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2002 Gennaio-Dicembre. Emanuela Orlandi & Mirella Gregori

MIRELLA GREGORI – EMANUELA ORLANDI 

DIARIO DI UNA STORIA VERA

 2002

16 gennaio 2002

Il giudice Ferdinando Imposimato riceve una lettera proveniente dal Vaticano. Reca lo stemma della Guardia Svizzera, l’intestazione M. Tornay Cedric ed il numero 1-00120 Città del Vaticano del 15 gennaio 2002. L‘autore si firma “Cédric – il Piccolo Principe” e incoraggia il magistrato ad andare avanti nella sua volontà di fare chiarezza sul caso Orlandi. Nella lettera si dice che “don Alois” era perfettamente al corrente del “doppio rapimento” (Orlandi e Gregori), sapeva chi e perché l’aveva ordinato, per questo la sua cassaforte era stata ”visitata” nel 1991. La lettera allude a un certo don Stanislao, che sarebbe stato a conoscenza del fatto che Estermann aveva condotto per dieci anni un’inchiesta su entrambi i casi. L’autore prosegue rivelando che chi ha rapito Emanuela e Mirella è coinvolto anche nell’assassinio di Estermann, della moglie e di Tornay  ed è vicinissimo a un tale “don Camillo”.

«Caro giudice, ormai qui dentro tutti sanno di certi incontri con il papà della povera Emanuela. I nostri principi ne sono furibondi e angosciati, ma c’è tanta gente onesta che si aspetta la verità anche su questa brutta faccenda vaticana. Buona fortuna, giudice. Lei può essere tranquillo perché gli angeli custodi esistono. Don Alois sapeva tutto del doppio rapimento, del perché e di chi l’aveva ordinato. Per dieci anni aveva condotto un’inchiesta sui brutti misteri di casa. Lo sa bene don Stanislao. Tutto stava rinchiuso nella cassaforte del comando visitata da ignoti conosciuti nel 1997. Lui e doña Gladys avevano dei passati torbidi e tante cose da fare dimenticare. Giocando col fuoco vivevano entrambi nella paura, ma la scelta l’avevano fatta. I discepoli sono passati vicino alla verità… Il rapitore delle ragazze è tuttora in Vaticano, vicinissimo a don Camillo, che anche lui sa tutto ma non può dire nulla. E l’esecutore materiale c’entra con la fine tragica del comandante e della moglie. Ma è lui ad avere condotto la cosiddetta inchiesta… Chi ha colpito e sparato galleggia tranquillo sopra le indagini di corte cucite a mano. Il Vaticano è un covo di bugiardi e di manipolatori e mestatori, e molti sanno già che c’è dentro una centrale di potere occulto anche assassino. Il papa è un ostaggio cosciente ma privo di volontà e la sua malattia non c’entra con la sua continua passività. Dal 1982 ha capito il significato della pia dipartita del predecessore. Viaggia viaggia per dimenticare e fra breve farà un altro viaggio. Lo so bene io. Quanto a me, certo mi hanno ucciso ma non sono morto. Un giorno sarà saputo da tutti che non ho ucciso nessuno. Certo pretendevo onestà, umanità e giustizia nella guardia, ma non ho avuto nessun raptus di follia. Non ho mai pensato di uccidere qualcuno e tanto meno di lasciare questa vita. All’epoca ero ancora troppo giovane e non ho capito di essere stato trascinato in una trappola mortale. Non rimpiango niente perché questo era il mio dovere. Ho accettato ma le assicuro che la mia morte fisica non rimarrà inutile. Questa volta il tempo lavora per la verità e un giorno il mondo saprà finalmente che Emanuela, Mirella e io siamo le vittime innocenti di giochi di potere. Qui nel cuore della Chiesa, siamo le vittime di giocatori mascherati da servitori del Cristo Signore. Caro giudice, lei deve continuare di scavare nel pozzo di San Pietro dove troverà il filo rosso che collega tra di loro tutti i misteri vaticani. Così farà opera di giustizia fuori da tribunali controllati da qualchi [rectus qualche] potenti di questo mondo per la loro comodità. Coraggio, giudice, sarò sempre qui vicino a osservare la scena nell’attesa che si compia la giustizia vera che è semplicemente la verità. Rimarrà ceco [rectus cieco] chi crede nella guida dei cechi [rectus ciechi]. Dio non è sordo ed insieme cadranno nel fosso definitivo. Cédric il piccolo principe».

 

3 gennaio 2002

Il procuratore aggiunto di Roma, Italo Ormanni e il sostituto procuratore Minutolo, titolari dell’inchiesta sul teschio ritrovato nella chiesa di San Gregorio VII, incaricano i Carabinieri del RIS di Parma di effettuare l’esame del DNA per verificare l’eventuale compatibilità con Emanuela Orlandi. I risultati degli specialisti del RIS smentiscono la precedente perizia di due docenti dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Roma; quest’ultima si basava esclusivamente su dati bioantropologici, poiché non è stato possibile sottoporre il reperto all’analisi genetica. Grazie all’esame del DNA, i Carabinieri accertano che il teschio non appartiene a una donna di età compresa tra i 25 e i 35 anni (morta circa 25 anni prima del ritrovamento), bensì a un individuo di sesso maschile. La Procura di Roma dispone l’archiviazione del caso.

 

Teschio
L’Unità del 4 gennaio 2002

 

12 febbraio 2002

Nel corso delle indagini per l’omicidio di Calvi, il generale Francesco Delfino, all’epoca capo del Sismi a Bruxelles, dichiara ai pubblici ministeri Monteleone e Tescaroli: «Nella borsa di Calvi vi erano anche altri documenti importanti come la “lista dei 500”, vale a dire la lista delle persone alle quali erano stati restituiti tutti i depositi con i relativi interessi, prima che la Banca privata finanziaria fosse dichiarata fallita e che Sindona partisse per l’America. Si trattava di persone che rivestivano cariche politiche, industriali e altre persone importanti. Questo mio intimo convincimento mi ha portato a ritenere che l’uccisione di Calvi sia stata causata anche dal proposito degli assassini di impossessarsi di quei documenti nella disponibilità di Calvi, per poterli utilizzare al fine del ricatto».

 

15 febbraio 2002

Ferdinando Imposimato incontra nuovamente l’ex agente STASI Günter Bohnsack. Bohnsack conferma che la lettera di minacce del 13 febbraio 1985 al giudice Martella è stata scritta dalla STASI su richiesta dei bulgari, per creare depistaggio attribuendo il fatto ai Lupi Grigi e chiedere la liberazione di Alì Agca e dei suoi amici. Il rapporto contro il magistrato è fornito dai servizi bulgari per intimidirlo e lo lascerà intendere, senza pronunciarsi in modo netto, anche il Generale Markus Wolf che la lettera è stata scritta dalla STASI.

 

13 maggio 2002

Nicola Cavaliere riveste la poltrona di Questore di Roma (dal 1981 al 1985 ricopriva il ruolo di dirigente della squadra mobile di  Roma e successivamente, fino al 1990, vice dirigente della squadra mobile di Roma fino a quando ne divenne il capo).

 

24 maggio 2002

Per la prima volta nella storia il papa visita la Bulgaria. Durante il suo viaggio Giovanni Paolo II incontra a Sofia il presidente della Repubblica, il Patriarca ortodosso Maxim e il Santo Sinodo. In quel giorno di festa nazionale per i Santi Cirillo e Metodio, il Papa parla di pace e di unità tra cristiani. La visita aiutò a distendere i rapporti diplomatici e mediatici legati alle vecchie ombre sull’attentato al Papa del 1981.

 

11 aprile 2002

I legali della signora Baudat, mamma di Cedric Tornay, Jaques Vergès e Luc Brossolét spediscono una istanza  di riapertura dell’inchiesta a Giovanni Paolo II. La loro domanda viene respinta, il 17 aprile 2002, dal presidente della Corte d’Appello del Vaticano,  monsignor  Francesco  Bruno.

 

20 aprile 2002

L’Ufficio del Pubblico Ministero, nella persona della Dottoressa Lucia Lotti, trasmette al Responsabile della Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato, “copia degli atti utili” in riferimento al procedimento sulla scomparsa di Emanuela Orlandi pregando di “voler procedere allo svolgimento delle seguenti attività:”

  • Acquisire ogni utile e approfondita informazione sulla persona di Raoul Bonarelli nato a Roma il ////, comprese le utenze fisse e mobili a lui intestate o in uso, eventuali frequenti viaggi all’estero o soggiorni o proprietà in località fuori dalla provincia di residenza;
  • Identificare e acquisire ogni utile informazione sulla persona di Magnesio Pierluigi (all’epoca dei fatti coetaneo ed amico della Orlandi comprese le utenze fisse e mobili a lui intestate o in uso, l’attività lavorativa svolta in questi anni;
  • Approfonditi accertamenti su Magnani Roberto (dall’utenza a lui in uso partirà la telefonata diretta alla trasmissione “telefono giallo” nell’ottobre del 1987, nella quale l’interlocutore chiedendo di parlare con l’avvocato Egidio presente in trasmissione, indicava il codice “158”, codice precedentemente fornito da una persona nel luglio del 1983 otteneva una linea riservata in Vaticano –pag. 2 ord. di stralcio- inoltre sembrerebbe che lo stesso interlocutore abbia fatto sentire allo zio della ragazza brani che riproducevano la voce di Emanuela facendo anche riferimento al nome “Pierluigi”;
  • Escutere il Sig. Sanbuco (o Sambuco) Alfredo all’epoca (22.6.1983) Vigile Urbano in servizio presso piazza Madama sulle dichiarazioni precedentemente rese e sul particolare dell’”Avon”;
  • Escutere come al punto che precede, Bosco Bruno, all’epoca (22.6.1983) Appuntato di Polizia in servizio in piazza Madama.

Richiesta info Bonarelli bosco sambuco magnesio magnani

 

30 maggio 2002

Il Funzionario Responsabile Vice Questore Aggiunto della Sezione di Polizia Giudiziaria, Dr. Luigi Donato  risponde all’istanza presentata dal Pubblico Ministero Lucia Lotti in data 20 aprile 2002 comunicando l’esito degli accertamenti svolti sulle persone di Bonarelli Raoul, Magnesio Pierluigi e Magnani Roberto ma si riserva di effettuare ulteriori adempimenti tra cui “ […] corre l’obbligo di segnalare che si e appreso, in via confidenziale che Bonarelli Raoul si sta’ attivando e sta’ prendendo contatti al fine di ottenere un’importante e prestigiosa promozione, che lo porterebbe ai vertici della Gendarmeria Vaticana. Per raggiungere tale obiettivo confiderebbe del fatto che da quasi vent’anni sarebbe custode di un segreto direttamente attinente con la sorte di Emanuela Orlandi“.

Poiché dall’esame degli atti relativi all’indagine a suo tempo svolta sul caso Orlandi, custoditi presso codesta segreteria e dall’ascolto delle intercettazioni telefoniche al tempo dei fatti effettuate sull’utenza fissa di Bonarelli, appare evidente che il predetto, in base a ordini impartitigli da superiori gerarchici, celasse sia alle forze dell’Ordine che ai giudici requirenti quanto a sua conoscenza sulla vicenda Orlandi, si chiede alla S.V., alla luce dell’importanza che assumono oggi tale conoscenze per ottenere l’ambita promozione, di voler valutare l’opportunità di sottoporre a intercettazione telefonica l’utenza corrispondente all’abitazione di Bonarelli.

 

06 luglio 2002

I legali della famiglia Tornay insinuano che il Comandante delle guardie svizzere Alois Estermann e sua moglie sarebbero state eliminate per un intrigo che lega il duplice delitto all’attentato al papa e alla scomparsa di Emanuela Orlandi.

 

15 luglio 2002

Il Pubblico Ministero Lucia Lotti esaminati gli atti e l’intero fascicolo delle indagini inerente la scomparsa di Orlandi Emanuela e Gregori Mirella, iscrive sul Registro Generale Notizie di Reato a Modello 21 il nome di Raoul Bonarelli perché indagato e ritenuto responsabile per l’ipotesi di reato art. 110, 630, 378 c.p..

 

20 luglio 2002

Corriere della Sera del 20 luglio 2002

 

06 ottobre 2002

Il fondatore dell’Opus Dei, José Maria Escrivà de Balaguer, amico e consigliere  del  dittatore Francisco  Franco, proclamato  beato  nel  1992, viene  canonizzato da Giovanni Paolo II e ricordato con queste parole: “San Jose-María fu scelto dal Signore per annunciare la chiamata universale alla santità e per indicare che la vita di tutti i giorni, le attività comuni, sono cammino di santificazione. Si potrebbe dire che egli fu il santo dell’ordinario”.

 

18 ottobre 2002

Viene ucciso a Ostia Polo Frau, membro della Banda della Magliana e fedelissimo di Enrico De Pedis.

 

30 ottobre 2002

Il Giudice Corrado Carnevale viene assolto in Cassazione dalle accuse di associazione mafiosa.

 

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