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1996 Gennaio Dicembre. Emanuela Orlandi Mirella Gregori

MIRELLA GREGORI – EMANUELA ORLANDI 

DIARIO DI UNA STORIA VERA

16 gennaio 1996

Il turco Celik viene consegnato alle autorità elvetiche, che ne avevano richiesto l’estradizione, per traffico di droga.

14 febbraio 1996

Viene nominato Rettore della Basilica di S. Apollinare il Rev. Don Marco Porta.

28 marzo 1996

Il senatore leghista Erminio Boso, vicepresidente del Comitato di Controllo sui Servizi di Sicurezza avanza l’ipotesi che Simonetta Cesaroni sia stata uccisa perché aveva scoperto importantissimi documenti che contengono rivelazioni sconvolgenti sia sulla tratta delle bianche che sulla scomparsa di Emanuela. Per dare corpo alla sua teoria, secondo cui anche le indagini sull’assassinio di Simonetta Cesaroni siano state depistate, il senatore sottolinea che, in base a una prima perizia del computer su cui lavorava Simonetta, l’ora del delitto era stata fissata alle ore 16 e 37, cioè il momento esatto in cui era stato acceso. Orario che rendeva inattaccabili parecchi alibi. Una seconda perizia, però, stabilì che non era assolutamente possibile risalire all’orario preciso del delitto, perché il computer non era dotato del dispositivo di inserimento automatico dell’ora di accensione. Quindi, Boso mette in evidenza che alcuni membri della società che eseguirono la prima perizia erano legati ai servizi segreti. Presenta anche una interrogazione parlamentare ma l’episodio non otterrà riscontri significativi.

27 maggio 1996

Viene notificata a Raoul Bonarelli la convocazione a comparire presso il Tribunale Penale di Roma nell’ambito del procedimento penale contro ignoti imputati per il sequestro di persona in danno di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori per il giorno 30 maggio 1996. L’Ufficio procede alla nomina d’ufficio del difensore nella persona dell’avvocato Luigi Fischetti.

30 maggio 1996

Alle ore 11.00, presso il Tribunale di Roma, avanti al Giudice Istruttore Dottoressa Rando, compare a Processo Verbale di interrogatorio dell’imputato o indiziato di reato, Raoul Bonarelli dipendente della Città del Vaticano Corpo di Vigilanza. Contestatogli il fatto che gli è attribuito, facendogli noti gli elementi di prova contro di lui esistenti, ed invitato a discolparsi, risponde: “prendo atto delle ragioni della odierna convocazione e in particolare dell’esigenza rappresentatami dall’Ufficio di contestarmi gli esiti di una conversazione telefonica intercettata in data 12/10/1993 a ridosso della mia precedente convocazione in qualità di testimone. Prendo atto altresì del fatto che la fonte degli accertamenti che mi riguardano deve essere processualmente individuata nelle personali ricerche svolte dalla Sig.ra Gregori in epoca successiva alla scomparsa della propria figliola Mirella ricerche che poi sono stata indirizzate sulla mia persona. In ordine alla telefonata in questione devo dire che ho conversato con il mio dirigente al quale ho ritenuto di dover riferire che ero stato convocato dal GI in qualità di testimone con riferimento alla vicenda Orlandi. [NdA Bonarelli omette sempre di dire che nel  Decreto di citazione n. 1147/85 A G.I. emesso l’11 ottobre 1993 dal Giudice Istruttore Adele Rando è chiaramente scritto  per essere inteso come testimonio nel procedimento penale contro ignoti imputati di sequestro di persona in danno di Orlandi Emanuela e Gregori Mirella“ e non soltanto su Emanuela Orlandi!]. Prendo atto delle circostanze che mi rappresenta la S.V.: e cioè in particolare del fatto che alcune frasi pronunciate dal mio interlocutore telefonico di cui non intendo spendere il nome in questa sede e da me stesso possono sembrare ispirate dall’esigenza di non dire o comunque di non far trapelare determinate circostanze inerenti alla vicenda Orlandi; prendo atto in particolare che la frase pronunciata dal mio interlocutore: “non dirlo che è andata alla Segreteria di Stato” possono interpretarsi come una raccomandazione al silenzio. Sul punto smentisco decisamente tale interpretazione infatti si trattava di una telefonata in cui effettivamente manifestavo preoccupazione proprio perché estraneo alla vicenda nonché all’oscuro di fatti che potessero interessare l’ufficio mentre il mio interlocutore si limitava semplicemente ad incoraggiarmi, sottolineando appunto che nulla di utile potevo riferire perché nulla sapevo. Prendo atto altresì dell’ulteriore circostanza per la quale non sembrerebbe logica da parte dell’interlocutore telefonico la raccomandazione di non dire che della cosa si era occupata la Segreteria di Stato, giacché nell’immediatezza della scomparsa di Emanuela Orlandi il Vaticano si attivò pubblicamente per favorire i contatti tra i sequestratori e la famiglia. Sul punto devo dire che si è trattato semplicemente di una banale confusione fatta dal mio interlocutore che non ricordava dato il tempo trascorso che tale circostanza era di pubblico dominio. Ribadisco quanto già deposto davanti alla S.V. nell’ottobre del 93 sottolineando che non ho nessun elemento utile da riferire all’Ufficio”.

23 luglio 1996

 Davanti alla Corte d’Assise di Roma, che contraddice i precedenti colleghi tra cui l’ammazzasentenze Corrado Carnevale, si conclude il processo di primo grado alla banda della Magliana. Le accuse vanno dall’omicidio all’estorsione, al traffico di stupefacenti, all’associazione mafiosa.

06 agosto 1996

Huidobro Vega Pedro, rettore della Basilica di S. Apollinare dal dicembre 2005, interrogato il 17 dicembre 2009 da Giancarlo Capaldo e Simona Maisto, produce tre comunicati stampa redatti nel 1996, 1997 e 2005 relativi alla sepoltura dei Enrico De Pedis nella chiesa. Vediamo quello relativo all’anno di cui ci occupiamo:

Alcune informazioni su di una sepoltura nella cripta di S. Apollinare

  1. Qualche tempo prima che la basilica fosse affidata alla Prelatura, nella cripta si S. Apollinare è stato sepolto un uomo (Enrico De Pedis), ucciso con un colpo di arma da fuoco. Sembra che fosse implicato nella “banda della Magliana”. Furono i parenti a sollecitare il permesso alle autorità ecclesiastiche, adducendo come motivo il desiderio di poter visitare spesso e con serenità la tomba. Tuttora vengono con frequenza settimanale; si comportano in modo corretto.
  2. Nelle scorso mese di ottobre due ispettori della Digos hanno chiesto di effettuare un sopralluogo nella Cripta, spiegando che su mandato dell’autorità giudiziaria stavano investigando nell’ambito dei processi collegati con la banda della Magliana. Con l’occasione, confermarono di aver trovato in regola la documentazione relativa alla sepoltura.
  3. Il 10 giugno scorso un giornalista ha chiesto di parlare con Marco Porta; si è presentato come un “free-lance” interessato a scrivere un articolo sulla “banda della Magliana” e ha chiesto conferma della presenza della tomba. Marco ha preferito non rispondere subito alle domande, suggerendogli di presentarle per iscritto, cosa che poi non ha fatto. Due giorni dopo un giornalista e un fotografo hanno chiesto al custode della Basilica di visitare la Cripta: non è stato loro consentito.
  4. Il 24 luglio scorso Giuseppe Gerola e Marco Porta hanno incontrato, per tutt’altro motivo, il segretario del Card. Ruini, durante la conversazione, il segretario ha accennato a qualche preoccupazione relativa alla sepoltura; ha aggiunto anche, seppur in tono scherzoso, che sarebbe spiacevole per noi che qualche giornalista pubblicasse una notizia sulla tomba, collegandola al fatto che la Basilica è affidata all’Opus Dei. Gli abbiamo ricordato che la sepoltura risale a quando era rettore Mons. Vergari, cosa di cui era a conoscenza. Ha concluso il discorso dicendo che, ad ogni modo, l’ideale sarebbe che, una volta calmate le acque dopo la conclusione del processo, la salma venisse traslata in un cimitero. (Roma, 6 agosto 1996 don Marco Porta).

 14 settembre 1996

Il turco Celik viene consegnato dalle autorità elvetiche alla Turchia perché nel suo paese deve rispondere di alcuni reati, tra cui aver partecipato all’omicidio del giornalista Abdi Ipekçi e aver aiutato Agca a evadere dal carcere di Kartal Maltepe nel 1979.

15 ottobre 1996

A firma dell’avvocato Francesco Palermo sull’avviso a pagamento n. S-22767 pubblicato nel Foglio delle Inserzioni della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 252 del 26 ottobre 1996 si legge: Richiesta di dichiarazione di morte presunta (1^ pubblicazione). L’Avv. Francesco Palermo, con studio in Roma, via Volturno 7, chiede la inserzione per estratto della istanza presentata al Tribunale civile di Roma per la dichiarazione di morte presunta di Gregori Mirella scomparsa dalla propria abitazione di via Nomentana n. 91 il giorno 7 maggio 1983. Chiunque abbia notizie della comparsa dovrà farle pervenire al Tribunale di Roma nel termine di sei mesi dall’ultima pubblicazione.

Successivamente con avviso C-29661 si rettifica l’ultima frase con “chiunque abbia notizie della scomparsa dovrà farle pervenire…

23 ottobre 1996

Il tribunale di Roma, letti gli atti processuali, autorizza l’intercettazione delle conversazioni sull’utenza di Raoul Bonarelli di via Alessandria per la durata di 15 giorni (dalle 10,02 del 24 ottobre il telefono è sotto controllo).

03 novembre 1996

In un incidente sulle strade della Turchia muore a 40 anni Abdullah Çatli. Il suo nome compare più volte nella vicenda di Emanuela Orlandi e in quella dell’attentato al papa senza emergere però responsabilità a suo carico. Ricercato dall’Interpol, viaggia a bordo di una Mercedes nera che si scontra con un TIR, l’incidente avviene a Susurluk, sulla strada da Smirne a Bursa, a circa centocinquanta chilometri da Istanbul. Çatli ha con sé documenti diplomatici speciali e sei carte di identità ciascuna con un nome diverso. Tra i rottami della Mercedes si trova un autentico arsenale: due pistole militari da nove millimetri, una Beretta calibro ventidue con due silenziatori, otto caricatori, 177 proiettili, due pistole automatiche MP5.

 Sull’auto non è solo. Con lui muore la sua compagna, Gonca Us, ventotto anni, ex regina di bellezza. La circostanza singolare è che a bordo della Mercedes oltre a un ricercato ci fossero anche un alto funzionario di polizia e un deputato di uno dei partiti al governo. Fra le lamiere muore infatti Huseyn Kocadag, quarantasette anni, alto responsabile di unità antiguerriglia e soltanto ferito invece è Sedat Bucak, trentasei anni, curdo, deputato del Parlamento turco e capo di un’organizzazione militare curda, finanziata secondo opinione corrente dal governo turco per contrastare la guerriglia del PKK. Ai funerali di Çatli la corona più grande è quella di Oral Çelik.

04 novembre 1996

Alle ore 11.35, presso il Tribunale di Roma, avanti al Giudice Istruttore Dottoressa Rando, compare a Processo Verbale di interrogatorio dell’imputato o indiziato di reato, Raoul Bonarelli il quale: “confermo le precedenti dichiarazioni da me rese in data 30/5/96 rispetto alle quali non ho nulla da aggiungere o modificare. Prendo atto di quanto emerge dal contenuto della conversazione 25/10/93 ore 14 della cui sintesi ricevo lettura dalla S.V. avuto specifico riguardo alla parte in cui dico  che avrei chiesto al Cardinale la cittadinanza o comunque la tutela dell’abitazione. sul punto preciso che mi determinai a tali dichiarazioni in quanto seriamente preoccupato per i fatti che stavano accadendo che tra l’altro mi sovraesponevano in ragione del lavoro da me svolto e nei quali non ero assolutamente implicato come peraltro ho già fatto ripetutamente presente all’Ufficio.

Prendo atto altresì della telefonata 13/10/93 intercorsa tra me e mia moglie nella parte in cui ipotizzo che l’uomo di cui parlava la Sig.ra Gregori poteva essere uno della vigilanza interna della Parrocchia istituita in occasione della visita del Pontefice presumibilmente da alcuni parrocchiani: sottolineo che tra l’altro si trattava solo un’ipotesi avendo io scartato categoricamente la frequentazione del Bar Gregori dove la signora avrebbe potuto vedermi. [NdA nessuno gli fa notare che però il Bar era quello dei De Vito].

Conversazione Bonarelli del 13/10/1993 ore 14,27

08 novembre 1996

Scaduto il termine per le operazioni di intercettazione telefoniche e considerato che le stesse hanno dato esito negativo non essendo emersi elementi utili per il procedimento penale, hanno termine le ricezioni telefoniche sull’utenza di Raoul Bonarelli.

——- SEZIONE IN CONTINUO AGGIORNAMENTO ——-

 

 

 

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4 Risposte a “1996 Gennaio Dicembre. Emanuela Orlandi Mirella Gregori”

  1. Cliccando sull’immagine che tratta l’anno successivo si apre la stessa e non la pagina a cui dovrebbe portare.
    Grazie!

  2. Non ho più sentito parlare della commissione parlamentare d’inchiesta, ma ha iniziato le audizioni
    testimoniali sui fatti ???
    Ci sono speranze che qual’osa si muova ???
    Ci sono attualmente delle indagini in corso e se sì a che punto sono ??? ci sono novità rilevanti ???

    Grazie !!!

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