE. Viveva all’interno questo portiere?

LUZZI. Sì, alla scala B, al primo piano. C’era anche mio zio che viveva lì. Viveva al terzo piano, perché poi aveva presa questa casa in affitto. Dopodiché, hanno iniziato a vendere le case e purtroppo siamo dovute andar via, anche perché la padrona di casa aveva sfrattato mia madre. Fortunatamente, mia madre aveva una casa a via Vitaliano Rotellini. Mia nonna e mio nonno lavoravano al Ministero dei lavori pubblici e quindi avevano questa casa.

PRESIDENTE. Quindi a via Nomentana voi eravate in affitto?

LUZZI. Sì, assolutamente. Ricordo che era un condominio pieno di ragazzini. Comunque, mia madre è nata a viale Regina Margherita. Quindi, Porta Pia era proprio la zona nostra. Io sono stata dalle Orsoline per tanti anni, perché mia madre, lavorando in un negozio di alta moda in centro, in via Condotti, mi ha sempre mandato in una scuola privata. Lì potevo rimanere fino alle quattro, quando mi veniva a prendere mio papà, che faceva il rappresentante e finiva di lavorare alle 5.

PRESIDENTE. Lei si ricorda come ha saputo della scomparsa di Mirella Gregori?

LUZZI. Ne parlava tutto il quartiere. Era una cosa abbastanza importante, come quando sparisce una bambina. Questa era una sparizione, ma poteva essere un incidente, comunque è normale che sia una cosa che ti tocca.

PRESIDENTE. Quindi, lei lo ha saputo da persone del quartiere, del palazzo?

LUZZI. Sa, quando succede qualcosa nel palazzo, comunque si sa.

PRESIDENTE. Questo lo capisco. Quello che le volevo chiedere è se, quando voi avete lasciato quella casa di via Nomentana 91, voi avete continuato a frequentare il condominio.

LUZZI. No, assolutamente no. Non avevo motivo. Io stavo in un’altra zona. Tra l’altro, andando ad abitare a Tor de’ Cenci, io ero veramente distrutta, perché a Porta Pia avevamo tutto sotto casa, dal giornalaio alla farmacia. All’epoca lì a Tor de’ Cenci non c’era ancora niente.

PRESIDENTE. Però, se ancora ha ricordi del fatto che nel palazzo si parlava della scomparsa di Mirella, mi viene da pensare che nel 1983 ancora abitavate a via Nomentana 91.

LUZZI. Le ripeto, io la data precisa non la ricordo. Di Mirella noi l’abbiamo saputo perché era una ragazza che abitava di fronte a noi. Quindi, io l’ho saputo tramite mio padre, che magari frequentava ancora il bar sotto casa, oppure l’ho saputo da altre persone. Questo, sinceramente, dopo tanti anni non me lo ricordo.

PRESIDENTE. Il bar sotto casa era il bar Italia?

LUZZI. Credo che non ci sia più il bar Italia. Comunque, era un bar che faceva angolo. C’era anche un’altro bar, che stava all’altro angolo. Non ricordo la via, ma c’erano due bar angolari.

MORASSUT (PD-IDP). Buongiorno, signora LUZZI. Può descriverci meglio la collocazione degli appartamenti suo e della famiglia Gregori?

LUZZI. Certo. Come si entrava in questo condominio c’erano quattro scale, la A, la B, la C e la D. Io stavo alla A. Ora non ricordo la disposizione precisa delle scale, però io stavo al terzo piano e i Gregori stavano al secondo piano. Avendo noi gli affacci sul cortile, ogni tanto ci salutavamo, perché, stando lei al secondo piano, io la vedevo bene.

MORASSUT (PD-IDP). Questo cortile sembra avesse al piano terra dei locali, dei magazzini, delle finestre o delle porte.

LUZZI. I locali io non li ho mai visti. Noi non avevamo cantine. C’era solamente un locale tipo garage dove riponevano delle cose, elettronica o altro.

MORASSUT (PD-IDP). Non c’era un accesso per le macchine? Non si poteva entrare con le macchine nel cortile?

LUZZI. No, assolutamente. Parcheggiavano tutti fuori.

MORASSUT (PD-IDP). Lei frequentava il bar dei Gregori?

LUZZI. No, non ci sono mai andata. Sapevo dove stava, ma non ci sono mai andata. Credo fosse nella stazione Termini o comunque vicino alla stazione. A parte che io stavo già fuori zona, quella era una zona che non frequentavo proprio.

MORASSUT (PD-IDP). Invece il bar al civico 81, quello dove andava spesso Mirella perché aveva un’amica lì? Lei lì ci andava?

LUZZI. No. Io non frequentavo proprio i bar della zona. Neanche prendevo cappuccino e cornetto, anche perché ero giovane e frequentare un bar non era nelle mie corde.

MORASSUT (PD-IDP). Anche se nel corso del tempo vi sono state delle compravendite o delle persone che sono andate via perché in affitto, che tipo di condominio era, dal punto di vista della presenza e delle famiglie?

LUZZI. Era un condominio molto tranquillo. Poi, quando hanno cominciato a vendere a dottori, è stato proprio un viavai. Però, era un condominio dove noi siamo cresciuti abbastanza tranquillamente, nel senso che non c’era mai stato, neanche nella zona, nessun tipo di problema.

MORASSUT (PD-IDP). Chiedo il passaggio in seduta segreta.

PRESIDENTE. Dispongo il passaggio in seduta segreta.

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 14,30)

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 14,35)

 MALPEZZI (PD-IDP). Signora LUZZI, all’epoca della scomparsa di Mirella, lei aveva ventun anni. Era grande. Quindi, magari può aiutarci il suo sguardo di adulta su quel condominio.

LUZZI. Molto volentieri. Quanto mi ricordo ve lo dico molto volentieri.

MALPEZZI (PD-IDP). Io adesso le chiedo un esercizio di memoria. Se le dico “8453619”, cosa le ricorda?

LUZZI. Era il mio numero di telefono in via Nomentana.

MALPEZZI (PD-IDP). Questo numero era sull’agenda di Mirella. Del condominio di via Nomentana 91 c’erano solo altri due o tre numeri di telefono. Quindi, noi presumiamo che, di fatto, Mirella avesse scritto lì il suo numero di telefono perché c’era anche un tipo di rapporto diverso dagli altri.

LUZZI. Le dico subito che non ci poteva essere. Sicuramente noi ci conoscevamo, ma Mirella era più piccola. Un rapporto non ci poteva essere, perché forse aveva l’età di mio fratello.

MALPEZZI (PD-IDP). Questo lo capisco. La mia domanda era: poiché nell’agenda di Mirella c’era il suo numero di telefono e lei era un po’ più grande di Mirella e quindi non usciva in sua compagnia, come mai, secondo lei, Mirella su quell’agenda, nella quale ha altri due o tre numeri del condominio di via Nomentana numero 91, mette il suo numero di telefono?

LUZZI. Questo non lo so. Forse perché mi conosceva e quindi decide di scrivere il numero di Raffaella. Vado a intuito, perché io, comunque, con Mirella non è che ho avuto mai un rapporto, anche perché era più piccola. Anch’io ho dei numeri di telefono che magari segno ma non sono di persone che frequento.

MALPEZZI (PD-IDP). Però, proviamo a pensare insieme. Una ragazzina che segna il numero di telefono di una persona più grande, ma sempre

giovane, magari lo fa perché sa di poter avere un po’ di confidenza con questa persona. Magari si è confidata e le ha detto qualcosa?

LUZZI. Assolutamente no, perché erano molto riservate. Comunque, sinceramente, i 21 anni di prima non sono i 21 di adesso, come i 15 di prima non sono i 15 di adesso. Io a 15 anni giocavo ancora con le Barbie. Quindi, perché il mio numero di telefono stava lì sinceramente non lo so. Lei non si è mai confidata con me, anche perché, essendo giovane anch’io, non le potevo dare dei consigli.

MALPEZZI (PD-IDP). Magari non è vero che non poteva darle dei consigli, anche perché lei ha detto di aver fatto le magistrali. Una volta le magistrali avevano un sacco di ore di pedagogia. Quindi, si sviluppava una capacità relazionale, che lei tra l’altro ha, per come si sta presentando.

LUZZI. Avendo a che fare con il pubblico anch’io, da 45 anni, vedendo vestiti, comunque devo essere pronta. Sì, il mio lavoro lo so fare.

MALPEZZI (PD-IDP). E magari questa è una dote che lei ha sempre avuto e Mirella con lei si sentiva a suo agio?

LUZZI. Assolutamente no. Le posso assicurare che non ho mai parlato con Mirella e lei non si è mai confidata con me.

MALPEZZI (PD-IDP). Esisteva un Candi nel vostro condominio?

LUZZI. No.

MALPEZZI (PD-IDP). Risulta, sempre nell’agenda di Mirella, un Candi con l’indirizzo identico a quello del condominio in cui abitavate entrambe.

LUZZI. Assolutamente no. C’erano tanti ragazzini. Eravamo poche ragazze. Però, sinceramente, questo nome che lei mi ha detto non lo conosco.

MALPEZZI (PD-IDP). Giovanna Gerardi, invece, la conosce o la ricorda?

LUZZI. No.

MALPEZZI (PD-IDP). Abitava anche lei in quel condominio. Lei ha detto prima che non ricorda quando si è trasferita, però il PRESIDENTE ha sottolineato che lei ha ricordato il fatto che nel palazzo si è parlato della scomparsa. Quindi, magari eravate ancora lì.

LUZZI. Adesso non ricordo. Sicuramente, se ero lì, l’ho saputo lì, perché, chiaramente, quando succede qualcosa nel palazzo, o ci sei o non ci sei, tutte le cose che succedevano, anche se noi stavamo magari un po’ a distanza, tramite magari mio padre che frequentava il bar, le venivamo a sapere. Comunque, era un condominio dove le cose si sapevano. Io adesso non mi ricordo, lo ripeto, se stavo ancora lì. Forse ero andata già in via Rotellini.

MALPEZZI (PD-IDP). Visto proprio il legame della sua famiglia con questo condominio, in casa, a prescindere da dove voi vi trovavate, se lì o nel nuovo appartamento, di questo argomento avrete parlato.

LUZZI. Certo. È normale.

MALPEZZI (PD-IDP). Ricordiamo, allora, che cosa vi siete detti.

LUZZI. La cosa che ci siamo detti è: come mai è successa questa cosa? Ma sarà vero, non sarà vero? Anche perché prima queste cose era difficile che succedessero. Quindi, anche mia madre, come tutte le mamme, era rimasta interdetta. Ripeto che ho dei ricordi lontani. Ero giovane, quindi non mi sono soffermata molto sul fatto. Mi sono detta che certamente la si sarebbe ritrovata.

MALPEZZI (PD-IDP). La sua famiglia aveva rapporti con quella di Mirella?

LUZZI. No. Mia madre usciva la mattina alle 9 per andare a lavorare e tornava la sera alle 20. All’ora di pranzo veniva a casa, preparava il pranzo e tornava in centro a lavorare. Mio padre, facendo il rappresentante, usciva la mattina alle 7, tornava alle 15-16.

MALPEZZI (PD-IDP). Signora LUZZI, io intanto le posso dire che i ROS hanno accertato che lei quell’anno, nell’ottantatré, viveva ancora lì. Questo lo possiamo appurare, così la aiuta nel ricordo. Lo possiamo dare per certo. Comunque, al netto di questo, in un ambiente di grande condominio in cui ci si salutava da un balcone all’altro, anche se uno usciva al mattino e tornava la sera, i legami si creavano, perché il cortile diventa il quartierino. Quindi ci si conosceva.

LUZZI. Non è detto, perché mia madre non dava molta confidenza ad altre persone. Non è detto che, perché uno abita in un quartiere o in un condominio, deve sapere le cose di tutte le persone.

MALPEZZI (PD-IDP). Tra cui una ragazza scomparsa.

LUZZI. Lo so. E noi ne abbiamo parlato, però più di quello no.

MALPEZZI (PD-IDP). Allora che cosa vi dicevate? Che spiegazione vi siete dati? Che ipotesi avete costruito?

LUZZI. Nessuna. Siamo caduti dalle nuvole. Siamo rimasti tutti basiti, come è normale quando scompare una persona. Ci siamo chiesti come mai.

MALPEZZI (PD-IDP). Ma vi sarete fatti un’ipotesi vostra.

LUZZI. Noi abbiamo detto questo. Ci siamo chiesti come mai fosse scomparsa. Sono passati tanti anni. Io non mi ricordo, la sera in cui è successo, a tavola mia madre e mio padre che hanno detto. Sono sincera, non mi ricordo proprio.

MALPEZZI (PD-IDP). Ma era scomparsa una persona che viveva nel nostro stesso condominio e che conoscevate.

LUZZI. Certo, e ci si rimane male.

MALPEZZI (PD-IDP). Il fatto è che il tema di Mirella Gregori, associato poi a quello di Emanuela Orlandi, non è stato un tema passato in secondo piano. Il Pontefice cita Mirella all’Angelus. Sia i giornali che, nel corso degli

anni, tante trasmissioni televisive hanno riportato l’argomento. Lei conosceva Mirella e Mirella aveva il suo numero di telefono sull’agenda. Mirella non era una passante che ha visto una mattina e poi non l’hai vista più.

LUZZI. Infatti, come ho detto, io conoscevo Mirella a livello di condominio, di appartamento. Non la conoscevo a livello personale.

MALPEZZI (PD-IDP). Signora LUZZI, io sono cresciuta in un palazzo a Milano come quello che ci ha descritto lei. Di scale ne avevamo tre al posto di quattro, ma io tutti quelli che abitavano in quel cortile li ricordo tutti. Non dico che i rapporti siano rimasti, ma ci ricordiamo l’uno dell’altro. Se fosse scomparso uno di noi, io me lo sarei portato dietro per tutta la vita.

LUZZI. Lei. Io che vuole che le risponda?

MALPEZZI (PD-IDP). Vorrei che mi dicesse se non le sembra strano non ricordare un episodio che ha attraversato e continua ad attraversare la cronaca.

LUZZI. Ma io le sto dicendo che sono passati talmente tanti anni che io non ricordo. Mirella la conoscevo, però non so che cosa vuole che le risponda. Non riesco a capire.

MALPEZZI (PD-IDP). Se non le sembra strano non ricordare nulla di un episodio che è ancora oggi cronaca.

LUZZI. No, non mi sembra strano. Io so che questa ragazza è scomparsa. Leggo i giornali, guardo la televisione, ma non mi sembra strano non ricordare. Sono passati talmente tanti anni.

MALPEZZI (PD-IDP). La sua famiglia è andata a trovare la famiglia Gregori per portare solidarietà rispetto a questa scomparsa?

LUZZI. Non mi ricordo, ma non credo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Signora LUZZI, grazie per essere qua oggi. Era in ansia prima di venire qui?

LUZZI. Più che altro per mia mamma. Mia mamma ha 92 anni e l’ho lasciata sola oggi. Siccome il giovedì è il mio giorno libero, con lei non c’è la signora, perché di solito ci sono io con lei. Quindi, sto tuttora in ansia.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Sua madre lo sa che lei è qua?

LUZZI. Mia mamma non lo sa perché neanche capirebbe.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei sa che qualsiasi ricordo lei possa avere per noi è molto importante.

LUZZI. Assolutamente. Io sto qui proprio per dirvi le cose come stanno. Quello che mi chiedete, quello che mi ricordo, io lo dico tranquillamente. Quello che non mi ricordo, non lo posso dire.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Noi cerchiamo, con alcune delle nostre domande, anche se le sembrano un po’ dirette, di aiutarla. Magari facendo delle domande vengono in mente dei ricordi, perché giustamente sono passati tanti anni. Lei aveva 21 anni nel 1983. Prima ha detto che si è fidanzata giovane. Quanti anni aveva quando è avvenuto il suo fidanzamento?

LUZZI. Quindici o sedici. Me lo sono sposato e poi ci siamo lasciati.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Glielo chiedo perché anch’io ho un po’ di problemi con la memoria, con le date, però riesco a fissare i ricordi nel tempo anche pensando a chi era il mio fidanzatino, a qual era la mia compagnia del periodo.

LUZZI. Il mio fidanzato era un deejay. Io frequentavo la discoteca di pomeriggio. Io stavo con lui quando suonava e poi mio padre mi veniva a prendere.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei si è fidanzata quando aveva 15 anni ed all’epoca stava in via Nomentana. Cerchi magari di contestualizzare: erano già cinque o sei anni che stava con il suo fidanzato. Arriviamo all’ottantatré, alla scomparsa di Mirella Gregori. Come si chiamava il suo fidanzato, poi marito?

LUZZI. Alessandro.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Alessandro?

LUZZI. Sì.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Che discoteca frequentava?

LUZZI. Frequentavo sia la New Life che il Piper, le discoteche che andavano in quegli anni.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma ci andava già a 15 anni?

LUZZI. No. Andavo ogni tanto il pomeriggio.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Dopo cinque o sei anni il suo rapporto era già strutturato, non era una frequentazione. Le chiedo di pensare cosa faceva in quel periodo, se era andata in vacanza con il suo fidanzato, per contestualizzare se lei abitasse ancora o meno in via Nomentana nel 1983.

LUZZI. Non mi ricordo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Torniamo allo stabile di via Nomentana. Mentre lei parlava io pensavo alla mia infanzia. Io ho abitato in un condominio dove c’erano 19 famiglie. Erano tre palazzi identici e io mi ricordo esattamente tutti i nomi. Anche perché, quando dovevi andare a casa di qualcuno, o chiamavi o citofonavi. Ancora oggi io riesco a contestualizzare famiglie, genitori e figli. Io le chiedo: chi conosceva lei all’interno del condominio? C’erano altre persone della sua età che potrebbero aiutare con i ricordi?

LUZZI. No.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Non conosceva nessuno nel palazzo.

LUZZI. C’era un certo “Mick”, che andava dalle suore.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Aveva la sua età?

LUZZI. No, un po’ più piccolo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Suo fratello, che invece aveva l’età di Mirella, aveva una compagnia all’interno del palazzo?

LUZZI. No.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, voi non frequentavate nessuna famiglia? Neanche per chiedere se avevano la farina o altro?

LUZZI. Sì. Io avevo mio zio vicino, però era difficile che andassimo a chiedere.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quando lei era più piccola, non capitava mai che i suoi genitori dovessero lasciarvi a casa da soli e chiedessero a dei vicini di venire a casa o che voi andaste dai vicini?

LUZZI. No. Avevamo la baby sitter. Certe volte c’era mia nonna, certe volte restavamo a scuola fino alle quattro.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Non avevate un giro di conoscenze  nel  palazzo?

LUZZI. No.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). I suoi genitori erano severi?

LUZZI. Assolutamente no.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Perché lei prima ci ha detto che non era autorizzata neanche ad andare sulla terrazza?

LUZZI. Ma non era un divieto da mia madre e mio padre. Era il portiere che diceva che non si poteva andare a giocare in terrazza, perché era pericoloso. Mio padre purtroppo non c’è più, ma i miei genitori erano due persone splendide.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei conosceva i genitori di Mirella?

LUZZI. Sì. Non ci ho mai parlato, anche perché, avendo io 21 anni, non è che io potessi parlare con un genitore. Salutavo e basta. Avevo un rapporto di buona educazione. Salutavo la mamma ed il papà di Mirella e basta.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei saprebbe dirci che tipo di rapporto avevano loro con le figlie? Se erano dei genitori severi? Sempre pensando alla mia infanzia, io mi ricordo scenate, liti furibonde.

LUZZI. No, questo non lo posso dire assolutamente. Dentro casa loro non sapevo le cose come stavano. Non ho mai sentito che urlassero, anche perché, ripeto, era un condominio molto tranquillo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). A parte questa famiglia, non conosceva nessuno nel condominio?

LUZZI. C’era la signora che abitava di fronte, che era l’infermiera del dottor Verdi, il dottore che mi aveva operato di tonsille e aveva lo studio lì di fronte a noi. Quindi c’era il dottor Verdi e poi c’era il dottor Gallo, che era il nostro medico della mutua.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Della scala di Mirella conosceva qualcuno?

LUZZI. No.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Non ricorda il nome di nessuno?

LUZZI. No. Io ho incontrato un amico di mio fratello tempo fa e mi hanno dovuto dire chi era, perché non l’avevo riconosciuto.

Presidenza del vice Presidente MORASSUT

 

 PIROVANO (LSP-PSd’Az). Invece, parlando del quartiere, lei che negozi frequentava nella sua via?

LUZZI. Io ogni tanto andavo dal giornalaio, prendevo il giornale per mamma, andavo dal verduraio, dal macellaio. Facevo un po’ di spesa quando mamma non poteva farla.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei beve caffè?

LUZZI. Adesso sì, prima no.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi lei, quando il suo fidanzato veniva a prenderla, non è mai andata con lui al bar sotto casa?

LUZZI. Sicuramente sarò andata a prendere un tramezzino, un cornetto.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Perché prima ha escluso categoricamente di essere mai entrata nei bar di via Nomentana.

LUZZI. Io ho escluso di frequentare il bar. Entravo e poi uscivo. Mi è stata fatta una domanda per chiedere se io conoscessi il bar Italia. Io non stavo lì tutto il giorno. Io entravo e uscivo, anche perché mio padre è nato lì, quindi sapevano che ero la figlia di Tullio.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). A noi interessa non tanto sapere cosa facesse lei al bar o quanto tempo si è intrattenuta al bar, ma semplicemente capire se lei ricorda il bar. Se uno entra in un bar, ricorda magari com’era il bar, chi lavorava nel bar.

LUZZI. Ma lei deve capire che sono passati tanti anni. Io non ricordo bene com’era questo bar. Sono passati troppi anni. Non si sta parlando di una cosa avvenuta dieci anni fa. Io capisco che magari qualcuno abbia una memoria fotografica, ma sono passati tanti anni. Che io ricordi, appena entrati c’era un bancone dove c’erano i cornetti e facevano i cappuccini. C’era un flipper in fondo, ma non ricordo proprio i dettagli.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Tornando a Mirella, lei ricorda che tipo era?

LUZZI. Era un po’ riservata, però noi ci incontravamo sempre sotto, ma lei era più piccola di me.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). La incontrava sotto in che senso? Nel cortile?

LUZZI. No. Magari usciva con la mamma e la salutavo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei mi ha detto che vi guardavate dal balcone. Quindi, c’era un cortile interno?

LUZZI. Sì. Un cortile interno, dove c’era una fontana e un magazzino, dove io credo vi fosse materiale elettrico, perché c’era un negozio. Quindi, credo che sia stato un magazzino del negozio. Io abitavo alla scala A e mio zio alla scala B, sullo stesso piano, al terzo piano. Ogni tanto, quando mi affacciavo, io le vedevo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Mirella era una ragazza che teneva al suo aspetto? Si truccava? Si vestiva in modo semplice o appariscente?

LUZZI. Eravamo tutti molto semplici. Si sta parlando di tanti, tanti anni fa. Adesso le ragazze di 15 anni sembrano molto più grandi, però le posso dire che eravamo tutti molto semplici.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei da chi ha saputo della scomparsa di Mirella?

LUZZI. Credo che me lo abbiano detto mio padre o mia madre. Comunque, quando succede una cosa, soprattutto in un condominio o un in un posto dove mia madre e mio padre sono nati, perché mia madre è nata a viale Regina Margherita, è normale che si venga a sapere. Era una cosa abbastanza importante.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Sempre per cercare di aiutarla con la memoria, lei ricorda dove si trovava quando ha saputo questa notizia? Perché comunque è una cosa abbastanza sconvolgente e traumatica, che solitamente uno ricorda negli anni.

LUZZI. Sinceramente, io non mi ricordo dove l’ho saputo. Se adesso lei mi chiede dove stavo e che cosa stessi facendo, non glielo posso dire, perché non me lo ricordo. Le direi una cosa per un’altra. Le posso dire che stavo seduta al tavolo in cucina, ma non è così purtroppo.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Il problema non è il tavolo della cucina, ma il tavolo della cucina di quale casa. Signora, lasciamo un attimo perdere la scomparsa di Mirella, con la quale lei non aveva questo grande rapporto, ma trovo difficile credere che lei non ricordi in quale anno ha cambiato casa.

LUZZI. Ma è davvero una cosa che non ricordo e sa perché? Perché per noi è stato un trauma. Nascendo noi in via Nomentana, quando abbiamo cambiato casa per noi è stato un grande trauma. Anche l’altro giorno l’ho chiesto a mia madre. Volevo sapere, volevo vedere dei documenti per dirvelo con esattezza, perché io non ho problemi nel dire se stavo a via Nomentana o in via Vitaliano Rotellini.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Basta chiedere al Comune. C’è una variazione di residenza, quindi è abbastanza semplice scoprire quando è avvenuto il cambio di casa.

Presidenza del Presidente ROSCANI

 LUZZI. Se lo avessi saputo, avrei chiesto al Comune. Comunque, la reazione, o a via Nomentana 91 o a via Vitaliano Rotellini 144, è la stessa: quando scompare una persona è normale che comunque ti dispiace e rimani sconvolta.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma noi non ci permetteremmo mai di mettere in discussione questa cosa. È semplicemente perché, se lei fosse stata ancora lì, potrebbe esserci utile, dicendoci se ha visto o ha sentito qualcosa e, soprattutto, cosa è successo dopo la scomparsa. Se lei non era lì, non sa di cosa stiamo parlando. Quindi, è proprio la base. Trovo abbastanza incredibile non ricordare quando si è cambiato casa, perché anche io ho cambiato casa che avevo circa venti anni e ricordo esattamente quando sono andata via da quella casa, quando sono entrata nell’altra. Nel frattempo, era morta mia nonna, io ero via per studio, sono tornata e mi sono ritrovata in una casa diversa.

LUZZI. Io proprio non me lo ricordo. Le direi una cosa per un’altra.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Chiederemo magari al Comune di Roma di dirci quando è avvenuto.

PRESIDENTE. Dispongo il passaggio in seduta segreta.

(I lavori procedono in seduta segreta dalle ore 15,03)

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 15,12).

 DE PRIAMO (FdI). Signora LUZZI, volevo approfondire il fatto che Mirella avesse il suo numero. Lei non se lo ricorda, ma per noi è un elemento molto importante. Per noi è importante capire perché, come per tanti altri elementi di Mirella, magari di altri numeri e di altre persone, per ricostruire un po’ la sua vita.

Adesso lei ci ha raccontato che il suo ex marito era un deejay e noi sappiamo che a Mirella Gregori piaceva andare in discoteca, come a tutti i ragazzi dell’epoca. Non è che magari questo potrebbe spiegare perché, vista effettivamente la differenza di età, Mirella avesse il numero di una vicina di casa più grande, con la quale, a quanto lei ci dice, non aveva neanche confidenza? Non è che lei le ha dato il numero o lei le ha chiesto il numero, magari per avere dei biglietti per andare in discoteca?

LUZZI. Assolutamente no. Di questo sono certa.

DE PRIAMO (FdI). Allora dovrebbe fare uno sforzo, perché io non credo che la Gregori potesse scrivere il suo nome senza motivo. Un motivo ci deve essere.

LUZZI. Perché lei abbia scritto il mio nome, non lo so. Per questo, quando ho ricevuto la convocazione, sono rimasta perplessa.

DE PRIAMO (FdI). Lei non lo sapeva? Non l’ha mai saputo?

LUZZI. No. Anche perché io non ho mai parlato con lei. Se avevo qualche contatto era con la sorella, che era più mia coetanea.

DE PRIAMO (FdI). Però il suo numero ce l’aveva Mirella.

LUZZI. Io non lo so perché avesse il numero mio. Di questo non ho idea.

DE PRIAMO (FdI). Rispetto al bar, io non ho capito bene una cosa. Lei prima diceva: non posso ricordarmi esattamente dove fosse posizionato il bancone del bar Italia. Però il bar se lo ricorda? Il bar in quanto tale?

LUZZI. Sì, era il bar sotto casa.

DE PRIAMO (FdI). Ognuno di noi ricorda dove andava a prendere un gelato da piccolo.

LUZZI. Io il gelato lo andavo a prendere a Fagiano o da Bartocci a Porta Pia, questo me lo ricordo.

DE PRIAMO (FdI). Quindi quello non era il bar che lei frequentava.

LUZZI. Magari scendevo pure, perché era il bar sotto casa, ma non mi fermavo.

DE PRIAMO (FdI). Io le chiedo se almeno ricorda chi c’era, chi lo gestiva.

LUZZI. Forse le persone della zona.

DE PRIAMO (FdI). Parlo delle persone dietro il bancone e dei proprietari. Lo chiedo perché uno dei dipendenti, un certo Calì, abitava nel suo condominio. Quindi, in teoria, lei poteva averlo visto sia al bar e poi anche entrare ed uscire da casa.

LUZZI. Io questo Calì di cui voi mi state parlando non l’ho mai sentito nominare. Non so neanche dove abitava. Voi dite nel mio condominio, ma io nel condominio non conoscevo questa persona.

DE PRIAMO (FdI). Se le dico i nomi Sonia De Vito e Fabio De Rosa, li conosce?

LUZZI. No.

DE PRIAMO (FdI). Tornando alle persone del condominio, prima le è stato chiesto già di alcune persone. Mi sembra che nessuno le abbia chiesto di tale Massimo Lucani.

LUZZI. No. Io ricordo i Giorgiantoni, che erano due miei amici e che conoscevo perché erano cugini della amica che veniva a scuola con me. Erano due fratelli, uno era più grande e uno forse era mio coetaneo.

DE PRIAMO (FdI). Erano nella stessa scala sua?

LUZZI. No, nella B.

DE PRIAMO (FdI). Invece della scala di Mirella non ricorda nessuno?

LUZZI. No.

ASCARI (M5S). Signora LUZZI, grazie della sua presenza, che davvero per noi è molto importante. Ho chiesto al Presidente se è possibile, poi esibirle alcune foto per aiutarla.

Chiedo, inoltre, il passaggio in seduta segreta.

PRESIDENTE. Dispongo il passaggio in seduta segreta.

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 15,17)

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 15,39)

 MORGANTE (FDI). Signora LUZZI, le chiedo solo alcune precisazioni. Alessandro era più piccolo di lei ed era più grande di Mirella. Lei esclude che Alessandro si sia mai intrattenuto nel cortile e quindi esclude che conoscesse Mirella o che Mirella conoscesse Alessandro?

LUZZI. Lo escludo.

MORGANTE (FDI). Mirella le ha mai chiesto di venire con lei in discoteca?

LUZZI. Assolutamente no.

MORGANTE (FDI). Lei sa se, all’interno del condominio, ci fossero delle persone in contrasto con la famiglia di Mirella?

LUZZI. Questo non lo so. La famiglia di Mirella era una famiglia normale, come la nostra. Andava d’accordo con tutti.

MORGANTE (FDI). Ricorda che rapporto c’era tra Mirella e la sorella?

LUZZI. Un rapporto normale tra sorelle. Magari qualche screzio, come poteva esserci tra me e mio fratello, ma non le ho mai viste litigare. Mi sembra che andassero d’accordo.

MORGANTE (FDI). Mirella era una ragazza semplice?

LUZZI. Sì.

MORGANTE (FDI). Si truccava? Sa se aveva la passione per il trucco?

LUZZI. No. Eravamo tutte molto semplici.

MORGANTE (FDI). Lei prima ha detto diverse volte che non frequentava il bar, però poi, alla fine, dopo alcune domande dei colleghi, non esclude di essere passata all’interno del bar Italia.

LUZZI. Io il bar non lo frequentavo. Se mi chiedete se frequentavo il bar, vi devo rispondere che non lo frequentavo, perché effettivamente non lo frequentavo. Se capitava di prendere un caffè, che neanche prendevo, una brioche o un succo di frutta lo prendevo.

MORGANTE (FDI). Sonia De Vito lei non la conosceva?

LUZZI. No.

MORGANTE (FDI). Ma era amica di Mirella e stava al bar Italia.

LUZZI. Ma io non ero amica di Mirella.

MORGANTE (FDI). Però la vedeva, eravate tutte nello stesso palazzo e giocavate insieme.

LUZZI. Va bene. Ma io questa Sonia De Vito non me la ricordo assolutamente.

MORGANTE (FDI). Concludo con una considerazione. Io sono rimasta colpita da una frase che lei ha ripetuto diverse volte. Quando le hanno chiesto qual era stata la sua reazione, soprattutto dove avesse appreso la notizia della scomparsa di Mirella, lei è rimasta un po’ fredda. Ora, è vero che sono passati tanti anni, ma è anche vero che, di fronte ad una notizia così drammatica quale quella della scomparsa di una amica o anche di una conoscenza, io penso che la cosa rimanga impressa.

LUZZI. Ma sicuramente avrò avuto qualche reazione. Adesso, però, non ricordo la reazione che abbiamo avuto.

MORGANTE (FDI). Ho appuntato la sua frase: “è normale che se ne parli”. Io, sinceramente, non ritengo che sia normale che se ne parli. Io credo che sia normale che una persona rimanga sconvolta per la vita.

LUZZI. E che cosa devo rispondere? Magari mi può dire che cosa dovevo rispondere.

MORGANTE (FDI). Io non posso certo suggerirle la risposta. Io trovo stranissimo che, di fronte alla scomparsa di una persona che lei ha visto per anni, di una conoscente, se non vuole definirla amica, all’interno del condominio, lei non ricordi dove si trovava quando ha appreso la notizia, non ricordi in che casa abitava e, soprattutto, non ricordi che reazione avete avuto. Lei aveva vent’anni. Io trovo poco credibile che lei non ricordi come ha reagito immediatamente.

LUZZI. Io non mi ricordo neanche se stavo lì.

MORGANTE (FDI). Ed io lo trovo molto strano. Visto che lei non si ricorda cosa facesse quarant’anni fa, di fronte a questa notizia così drammatica, io le chiedo che idea si è fatta oggi della scomparsa di Mirella.

LUZZI. Ancora non sappiamo cosa sia successo.

MORGANTE (FDI). Neanche noi lo sappiamo e questa è una Commissione che sta indagando per cercare la verità per Mirella, per la famiglia di Mirella, per Emanuela e per la famiglia di Emanuela. Quindi, io le chiedo che idea si è fatta della scomparsa di Mirella.

LUZZI. Non lo so.

MORGANTE (FDI). Non lo sa. Lei non si è fatta nessuna idea?

LUZZI. No.

PRESIDENTE. Prima ha parlato di un portiere. Mi ripete il nome?

LUZZI. Enzo.

PRESIDENTE. Aveva dei figli?

LUZZI. Sì.

PRESIDENTE. Più o meno di che età?

LUZZI. Non me lo ricordo.

PRESIDENTE. Quanti figli aveva?

LUZZI. Due, un maschio ed una femmina.

PRESIDENTE. Ci ha detto che forse non c’è più. Il cognome se lo ricorda?

LUZZI. Cara.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Volevo ritornare ai giri in discoteca, per aiutarla magari a recuperare un po’ di memoria. Il suo ex marito, allora fidanzato, aveva un nome d’arte?

LUZZI. No. Era il deejay Alessandro Sensini. Non era un deejay famoso. Era un ragazzo che iniziava a mettere musica.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi non compariva il suo nome sui manifesti delle discoteche?

LUZZI. Che io sappia no.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Solitamente, quando c’è un programma, anche se uno non è famoso, scrivono chi fa musica quella sera.

LUZZI. No. Assolutamente.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Però, lavorava in discoteca. Lei andava con lui quando lavorava o andava solo quando non lavorava?

LUZZI. Io andavo con delle amiche, anche quando lui lavorava.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ci può ricordare le discoteche dove lavorava?

LUZZI. Il New Life, in via XX Settembre, e ogni tanto andava al Piper.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). All’Image o al Viking?

LUZZI. No.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Solo queste due discoteche lei ricorda?

LUZZI. Lui ha lavorato in queste due discoteche. Poi, chiaramente, faceva delle serate fuori Roma. Queste altre due discoteche io non le ho mai sentite.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei andava in discoteca solo quando ci lavorava Alessandro?

LUZZI. Lo andavo a sentire ogni tanto, quando andavo con le amiche, perché mi pavoneggiavo di essere fidanzata con il deejay.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Tornando a Mirella, lei ha detto che era molto semplice. Quindi non si vestiva per attirare l’attenzione?

LUZZI. No.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Ma era una bella ragazza?

LUZZI. Molto carina. Come Antonietta. Erano graziose. Ragazze pulite.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi se la ricorda come una ragazza piacevole, carina.

LUZZI. Sì, me la ricordo come una ragazza con un bel visetto pulito.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quando lei aveva vent’anni, andava in discoteca il pomeriggio o andava già la sera?

LUZZI. Andavo il pomeriggio. La sera ogni tanto, di sabato sera.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, il suo fidanzato Alessandro lavorava di pomeriggio in discoteca?

LUZZI. Alessandro lavorava certe volte il pomeriggio e certe volte la sera.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei, anche se aveva già 21 anni, andava in discoteca di pomeriggio?

LUZZI. Sì, ma quelli di allora non sono i 21 anni di adesso. Parliamo sempre di quarant’anni fa, che sono tanti. Io potevo andare una volta di sabato sera, dopodiché basta. Non è che io frequentassi discoteche.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Lei ha mai incontrato qualcuno del suo palazzo o Mirella in discoteca la domenica pomeriggio?

LUZZI. Assolutamente no.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Io non sono di Roma. Le discoteche che lei ha citato, si trovano vicino o lontano da dove abitava allora?

LUZZI. Il New Life, che adesso non c’è più, stava in via XX Settembre. Quindi, vicino casa mia, a Porta Pia. Da casa mia, io andavo a piedi. Il Piper stava a piazza Tagliamento, comunque non lontano da casa.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Al New Life lei andava a piedi?

LUZZI. Certe volte a piedi, oppure con il motorino.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi usciva di casa ed andava verso Porta Pia. Superava Porta Pia e andava al New Life.

LUZZI. Esatto.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Questo la domenica pomeriggio o anche il sabato pomeriggio?

LUZZI. Alcune volte la domenica e certe volte il sabato.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). L’orario della discoteca qual era?

LUZZI. L’orario di solito era, il pomeriggio, dalle 16 alle 20. La sera si andava alle 21,30-22 ed a mezzanotte io andavo via.

PIROVANO (LSP-PSd’Az). Quindi, ogni pomeriggio, sia sabato che domenica, l’orario era non prima delle 16.

MORASSUT (PD-IDP). Lei ha detto di aver risentito o rivisto Maria Antonietta Gregori. Questo quando?

LUZZI. Forse dieci o dodici anni fa, perché doveva fare un vestito da cerimonia.

MORASSUT (PD-IDP). L’ha chiamata lei?

LUZZI. Sa che non mi ricordo come c’è stato questo contatto? Forse su Facebook? Io l’ho contattata anche quando ho ricevuto le vostre telefonate. Io l’ho contattata perché sinceramente ero rimasta un po’ basita.

MORASSUT (PD-IDP). Lei ha chiamato Maria Antonietta?

LUZZI. No. Siccome non ho il numero, ho provato su Facebook, tramite Messenger, dicendole: Maria Antonietta, mi hanno contattato. Mi puoi chiamare? Lei, però, non mi ha richiamato.

MORASSUT (PD-IDP). Però, se l’ha cercata, è presumibile che Maria Antonietta avesse il suo numero all’epoca.

LUZZI. Questo non lo so. Io so che lei è venuta da Clark e ha visto un vestito. Non mi ricordo come sono andate le cose. Le direi una cosa per un’altra. Non so se mi ha chiamato Antonietta, se ci siamo messe un like su Facebook. Questo io non me lo ricordo.

MORASSUT (PD-IDP). Questo suo numero viene dato ai Gregori, ma lei non lo ricorda.

LUZZI. Bisognerebbe chiederlo ad Antonietta.

MORASSUT (PD-IDP). Sì, ma il numero viene dato, non viene preso.

LUZZI. Se io potessi parlare con Antonietta e chiederglielo, potrei dire a voi per quale motivo avessero il mio numero. Anche perché io mi sono trovata coinvolta senza ragione, anche se è vero che abitavo lì.

MORASSUT (PD-IDP). Ma Mirella non poteva aver chiesto il numero alla sorella. Lo ha avuto da lei.

LUZZI. No, da me non l’ha avuto.

MORASSUT (PD-IDP). Sicuramente lo ha avuto da lei. Magari non se lo ricorda.  Presidente, devo chiedere il passaggio in seduta segreta.

PRESIDENTE. Dispongo il passaggio in seduta segreta.

(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 15,53)

(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 16,17)

 PRESIDENTE. Nel ringraziare la signora LUZZI, dichiaro chiusa la seduta informativa odierna.

I lavori terminano alle ore 16,18.

 

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