COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA
sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori
46^ seduta: giovedì 22 maggio 2025
Audizione di Angelo Rotatori e Tommaso Bisignani
all’epoca dei fatti rispettivamente amico della comitiva di Azione Cattolica frequentata da Emanuela Orlandi e compagno di classe di Emanuela Orlandi al Convitto nazionale.
Sigle dei Gruppi parlamentari del Senato della Repubblica: Civici d’Italia-Noi Moderati (UDC-Coraggio Italia-Noi con l’Italia-Italia al Centro)-MAIE: Cd’I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE; Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE: FI-BP-PPE; Fratelli d’Italia: FdI; Italia Viva-Il Centro-Renew Europe: IV-C-RE; Lega Salvini Premier-Partito Sardo d’Azione: LSP-PSd’Az; MoVimento 5 Stelle: M5S; Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista: PD-IDP; Per le Autonomie (SVP-PATT, Campobase): Aut (SVP-PATT, Cb); Misto: Misto; Misto-ALLEANZA VERDI E SINISTRA: Misto-AVS; Misto-Azione-Renew Europe: Misto-Az-RE.
Sigle dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati: FRATELLI D’ITALIA: FDI; PARTITO DEMOCRATICO -ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA: PD-IDP; LEGA -SALVINI PREMIER: LEGA; MOVIMENTO 5 STELLE: M5S; FORZA ITALIA -BERLUSCONI PRESIDENTE -PPE: FI-PPE; AZIONE-POPOLARI EUROPEISTI RIFORMATORI-RENEW EUROPE: AZ-PER-RE; ALLEANZA VERDI E SINISTRA: AVS; ITALIA VIVA-IL CENTRO-RENEW EUROPE: IV-C-RE; NOI MODERATI (NOI CON L’ITALIA, CORAGGIO ITALIA, UDC, ITALIA AL CENTRO)-MAIE: NM(N-C-U-I)-M; MISTO: MISTO; MISTO-MINORANZE LINGUISTICHE: MISTO-MIN.LING.; MISTO-+EUROPA: MISTO-+EUROPA.
Intervengono il signor Angelo Rotatori, amico della comitiva di Azione Cattolica frequentata da Emanuela Orlandi, e il signor Tommaso Bisignani, compagno di classe di Emanuela Orlandi al Convitto nazionale.
Sono presenti inoltre, quali collaboratori della Commissione, ai sensi dell’articolo 23 del Regolamento interno, l’avvocato Michele Antognoni, l’avvocato Alessandro Cardia, la dottoressa Laura Capraro, il dottor Giuseppe De Martino, il giornalista Valter Delle Donne, il dottor Franco Ionta, l’avvocato Carmen Manfredda, il dottor Giuliano Mignini, il dottor Tommaso Nelli, l’avvocato Simone Pacifici, l’avvocato Vittorio Palamenghi, il dottor Guido Salvini, l’avvocato Claudio Santini, il signor Augusto Scacco, il dottor Vincenzo Vecchio e il colonnello Massimiliano Vucetich, nonché i Vice questori aggiunti della Polizia di Stato dottoressa Pamela Franconieri e dottor Giuseppe Paglia, il Maresciallo Maggiore dell’Arma dei carabinieri Roberto Tomassi e il Maresciallo Capo dell’Arma dei carabinieri Giuseppe Andrisano.
I lavori iniziano alle ore 14,07.
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
PRESIDENTE. Comunico che della seduta odierna sarà redatto il resoconto stenografico e che, ai sensi dell’articolo 12, comma 5, del Regolamento interno, la pubblicità dei lavori sarà inoltre assicurata attraverso l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso per la parte relativa alle audizioni. Ai sensi del comma 6 del già citato articolo 12, apprezzate le circostanze, mi riservo di disporre l’interruzione anche solo temporaneamente di tale forma di pubblicità.
Ricordo, inoltre, che gli auditi rispondono delle opinioni espresse e delle dichiarazioni rese e che possono richiedere in qualsiasi momento alla Commissione la chiusura della trasmissione audio-video e la secretazione dell’audizione o di parte di essa, ove ritengano di riferire fatti o circostanze che non debbano essere divulgati.
Infine, ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del Regolamento interno, la Commissione, su richiesta del Presidente o di due componenti, può deliberare di riunirsi in seduta segreta tutte le volte che lo ritenga opportuno.
Ricordo, altresì, che, ai sensi dell’articolo 19, comma 8 del Regolamento interno, i Commissari e tutti coloro che a vario titolo collaborano con la Commissione sono obbligati all’osservanza del segreto e a non divulgare informazioni e documenti di cui siano venuti a conoscenza nel corso dell’attività di inchiesta.
Poiché non vi sono osservazioni, così resta stabilito.
PROCEDURE INFORMATIVE
Audizione di Angelo Rotatori
PRESIDENTE. L’ordine del giorno prevede, al primo punto, l’audizione del signor Angelo Rotatori, amico della comitiva di Azione Cattolica frequentata da Emanuela Orlandi.
Ringrazio il signor Rotatori, a nome di tutta la Commissione, per la presenza e anche per la immediata disponibilità rispetto a questa audizione. Come da prassi, darò la parola in prima battuta all’ audito perché possa presentarsi, soprattutto in relazione alla natura della sua conoscenza con Emanuela Orlandi all’epoca dei fatti e della vicenda più in generale. A seguire, entreremo nel vivo dell’audizione, con le domande del sottoscritto e dei colleghi.
ROTATORI. Buongiorno a tutti. Mi chiamo Angelo Rotatori ed all’epoca ero amico di Emanuela all’interno del gruppo dell’Azione Cattolica del Vaticano. Svolgevamo attività per quanto riguarda il teatro e la beneficenza. Ci trovavamo sempre dentro la parrocchia di Sant’Anna dalle suore francescane e lì svolgevamo la nostra attività.
PRESIDENTE. Lei, quindi, frequentava l’Azione Cattolica Sant’Anna. Da quando esattamente?
ROTATORI. Ero piccolo. Vado a memoria, perché è passato molto tempo: avevo 10 o 11 anni.
PRESIDENTE. Tra coloro che facevano parte di questa comitiva, con chi aveva maggiormente legato? Chi ricorda come componente di questa comitiva?
ROTATORI. Eravamo tanti. Ricordo Andrea Bevilacqua, la sorella di Emanuela, Maria Cristina Orlandi, Gabriella e Paola Giordani, Gaetano Palese, Paola Greco.
PRESIDENTE. Tra questi, chi erano i suoi amici più stretti?
ROTATORI. Andrea Bevilacqua e Gaetano Palese.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda Emanuela Orlandi, che tipo di conoscenza c’era e com’era iniziata?
ROTATORI. Con Emanuela c’era un rapporto abbastanza carino. Collaboravamo, come ben sapete, anche in diversi spettacoli teatrali. Lei era sempre disponibile, però ci vedevamo solo all’interno di questa associazione. Sporadicamente volta qualche uscita, ma poche.
PRESIDENTE. A sua memoria, in questa comitiva, Emanuela con chi era più legata?
ROTATORI. Sempre con la sorella, forse con Paola Giordani, anche con Gabriella e Gaetano: un po’ tutti.
PRESIDENTE. Come se la ricorda Emanuela come carattere e come persona?
ROTATORI. Come carattere, era un tipo molto socievole, però nello stesso tempo non dava confidenza a chiunque. Si doveva fidare per dare confidenza.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda gli educatori, chi erano?
ROTATORI. La sorella Natalina era un’educatrice. Poi c’era il marito Andrea Ferraris.
PRESIDENTE. Ricorda Alessandro De Angelis?
ROTATORI. Sì. C’era anche un sacerdote, ma sinceramente adesso il nome non me lo ricordo.
PRESIDENTE. Poteva essere don Civitillo? Era un sacerdote giovane o anziano?
ROTATORI. Era giovane, ma ora non ricordo.
PRESIDENTE. Era italiano?
ROTATORI. Sì, era un agostiniano.
PRESIDENTE. Con la famiglia di Emanuela Orlandi, a parte la sorella, lei aveva rapporti con altri membri della famiglia? Era mai stato a casa di Emanuela?
ROTATORI. Sì, una volta o due sono stato a causa di Emanuela. Conosco la mamma Maria. Però, sporadicamente: sarà capitato una volta o due.
PRESIDENTE. Nell’ultimo periodo, proprio prima della sua scomparsa, Emanuela frequentava di più la comitiva o di meno? Ha qualche ricordo relativo all’ultimo periodo?
ROTATORI. Forse nell’ultimo periodo un po’ di meno, perché studiando flauto si dedicava più allo studio dello strumento. Sì, c’è stato un breve periodo in cui ha frequentato un po’ di meno, ma non tanto.
PRESIDENTE. Pierluigi Magnesio se lo ricorda?
ROTATORI. Sì.
PRESIDENTE. Però prima non l’ha citato. Lui risulta essere molto presente nella comitiva. Lei sapeva di un rapporto di amicizia abbastanza stretto di Pierluigi Magnesio con Emanuela?
ROTATORI. Sapevo di un rapporto d’amicizia. In che senso stretto?
PRESIDENTE. Come di una persona un po’ più vicina a lei.
ROTATORI. Non mi risulta.
PRESIDENTE. A lei non risulta. Neanche dal punto di vista di Pierluigi stesso?
ROTATORI. Per quanto mi riguarda, no.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda i giorni precedenti, che cosa accadde? Ci sono degli episodi che lei dovrebbe ricordare.
ROTATORI. Vado a memoria, non so darle una data precisa. Una delle poche volte che ci vedevamo, avevamo appuntamento fuori dal Vaticano, a Porta Sant’Anna, dove c’è la chiesa di Sant’Anna. Dovevamo andare a vedere un locale che si chiamava GiocaGiò, che si trovava in viale Giulio Cesare. Quindi, dovevamo attraversare piazza Risorgimento, fare tutta via Ottaviano e lì c’era questo locale, che a quel tempo era una novità, una sala giochi. Quando Emanuela uscì dal Vaticano, un po’ dopo, ricordo due persone davanti a noi che ci guardavano.
PRESIDENTE. Dopo essere usciti dal locale?
ROTATORI. No, quando siamo usciti da Sant’Anna. Notammo queste persone, però non erano delle persone che si approcciavano per “rimorchiare”, erano delle persone che ci guardavano. Noi tutti non abbiamo poi dato peso più di tanto alla cosa, però, continuando a camminare lungo porta Angelica e poi in piazza Risorgimento, abbiamo notato che queste due persone erano sempre dietro di noi.
Giungemmo poi al locale, a viale Giulio Cesare, e ci siamo stati tra una ventina di minuti e una mezz’oretta. Uscendo, abbiamo notato che queste due persone ci venivano ancora dietro, però sempre con fare silenzioso. Ripeto: non era una fase di rimorchio. Giunti poi davanti al Vaticano, Emanuela entrò dentro, noi ci girammo e non c’erano più: completamente spariti.
PRESIDENTE. Questo al ritorno. Quindi, mentre voi stavate dentro la sala giochi, loro erano rimasti sempre lì?
ROTATORI. Non sono entrati e, quando siamo usciti, ce li siamo ritrovati.
PRESIDENTE. Di questo lei ebbe modo di parlare dell’epoca con chi svolgeva le indagini?
ROTATORI. Sì. All’epoca ero minorenne, quindi mi accompagnò mio padre al comando dei Carabinieri di via in Selci e lì feci un identikit.
PRESIDENTE. Era da solo o con anche altri amici della comitiva?
ROTATORI. Mi pare che ci fosse anche Andrea Bevilacqua. Anche lui fece l‘identikit di queste persone.
PRESIDENTE. Separatamente o insieme?
ROTATORI. Insieme.
PRESIDENTE. Ma era presente anche qualcun altro?
ROTATORI. No, solo noi. Successivamente all’identikit, sempre se la memoria non mi inganna, fui richiamato sempre al comando dei carabinieri di via in Selci per identificare una persona da un oblò. Però non lo riconobbi, non era assolutamente uno dei due.
PRESIDENTE. Con una persona sola?
ROTATORI. Sì, con una persona sola.
PRESIDENTE. In quella occasione della uscita Giocagiò, che lei ricordi era presente anche Flaviana Gugel, che faceva parte sempre della comitiva?
(NdA Rotatori lo dirà nel 2008 della presenza di Flaviana Gugel. Nel verbale del 1983 dichiarò e che erano presenti: Emanuela, Andrea Bevilacqua, Cristina Orlandi, Francesca Gusso e Gaetano Palese).
ROTATORI. Mi sembra di sì.
PRESIDENTE. Lei ai carabinieri dichiarò questo, ma poi la Gugel negò la sua presenza in quell’occasione.
ROTATORI. Mi sembra che la Gugel ci fosse, ma non vorrei sbagliarmi.
PRESIDENTE. Ma se all’epoca lo ha dichiarato, potrebbe avere certezza di questo fatto?
ROTATORI. Io non ricordo sinceramente chi c’era. Ricordo che c’era Gaetano Palese, però le altre persone sinceramente non le ricordo.
PRESIDENTE. C’è un fatto che è per noi molto importante. Lei fu sentito anche il 9 settembre 2008, alcuni anni dopo. Qui accadde una cosa strana, perché lei modificò la sua versione. Praticamente, lei parlò di un pedinamento svolto da un solo giovane, non da due giovani.
ROTATORI. No, erano due.
PRESIDENTE. Tra l’altro, qui parlò della sala giochi, perché in un primo tempo aveva parlato di un negozio di dischi. Poi cambiò anche la data, perché in questa occasione lei disse che questo episodio era avvenuto il giorno prima della scomparsa di Emanuela, mentre in prima battuta aveva detto che era successo qualche giorno prima. Come mai?

ROTATORI. Adesso non ricordo, sinceramente, se fosse un giorno o due prima.
PRESIDENTE. Ma non ricorda che nelle due occasioni ha dato due versioni diverse?
ROTATORI. No, non me lo ricordo.
PRESIDENTE. Però è successo. Quindi tra le due versioni, oggi quale è la sua memoria?
ROTATORI. Erano senz’altro due persone.
PRESIDENTE. È un po’ particolare che, a distanza di anni, avesse rimosso una delle due persone. Come mai?
ROTATORI. Io ricordo due persone. Di quello sono sicuro.
PRESIDENTE. Anche dopo queste sue dichiarazioni, è mai stato avvicinato, si è mai sentito osservato?
ROTATORI. No.
PRESIDENTE. La sensazione vostra, all’epoca, era che guardassero la comitiva o che guardassero Emanuela? Parlo di questo episodio o di più episodi di pedinamento, perché poi anche su questo ci dobbiamo capire.
ROTATORI. Veramente non mi sono mai posto il problema.
PRESIDENTE. Quindi, non avete avuto l’impressione che guardassero Emanuela?
ROTATORI. C’erano altre ragazze. Io non credo. Poi, a quell’epoca ero piccolo.
PRESIDENTE. Aveva l’età di Emanuela. Il punto è: vi stavano guardando o stavano guardando Emanuela?
ROTATORI. Non saprei.
PRESIDENTE. Ci sarebbe stato, però, anche un altro episodio, che sarebbe accaduto verso via dei Corridori, dove Emanuela fu avvicinata, in questo caso da una macchina.
ROTATORI. Non me lo ricordo. Io non c’ero.
PRESIDENTE. Lei, dunque, non era presente ad un episodio in cui una persona toccò Emanuela su un braccio dicendo: eccola, è lei? Non le ricorda nulla?
ROTATORI. No, assolutamente no.
ASCARI (M5S). Signor Rotatori, grazie della sua presenza, che è molto importante. Torno su quanto lei ha raccontato. Questa è una Commissione d’inchiesta che sta cercando di fare tutto il possibile, in sinergia con la magistratura, per arrivare a capire. Voi eravate compagni. Lei ha avuto l’occasione e la possibilità di conoscere Emanuela e quindi per noi è una fonte diretta. Quindi, ogni piccola parola e ricordo, anche per arrivare a una verità, è fondamentale.
Se possibile, per aiutare, vorrei leggere quello che era stato detto da lei. Siamo al 14 luglio 1983 e lei parla alla squadra Mobile. Non si capisce se eravate in sei o in quattro. Lei dice: eravamo io, Emanuela, Andrea Bevilacqua, Cristina Orlandi, Francesca Gusso e Gaetano Palese. Questi ultimi due confermano che c’erano. Volevo capire se questo lo ricordava. Dice ancora: sin da quando ci siamo mossi, abbiamo notato due giovani che erano fermi fuori dai cancelli del Vaticano. Lungo la strada ci siamo accorti che i due ci venivano dietro sino a via Ottaviano, dove i due giovani si sono separati. Uno ha proseguito dietro di noi.
ROTATORI. Questo dopo, al ritorno dalla sala giochi. Non quando ci siamo recati alla sala giochi. Adesso ricordo: fu al ritorno che si sono separati.
ASCARI (M5S). Quindi, al ritorno dalla sala giochi. Perché lei dice: lungo la strada ci siamo accorti che i due ci venivano dietro sino a via Ottaviano, dove si sono separati. Invece, qui lei dice: al ritorno dalla sala giochi. Uno ha proseguito dietro di noi, mentre l’altro ci seguiva dall’altro marciapiede.
ROTATORI. Onorevole, voi dovete rendervi conto che eravamo piccoli. Adesso ho 57 anni. Quindi i miei ricordi non sono lucidi.
ASCARI (M5S). È chiaro. Non si preoccupi assolutamente. È ovvio, però, che tutto quello che può essere di aiuto, noi lo prendiamo come importantissimo.
PRESIDENTE. Se un ricordo non è chiaro, lei ce lo può dire ed è comprensibile. È importante, invece, se ci dà la certezza di un ricordo, che per noi fa fede.
ASCARI (M5S). Poi lei dice: giunti in viale Giulio Cesare abbiamo notato che questo è salito su un autobus della linea 994. Nel frattempo, noi siamo entrati in un negozio di dischi. All’uscita abbiamo nuovamente visto l’altro giovane, che era in attesa nelle nostre vicinanze. Alla nostra vista, si è posto nuovamente dietro di noi, seguendoci sino all’ingresso del Vaticano, dove noi siamo entrati.
ROTATORI. No. Siamo entrati un attimo, poi siamo usciti.
ASCARI (M5S). Lei praticamente dice: il giovane che ci ha seguito, sia all’andata che al ritorno, è di età apparente di 18-19 anni, altezza 1,75, corporatura snella, capelli castano chiaro, corti, lisci e ben curati. Indossa una camicia a mezze maniche di colore verde a righe, un maglione sulle spalle di colore verde scuro, jeans azzurri e scarpe di colore giallo con righe bianche.
ROTATORI. Non me lo ricordo.
ASCARI (M5S). Insomma, lei dà una descrizione ben precisa di questi due giovani. Poi questa versione subisce delle modifiche e cambia, perché, sempre nell’83, ai carabinieri lei ha raccontato altro. Noi vogliamo capire qual è la versione di oggi, anche se a distanza di anni, perché lei ha dato un’indicazione ed una pista ben precisa.
ROTATORI. Ricordo questi due giovani. Adesso che me lo ha detto confermo di aver visto uno salire sull’autobus ed andare via e l’altro invece seguirci fino alla porta del Vaticano, ma sinceramente com’erano vestiti non me lo ricordo.
ASCARI (M5S). Conferma, quindi, che uno vi ha seguito fino al Vaticano ed uno è andato via. Poi, lei viene sentito dai carabinieri giusto?
ROTATORI. Sì, a via in Selci.
ASCARI (M5S). Qui dice: con alcuni componenti del nostro gruppo avevo appuntamento con Emanuela ai giardini di Castel Sant’Angelo.
ROTATORI. Questo il giorno stesso che poi scomparve.
ASCARI (M5S). Abbiamo invano atteso le 19,40 e poi siamo ritornati tutti alle rispettive case. Facciamo un passo in avanti, andiamo al 9 settembre 2008. Ci troviamo negli uffici della squadra Mobile di Roma. Questa è una data un po’ più recente. Ricorda di essere stato presso gli uffici della squadra Mobile di Roma?
ROTATORI. No.
ASCARI (M5S). Lei parla di un episodio e dice: sono un tipo piuttosto ansioso ed era passata più di mezz’ora dall’appuntamento.
ROTATORI. Ricordo questo fatto e la precedo nel racconto. Io attraversai il ponte, ma non andai sotto la scuola. Forse non sapevo neanche dov’era. Ricordo che andai là, per vedere se magari si stava intrattenendo con altre compagne nel corso della scuola. Era l’ultimo giorno della scuola di musica, se non vado errato, e ho pensato: magari si è trattenuta e vado a chiamarla, perché la stavamo aspettando. Ho attraversato il ponte, ma non ho visto nulla.
ASCARI (M5S). Perché questa cosa non l’ha detta subito e ha aspettato venticinque anni? Perché non si è sentito di dirla subito?
ROTATORI. Sinceramente neanche la ricordavo, nel senso che non mi sembrava una cosa rilevante.
ASCARI (M5S). Le faccio una domanda relativamente al tentato strattonamento di Emanuela.
ROTATORI. Io non ricordo che c’ero, ma può darsi che mi sbagli.
ASCARI (M5S). Però, inizialmente aveva detto che c’era.
ROTATORI. Non ricordo di averlo detto.
PRESIDENTE. È l’episodio che le richiamavo prima io.
ROTATORI. Non lo ricordo sinceramente questo fatto.
PRESIDENTE. Cosa può essere accaduto per portarla a cambiare versione? Lei capisce che questa vicenda, purtroppo, paga anche le incertezze e le inesattezze. Cosa l’ha portata a dire di essere presente? Forse per sentirsi parte attiva?
ROTATORI. Sinceramente non me lo ricordo.
ASCARI (M5S). Signor Rotatori, noi ci basiamo su atti formali. Il 19 novembre 2008 ai magistrati lei ha raccontato di essere stato presente. Lei dice: io sono stato presente al tentato strattonamento subito da Emanuela Orlandi a via dei Corridori. Le leggo quello che ha dichiarato, se può aiutarla: relativamente a quanto è accaduto qualche giorno prima in via dei Corridori ricordo che a un tratto una macchina si accostò a Emanuela e la persona seduta vicino al conducente la prese per il braccio ed esclamò, rivolto al suo amico guidatore: eccola! Emanuela ovviamente si divincolò dalla presa e rimase molto impaurita per tale comportamento inspiegabile. Posso dire che il giovane in questione ben poteva essere la stessa persona che poi qualche giorno dopo ci pedinava, anche se allora non collegai i due episodi.

ROTATORI. È possibile, ma sinceramente il fatto non me lo ricordo. E via dei Corridori non ricordo neanche dove sia.
ASCARI (M5S). Lei dice: in via dei Corridori eravamo io, Emanuela, Paola e Gabriella Giordani, Andrea Bevilacqua, Cristina Franzè. Questo è un episodio specifico.
ROTATORI. Sinceramente non me lo ricordo.
ASCARI (M5S). Noi le chiediamo il massimo dell’aiuto, perché lei capisce che su Emanuela Orlandi è da oltre quarant’anni che si cerca la verità. Qui ci sono anche indicazioni precise.
PRESIDENTE. Signor Rotatori, via dei Corridori è sempre vicino a Sant’Anna.
ROTATORI. La verità è che non ricordo questo fatto.
PRESIDENTE. Ma che nel 2008 fu sentito se lo ricorda?
ROTATORI. Sì, nel 2008 ricordo che sono stato sentito, ma questo fatto sinceramente non lo ricordo.
ASCARI (M5S). Questo fatto è importante, perché da qui parte un’indicazione molto forte. Però le voglio ricordare anche questo, sempre in un’ottica di aiuto, perché capiamo benissimo che siano passati tanti anni.
ROTATORI. Io ricordo un altro fatto. All’epoca la Roma vinse lo scudetto e ci ritrovammo a piazza del Popolo per festeggiare. Lì un ragazzo tentò di rubarle la bandiera, ma Emanuela non glielo permise.
PRESIDENTE. In quell’occasione Emanuela aveva anche la famosa fascetta giallo-rossa della Roma?
ROTATORI. Sì, era maggio o giugno. Eravamo sempre i soliti: io, Gaetano, Gabriella, un po’ tutto il gruppo. Eravamo sempre lo stesso gruppo, più o meno sempre quelli.
PRESIDENTE. L’episodio che citava la collega e che avevo citato anche io prima sarebbe relativo al ritorno da una gita ad Ostia. Se lo ricorda lei di essere andato a Ostia?
ROTATORI. Sì, questo me lo ricordo.
ASCARI (M5S). Oltre a raccontare questo tentativo di strattonamento, il 14 luglio, ai carabinieri lei dice: verso le 14,30, dopo essere scesi dal mezzo e giunti vicino casa nostra, esattamente in via dei Corridori si è accostata un’autovettura. Ora le leggo cosa ha detto un’amica che era con voi, Gabriella Giordani. Leggo, perché magari così ricorda. Lei dice: un’autovettura di colore bianco con alla guida due giovani. Questo se lo ricorda?
ROTATORI. Vagamente, adesso sì. La vettura bianca, sì, la ricordo.
ASCARI (M5S). Così prosegue la Giordani: quello posto a fianco del guidatore, rivolgendosi al compagno e indicando verso di noi ha detto: eccola! Poi si sono avvicinati al marciapiede con l’auto e lo stesso giovane ha tirato fuori il braccio. Al che Emanuela si è allontanata.
ROTATORI. Le parole che dicevano tra loro questi signori, come ad esempio “eccola”, sinceramente non le ricordo. Però, adesso che mi ha menzionato la vettura bianca, questa me la ricordo. Se mi chiede, però, che tipo di macchina fosse, non lo so.
ASCARI (M5S). Sempre Gabriella dice: escludo che Emanuela li conoscesse, ma questi si erano certamente rivolti a lei, nonostante noi fossimo tutti insieme.
ROTATORI. Come ho già detto al Presidente, Emanuela era un tipo molto socievole e solare, ma non era un tipo che dava confidenza a tutti. Si doveva fidare per entrare in confidenza, questo glielo dico chiaramente.
ASCARI (M5S). Lei, a questo episodio della macchina bianca, era presente?
ROTATORI. Adesso che mi ha citato una macchina bianca, forse qualcosa ricordo. Però, del fatto che dicessero eccola, non ho memoria.
ASCARI (M5S). Le chiedo questo perché il 25 luglio 2011 lei ha avuto modo di rilasciare una testimonianza ad un giornalista, Tommaso Nelli, il quale le ha chiesto dell’episodio dell’avvicinamento. Lei nel 2011 ha detto che non c’era e che gliel’avevano raccontato.
ROTATORI. Non me lo ricordo. A cosa era riferito?
ASCARI (M5S). A quando Emanuela fu avvicinata qualche giorno prima.
ROTATORI. Lo voglio ribadire: dovete rendervi conto che è passato tanto tempo. Ero molto giovane e quindi tante cose posso averle dette, ma qui oggi non me le ricordo. Se lei mi dice della macchina bianca, sì, quella me la ricordo, ma che quelli che stavano dentro indicassero Emanuela, questo no.
ASCARI (M5S). Lei però l’ha sentito raccontare. Ci dice i nomi di chi le ha raccontato questo episodio? Chi è che ha parlato di questo episodio?
ROTATORI. Non me lo ricordo. Forse Paola Giordani, però sinceramente altri non li ricordo.
ASCARI (M5S). Carla De Blasio?
ROTATORI. Carla De Blasio è stata un po’ una meteora nel nostro gruppo. Non ha frequentato tanto il gruppo d’Azione Cattolica. Non c’è stata tanto tempo.
ASCARI (M5S). Lei tenga presente che, a seguito della sua dichiarazione, si è aperto un apposito filone investigativo.
ROTATORI. Sì, questo lo so.
ASCARI (M5S). Io comprendo che siano passati tanti anni, ma è anche vero che questa pista investigativa ha aperto altrettanti anni di ricerca e di lavoro.
ROTATORI. Io ricordo la macchina bianca.
ASCARI (M5S). Ma in un’altra circostanza? Cerchiamo di inquadrare questo ricordo della macchina bianca.
ROTATORI. Dico la verità, proprio mi sfugge l’episodio di questo strattonamento. Non me lo ricordo. La macchina bianca qualcosa mi dice, ma per quanto riguarda lo strattonamento sinceramente direi una bugia, non me lo ricordo. E tanto meno la frase che avrebbe detto la persona all’interno della macchina.
ASCARI (M5S). Abbiamo citato il giornalista Nelli. Un’amica di Emanuela Orlandi gli ha raccontato che pochi mesi prima di sparire, tra il febbraio e il marzo del 1983, Emanuela le aveva confidato di essere stata infastidita pesantemente da una persona vicina al Papa nei Giardini Vaticani. Lei ha mai sentito parlare di questo episodio? ROTATORI. No.
ASCARI (M5S). E lei ha mai sentito Emanuela parlare di persone che hanno cercato di approcciarla all’interno e anche fuori del Vaticano?
ROTATORI. No.
ASCARI (M5S). Sapeva se Emanuela aveva un fidanzato?
ROTATORI. Che risulti a me no.
ASCARI (M5S). Se le dico il nome Giovannino, le dice qualcosa?
ROTATORI. No.
MORASSUT (PD-IDP). Invece le dice nulla il nome di Ian Wilson?
ROTATORI. Sì, qualcosa mi ricorda. Era un prete?
MORASSUT (PD-IDP). Potrebbe essere il padre agostiniano cui ha fatto riferimento?
ROTATORI. Potrebbe essere, sì. Il nome non me lo ricordo, ma il cognome Wilson sì.
PRESIDENTE. Io però le ho chiesto se era italiano. Invece questo non lo è.
MORASSUT (PD-IDP). Padre Wilson che rapporto aveva con la comunità di Sant’Anna?
ROTATORI. Facevamo delle riunioni in cui si parlava di dottrina della fede, niente di più e niente di meno.
MORASSUT (PD-IDP). Adesso, a distanza di anni, lei questi personaggi che pedinavano riesce a ricordarli? Perché li ha descritti, ha fatto un identikit.
ROTATORI. Sì, ho fatto un identikit. E mi sembra che sia quello che ha davanti a sé il Presidente. Sì, me lo ricordo.
PRESIDENTE. Questi sono gli identikit fatti in base alla sua descrizione?
ROTATORI. Sì. Ricordo specialmente il primo.
MORASSUT (PD-IDP). Quindi, una persona tra i 22 e i 25 anni, abbastanza alto e biondo.
Sempre in occasione di quando, nel settembre del 2008, la sentì ancora la squadra Mobile, all’epoca le fu mostrato un album con delle persone da riconoscere, in relazione, però, al secondo pedinamento. E lei riconobbe una persona.

ROTATORI. Sì, può essere.
MORASSUT (PD-IDP). Questa persona, secondo quanto poi risultò dal suo colloquio, sarebbe stato un membro della banda della Magliana che si chiamava Sarnataro Marco. Ricorda di aver riconosciuto una persona e di aver detto questa cosa?
ROTATORI. Qualcosa mi ricordo, sì.
MORASSUT (PD-IDP). Quindi, si presume che questo Sarnataro Marco fosse una delle persone che lei ha riconosciuto.
Emanuela aveva, secondo lei, un fidanzato o una simpatia, nel gruppo di Sant’Anna o fuori dal gruppo? Lei la conosceva bene e, come tutti, ha detto che era una ragazza molto carina. Quindi, è presumibile che avesse anche degli aspiranti.
ROTATORI. Magari si confidava più con le altre ragazze e meno con noi ragazzi. Che io sappia, a me non ha mai detto di avere una simpatia o un coinvolgimento. A me personalmente, no.
MORASSUT (PD-IDP). Tra voi ragazzi del gruppo di Sant’Anna parlavate anche di ragazze qualche volta?
ROTATORI. Io no.
MORASSUT (PD-IDP). Pierluigi Magnesio le disse mai o lo ha sentito dire che gli piaceva Emanuela?
ROTATORI. No, io l’ho saputo quando ho visto delle interviste che ha fatto. Può essere anche che lei avesse questa simpatia per Pierluigi, ma io non lo sapevo.
MORASSUT (PD-IDP). Frequentando una scuola di musica, Emanuela aveva naturalmente una grande passione per la musica, per il flauto che suonava e anche per il canto.
ROTATORI. Sì, noi avevamo un gruppo di canto, che era diretto da un altro ragazzo. Adesso mi sembra che lavori in Vaticano. Si chiamava Nino Vignera.
MORASSUT (PD-IDP). Le risulta che Emanuela avesse manifestato in qualche maniera qualche piccola ambizione a sviluppare queste sue doti musico canore, per poterle utilizzare in forma anche professionale, magari per incamminarsi su quella strada?
ROTATORI. So che lei era innamorata di quello strumento. Ci metteva anima e corpo ed era anche molto brava. Noi facemmo uno spettacolo in un che chiamavamo della Consolata, dove stavano i frati agostiniani. Dopo il colonnato c’è il traforo che va su per il Gianicolo e lì c’era questo piccolo teatro, dove noi a volte facevamo qualche spettacolo.
MORASSUT (PD-IDP). Invece televisione, radio o piccole cose un po’ più importanti?
ROTATORI. Lei era molto portata, ma sinceramente, se avesse velleità artistiche o l’intenzione di proporsi a una trasmissione o quant’altro, non ce l’ha mai detto.
MORASSUT (PD-IDP). Da ultimo, lei che idea si è fatto di tutta questa vicenda, avendo questa intimità con Emanuela?
ROTATORI. Io una cosa sola non mi spiego. Ho già detto prima che, per quanto l’ho potuta conoscere io all’interno del Gruppo di Azione Cattolica del Vaticano e per quello che lei faceva all’interno dell’associazione, lei era una persona che non dava confidenza a nessuno, a meno che non la conoscesse. Questo glielo posso assicurare.
PRESIDENTE. Cosa non riesce a capire?
ROTATORI. Mi è stato detto che le era stato offerto un lavoro per vendere i prodotti della Avon. Io non riesco a capire come possa aver dato retta a questa proposta. Mi sembra strano, per come la vedo io.
MORASSUT (PD-IDP). Quindi, a parte il frangente di come è stata possibilmente prelevata, lei non ha un’idea su cosa possa averla portata a scomparire. Anche se nel tempo ha rivisto qualche amico e magari vi siete confrontati?
ROTATORI. Noi ci siamo tutti un po’ divisi, chi da una parte e chi dall’altra. Non ci siamo più sentiti. Però, torno a ripetere che mi sembra tutto molto strano, per come la conoscevo io.
MORASSUT (PD-IDP). Il giorno dell’appuntamento ai giardini di Castel Sant’Angelo, proprio il giorno che Emanuela è scomparsa, perché, quando lei non arrivava, lei sentì il bisogno di andare a vedere?
ROTATORI. Io sono abbastanza ansioso e il ritardo mi sembrava strano, perché di solito lei era molto puntuale. Infatti, non mi ricordo se chiesi alla sorella: Cristina, ma come mai non arriva?
MORASSUT (PD-IDP). Arrivò fino alla scuola?
ROTATORI. No, perché non sapevo neanche dov’era. Arrivai al semaforo, alla fine del ponte. Quello me lo ricordo. Mi dissi che magari, dato che era l’ultimo giorno alla scuola di musica, si era messa a chiacchierare con qualche amica.
MORASSUT (PD-IDP). Lei non sapeva dove stava la scuola da Victoria?
ROTATORI. Sapevo che stava dall’altra parte, ma non ci sono mai andato. Mi dicevo: magari si è fermata lì e, se la vedevo, potevo dirle che la stavamo aspettando. Sono rimasto lì circa dieci minuti.
MORASSUT (PD-IDP). All’episodio della bandiera, il giorno dello scudetto, era presente anche Cristina, la sorella?
ROTATORI. Sì, c’era sempre. Quel giorno poi c’eravamo tutti, perché eravamo tutti quanti romanisti. Eravamo a piazza del Popolo sotto la chiesa degli artisti.
MORGANTE (FDI). Nei giorni precedenti la scomparsa di Emanuela, lei ricorda se per caso Emanuela era turbata? Com’era il suo stato d’animo? Era normale oppure aveva notato qualcosa di differente?
ROTATORI. Assolutamente no. A volte era un po’ strana, quello sì, nel senso che una volta era felice e a volte era un po’ sulle sue, ma turbata no.
PRESIDENTE. Le risulta un terzo pedinamento? Oltre al primo, nel quale lei dovrebbe senz’altro esserci stato, nel secondo c’è anche chi non ricorda la sua presenza e quindi resta un punto interrogativo. Poi dovrebbe essercene stato un terzo in via Porta Angelica. Le ricorda qualcosa?
ROTATORI. Quello a via di Porta Angelica è dove io ero presente.
PRESIDENTE. È uno ulteriore.
ROTATORI. No, allora no.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda la sera della scomparsa, lei ci ha detto quello che ha fatto nelle ore in cui Emanuela doveva rientrare. Successivamente, quando non è tornata, ci può dire cosa è accaduto? Siete andati a casa Orlandi o lei è tornato a casa sua?
ROTATORI. No, ognuno a casa sua.
PRESIDENTE. Quindi, lei non ha partecipato a quelle fasi in cui si stava tutti a casa Orlandi, ci si organizzava, si facevano delle ricerche? Nei giorni successivi, lei non ha più fatto nulla?
ROTATORI. Dopo che mi è stato comunicato che Emanuela non era tornata, come ho già detto prima, qualche volta un signore dell’arma dei carabinieri mi ha fatto qualche domanda. Ma è un ricordo molto fugace.
PRESIDENTE. Io parlavo di quella fase iniziale autorganizzata dagli amici e dai parenti. Lei non ne ha fatto parte?
ROTATORI. No.
PRESIDENTE. Prima abbiamo parlato di Sandro De Angelis. Era il suo educatore?
ROTATORI. Adesso che ricordo, sì.
PRESIDENTE. Che tipo era?
ROTATORI. Un bravo ragazzo, assolutamente.
PRESIDENTE. Era fidanzato all’epoca?
ROTATORI. Sì. Mi sembra con Annuccia.
PRESIDENTE. Che sarebbe Anna Gusso.
ROTATORI. Esatto.
PRESIDENTE. Ricorda se, quando non erano più insieme, lui si è allontanato?
ROTATORI. Per un periodo, in effetti, non lo vidi più.
PRESIDENTE. E non può ricordarlo nuovamente nella fase delle ricerche perché lei non ne ha fatto parte.
ASCARI (M5S). L’amica del vostro gruppo che descrisse l’episodio dello strattonamento è Gabriella Giordani. Lei disse: verso le 14,30, dopo essere scesi dal mezzo e giunti vicino a casa nostra, esattamente in via dei Corridori, si è accostata un’autovettura di colore bianco con alla guida due giovani.

ROTATORI. Gabriella non la sento più da molto tempo. Però la macchina bianca un ricordo me lo suscita.
ASCARI (M5S). Ma come diretto osservatore o de relato, perché le è stato riferito?
ROTATORI. Io ricordo una macchina bianca, ma di averla vista sinceramente no.
ASCARI (M5S). Sul diario scolastico del 1982-1983, nelle pagine, senza data, tra il 18 e il 19 aprile dell’83, Emanuela scrisse questa frase: padre Falcioni, l’uomo che amo.
ROTATORI. Padre Falcioni era il parroco di Sant’Anna.
ASCARI (M5S). Sì, esatto. E ancora: ha degli anni, ma a me piacciono gli uomini maturi. È un po’ calvo e prossimamente porterà la dentiera. Ma che rapporto c’era tra Emanuela Orlandi e padre Falcioni? Ci può fornire qualche elemento in più per quanto riguarda lui, in quanto padre ed educatore?
ROTATORI. Padre Falcioni era un uomo estremamente buono, affabile, sempre abbastanza comprensivo, carino con tutti. Poi, dopo un po’, lo mandarono via. Questa frase scritta nel diario non la conoscevo proprio.
ASCARI (M5S). Sempre l’amica in comune, Gabriella Giordani, che faceva parte appunto del vostro gruppo dell’Azione Cattolica, sia in un colloquio con un giornalista che a questa Commissione parlamentare ha sottolineato come Emanuela Orlandi fosse una ragazza bellissima e come il suo fascino non passasse di certo inosservato.
ROTATORI. Sicuramente. Ricordo i capelli lunghi neri e questa fascetta che portava sempre. Però, torno a ripetere che il fatto di essere una bella ragazza, perché lo era, non era il fulcro del discorso, perché lei non dava confidenza a chiunque.
PRESIDENTE. Questo lo ha detto in modo molto chiaro e, devo dire, non solo lei.
ASCARI (M5S). Ha sentito all’epoca, all’interno dell’ambiente dell’Azione Cattolica, altre persone esprimere degli apprezzamenti nei confronti di Emanuela?
ROTATORI. No, nessuno. Io personalmente no.
ASCARI (M5S). Ha mai assistito a episodi dove magari Emanuela fosse stata fermata o fosse più vicina a persone più grandi di lei?
ROTATORI. Onorevole, la maggior parte delle volte che vedevo Emanuela era all’interno dell’associazione in Vaticano. Capitò l’uscita del famoso pedinamento, ma era molto raro che uscissimo, perlomeno io. Poi non so se lei uscisse con altre persone, magari con i compagni di scuola del Convitto.
La maggior parte degli incontri con Emanuela avvenivano di sabato, quando ci vedevamo tutti e svolgevamo le attività riguardanti l’associazione, e la domenica per la messa. Dopo la messa si andava a fare una passeggiata ai Giardini Vaticani, ma al di fuori no.
ASCARI (M5S). In quelle occasioni, dagli amici della comitiva è mai venuto fuori se Emanuela potesse essere oggetto di attenzioni non richieste?
ROTATORI. Lei dice all’interno del gruppo?
ASCARI (M5S). Sì, all’interno di quel contesto, ma anche al di fuori del gruppo. Comunque eravate un gruppo numeroso. Noi siamo qui per cercare di capire: era una ragazza bella, intelligente e dinamica. Quindi le chiedo se lei ha mai sentito, tra gli amici all’interno della comitiva, ma anche relativamente a persone fuori della comitiva, se Emanuela è stata oggetto di attenzioni non richieste. È mai uscito questo argomento?
ROTATORI. Con me no.
PRESIDENTE. Prima ha citato Nino Vignera. Lei in che rapporti era con lui?
ROTATORI. Era il mio maestro di canto. I rapporti erano buoni e lui era molto capace.
PRESIDENTE. Le ha mai raccontato quanto raccontato a lui stesso da una tale Federica, rispetto agli ultimi momenti prima della scomparsa di Emanuela?
ROTATORI. No.
PRESIDENTE. Lei conosceva qualcuno della scuola di musica?
ROTATORI. No.
PRESIDENTE. Conosce un paese chiamato Torano di Borgorose?
ROTATORI. È il paese dove credo che vadano ancora loro in vacanza.
PRESIDENTE. E lei ci è mai stato?
ROTATORI. No.
PRESIDENTE. Prima ha nominato Andrea Mario Ferraris. Lei si ricorda che ruolo aveva, anche dopo la scomparsa?
ROTATORI. Era il nostro educatore, ma che ruolo avesse quando è scomparsa Emanuela questo non lo so. Posso dire che Andrea è veramente una gran brava persona.
PRESIDENTE. Le raccontò mai, all’epoca, di qualche problema avuto con lo zio di Natalina, Mario Meneguzzi?
ROTATORI. No.
PRESIDENTE. Se dico Mario Meneguzzi, non le dice nulla?
ROTATORI. So che era lo zio di Natalina, ma non me ne ha mai parlato.
PRESIDENTE. Se le dico Pietro Meneguzzi, li conosce?
ROTATORI. L’ho visto una volta di sfuggita a casa di Emanuela, ma una volta sola.
PRESIDENTE. Il nome Mario Peruzy le dice qualcosa?
ROTATORI. No.
MORASSUT (PD-IDP). Le chiedo se la persona il cui identikit adesso le sarà mostrato potrebbe essere assimilabile a uno dei due soggetti del primo pedinamento.
ROTATORI. È quello che ho fatto io?
PRESIDENTE. No.
ROTATORI. Però è più o meno uguale a uno dei due. Al primo.
PRESIDENTE. Se le faccio vedere io una foto, le dice qualcosa?
ROTATORI. No.
PRESIDENTE. È la persona che lei riconobbe in foto. Ora non lo ricorda più.
Al fine di chiedere alcune chiarificazioni all’audito, dispongo il passaggio in seduta segreta.
(I lavori proseguono in seduta segreta dalle ore 15,11)
(I lavori riprendono in seduta pubblica alle ore 15,12)
PRESIDENTE. Ricorda se Emanuela frequentasse la zona Eur e in particolar modo il laghetto dell’Eur?
ROTATORI. A volte parlavamo di andare al luna park all’Eur, in quelle zone là, ma non è che le frequentasse.
PRESIDENTE. E ci siete mai andati?
ROTATORI. Una volta sola al luna park, con conseguente arrabbiatura dei genitori che non volevano.
PRESIDENTE. Poco tempo prima della scomparsa?
ROTATORI. No, molto tempo prima.
PRESIDENTE. Invece al Giocagiò era la prima volta che ci andavate?
ROTATORI. Sì, era la prima volta.
PRESIDENTE. Quindi, queste persone non vi aspettavano al Giocagiò, ma vi aspettavano a Porta Sant’Anna?
ROTATORI. Io ricordo che siamo usciti dal Vaticano e ce li siamo trovati davanti.
PRESIDENTE. Ma voi abitualmente uscivate da lì tutti i giorni oppure stavate dentro?
ROTATORI. No, per lo più stavamo dentro.
PRESIDENTE. Quindi, è come se quel giorno queste persone sapessero che voi dovevate uscire.
ROTATORI. Questo non lo so, però ripeto che la maggior parte degli incontri che facevamo era sempre all’interno dell’associazione. Magari la domenica pomeriggio si usciva, qualche volta, ma Emanuela non partecipava sempre, non c’era quasi mai in queste uscite. La maggior parte del tempo la si passava all’interno dell’associazione in Vaticano. Era difficile che ci spostassimo.
PRESIDENTE. Lei è mai stato alla chiesa di Sant’Apollinare?
ROTATORI. No.
PRESIDENTE. Nel ringraziare il signor Rotatori, dichiaro chiusa questa prima audizione e sospendo brevemente la seduta
(La seduta, sospesa alle ore 15,14, è ripresa alle ore 15,24)
Audizione di Tommaso Bisignani.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno prevede ora l’audizione del signor Tommaso Bisignani, compagno di classe di Emanuela Orlandi al Convitto nazionale. Il signor Bisignani è il primo audito facente parte della categoria dei compagni di classe.
Quindi, nel dargli la parola per una breve introduzione e per una sorta di presentazione, che possa anche inquadrare quello che è il suo ricordo di Emanuela Orlandi e della vicenda in questione, ribadisco che per noi la sua audizione è utile al fine di entrare in un emisfero che finora non abbiamo ancora esplorato molto, che è appunto quello dell’ambiente scolastico, accanto a quello, che stiamo approfondendo molto, della cosiddetta comitiva di Sant’Anna e di quello della scuola di musica Ludovico da Victoria, che già abbiamo approfondito molto.
Nel dare la parola al signor Bisignani, gli comunico che a seguire ci saranno le domande del sottoscritto e dei Commissari.
BISIGNANI. Sono Tommaso Bisignani. Io sono stato compagno di classe di Emanuela al Convitto Nazionale, che ho frequentato per tredici anni, dalla prima elementare al quinto liceo.
Emanuela era una ragazza molto riservata e abbastanza timida, non una di quelle che si metteva in mostra. La nostra classe era una classe, così come la scuola, abbastanza tranquilla. Il Convitto è un piccolo mondo a sé stante, specialmente prima, perché era un po’ distante da quelle che erano le contestazioni e le vicissitudini di quegli anni.
Il ricordo di Emanuela quarantadue anni dopo è sicuramente un ricordo che è andato pian piano scemando. Per il fatto che lei abitasse in Vaticano noi ragazzi la prendevamo un po’ in giro, ma molto innocentemente, anche per il fatto che per entrare a casa sua bisognava passare attraverso Porta Sant’Anna. Per noi era un po’ strano. Non sono uscito molte volte con lei, solo un paio di volte. Mi sembra che siamo usciti con altri amici pochi giorni prima che sparisse, perché poi dovevo partire.
Era una persona un po’ schiva su certe cose, ma allo stesso tempo era una ragazza carina, quindi aveva i suoi ammiratori. Non amava molto parlare di sé, questo sicuramente.
PRESIDENTE. Quindi, nel suo rapporto personale con Emanuela, come poteva considerarla? Come un’amica all’interno della classe?
BISIGNANI. Sicuramente sì. Io ero uno di quelli che faceva un po’ più confusione in classe.
PRESIDENTE. Usando una citazione che non è sua, ma di una persona che fa riferimento alla scuola, potrebbe essere condivisibile che Emanuela era una ragazza con diversi grilli per la testa oppure è vero il contrario?
BISIGNANI. È il contrario. È un’affermazione totalmente infondata. Anzi, lei era una ragazza tranquilla, molto tranquilla. Sicuramente ce n’erano altre che avevano più grilli per la testa di lei.
PRESIDENTE. Nell’ultimo periodo, quello prima della scomparsa, ricorda di aver avuto la percezione di qualche cambiamento nel comportamento di Emanuela o magari di una sua maggiore libertà di spostamento da casa sua alla scuola di musica?
BISIGNANI. So che lei faceva sempre i soliti percorsi e che andava a piazza Sant’Apollinare a suonare. In realtà, faceva questi giri con l’autobus, ma un po’ tutti all’epoca andavamo con l’autobus. Era una cosa comune a tutti.
Quanto alla libertà, come tutti i ragazzi di 15 o 16 anni volevamo trovarci un lavoretto per l’estate e ne parlavamo fra di noi. C’era chi voleva fare il cameriere, magari al bar dello stabilimento balneare, ma per noi era sempre un modo per parlare e per stare insieme. Non ho notato altro all’epoca. Poi, quando uscivamo, il fatto di non avere i telefonini ci costringeva molto di più, perché eravamo tutti molto più legati agli orari. C’era il gettone in tasca o la scheda telefonica e bisognava telefonare a casa se si tardava. Quindi, non c’era un una grossa libertà.
PRESIDENTE. La frase che ho detto all’inizio è l’unica voce discordante rispetto alla descrizione che ha fatto lei, quella appunto di una ragazza che non si poteva definire con grilli per la testa, ed è di un presunto professor Clementi, che poi non era probabilmente un professore. Lei se lo ricorda questo Clementi?
BISIGNANI. No e sono stato lì tredici anni.
PRESIDENTE. In realtà è un bidello, ma in un rapporto viene definito professore.
BISIGNANI. Allora è Clemente. Sì, era un bidello. Grilli per la testa, comunque, Emanuela non ne aveva.
PRESIDENTE. Secondo lei, perché questo signore può aver fatto questa affermazione?
BISIGNANI. Non lo so, ma la nostra era una scuola un po’ particolare, perché c’erano il liceo scientifico ed il liceo classico insieme. C’erano questi grossi corridoi con tanti ragazzi e ragazze. Mi sembra difficile definire Emanuela una persona con i grilli per la testa. Anche a ricreazione, ad esempio, non l’ho mai vista andare in bagno a fumare.

PRESIDENTE. Le voglio ora introdurre un tema che penso anche altri colleghi possano avere interesse a conoscere, cioè quello di presunte frasi che potrebbero essere state scritte da lei sul diario di Emanuela.
BISIGNANI. Sì, avevo questa abitudine. Tutti scrivevamo qualche cosa, le classiche stupidaggini.
PRESIDENTE. A questo proposito, ricorda delle frasi che facevano riferimento a un certo Giovannino come presunto fidanzato o comunque persona interessata o che interessasse ad Emanuela?
BISIGNANI. Devo essere sincero, no. Non ricordo una cosa del genere.
PRESIDENTE. Queste frasi furono attribuite a lei da Caterina Fanello, nelle dichiarazioni rese ai carabinieri il 25 luglio 1983.
BISIGNANI. Forse il nome Giovannino voleva essere uno scherzo. Noi dicevamo che lei aveva qualcuno nei corridoi del Vaticano, ma era assolutamente un gioco. Poiché lei doveva rientrare lì e c’era la guardia, che a volte ci faceva passare a volte no, noi dicevamo: che ti aspetta Giovannino? Ma era un gioco.
PRESIDENTE. Non era fondato su nulla di concreto.
BISIGNANI. È anche possibile che io l’abbia scritta una cosa del genere.
PRESIDENTE. Lei, però, non è mai stato sentito in relazione a questa cosa?
BISIGNANI. Su Giovannino no. Sono stato sentito su altro.
MORASSUT (PD-IDP). Su queste scritte abbiamo chiarito, anche se nell’appunto scherzoso che lei avrebbe fatto sul diario questo Giovannino ironicamente viene definito addirittura essere Giovanni Paolo II.
BISIGNANI. Sì, perché all’epoca Giovanni Paolo II era da poco stato eletto. Per Giovannino si intendeva il Papa. Con la frase: ti aspetta Giovannino, si intendeva Giovanni Paolo II. Questo perché lei abitava lì dentro e perché il Papa usciva da Porta Sant’Anna. Da vari racconti, non suoi, ma anche di altre persone, sapevamo che era uscito da lì.

MORASSUT (PD-IDP). Tornando al bidello Clemente, sicuramente l’espressione “grilli per la testa” era un’espressione esagerata, ma nelle affermazioni di Clemente sembra esserci qualche cosa a cui, indirettamente, senza averci nulla a che fare, ha fatto riferimento lei. Clemente dice: aveva i grilli per la testa e diceva che le sarebbe piaciuto fare qualcosa nel mondo dello spettacolo, per rendersi autonoma economicamente.
Tra tutti i piccoli lavoretti che voi dicevate di voler fare durante l’estate per guadagnare qualche soldo, le risulta che Emanuela parlasse di tentare di fare qualche piccola apparizione televisiva?
BISIGNANI. L’unica cosa che ricordo, perché ne parlava con altre compagne, fu della possibilità di vendere i cosmetici della Avon. Uscì fuori questa cosa, perché più di qualcuno diceva: magari ci mettiamo insieme, possiamo fare una cosa del genere.
PRESIDENTE. Quindi, questa cosa dell’Avon era uscita fuori in classe vostra?
BISIGNANI. Si, c’erano due o tre persone, perché andava di moda ed era diffusa questa attività.
PRESIDENTE. Ricorda chi erano queste due persone?
BISIGNANI. No, ricordo solo delle voci che ne parlavano. Poi di solito riguardava le ragazze, che non venivano a dirlo a un maschio. Ricordo che c’era questo discorso dell’Avon. Come noi parlavamo di andare a fare il cameriere, loro parlavano di fare questa cosa.
PRESIDENTE. Collega, se l’ho interrotta è perché questa storia dell’Avon, a questo punto, potrebbe essere nata anche in classe a scuola.
MORASSUT (PD-IDP). Effettivamente, è un elemento che sembra ricorrere quasi endemicamente.
BISIGNANI. Non lo sapevo.
PRESIDENTE. Sì, in base a quello che sta dicendo lei.
BISIGNANI. Questa cosa uscì, ma uscirono fuori tante cose. Ecco, a lei piaceva suonare e aveva questi saggi. Io non ci sono mai andato. Mi viene in mente questo come spettacolo, ma poteva essere il saggio di fine anno.
MORASSUT (PD-IDP). Per restare sempre in tema TV, c’era questa trasmissione televisiva, Tandem, dove la vostra classe andò come pubblico. L’episodio l’abbiamo vista tutti. Ma come andò questa partecipazione a Tandem? Se lo ricorda?
BISIGNANI. Lo ricordo bene, perché io ci sono andato due volte. Mia madre era professoressa. Succedeva che qualcuno facesse domanda e si iscrivevano le classi a questa trasmissione. Non so in che modo si venisse sorteggiati, ma se risultavi simpatico si riusciva a entrare. Noi eravamo fortunati, perché il Convitto Nazionale sta a piazza Monte Grappa, quindi la RAI ce l’avevamo molto vicino e magari qualche genitore conosceva qualcuno che lavorava lì. Quindi, riuscimmo ad andare, ma non ci fu una preparazione.
MORASSUT (PD-IDP). Andaste e foste accolti nello studio. Come andò la mattinata?
BISIGNANI. Si entrava in questo studio in cui decidevano chi faceva i giochi, perché si svolgevano due o tre giochi a squadre. C’erano degli assistenti di studio che davano un minimo di disposizioni, specialmente sui posti, perché non volevano si vedessero posti vuoti in trasmissione. Quindi, ricordo quest’incubo: non ti spostare, devi stare fermo, sennò si vede che manca qualcuno. Però fu una cosa molto tranquilla, fra noi.
MORASSUT (PD-IDP). Non ci fu qualche forma di provino?
BISIGNANI. No. Fu il nostro professore a dire: ti va di fare questo gioco, tu devi fare quest’altro. Formammo delle squadre.
MORASSUT (PD-IDP). Non ci fu nessuno, oltre agli assistenti di studio, che davano disposizioni di rapporto con cameramen e tecnici audio?
BISIGNANI. No o almeno io non me ne sono accorto. Era una cosa abbastanza naturale. C’era Frizzi, che sembrava un coetaneo e cercava di metterci a nostro agio. Nessuno ci disse nulla, a parte l’unica preghiera che ci fecero, di metterci in modo che non si vedessero posti vuoti.
MORASSUT (PD-IDP). Lei l’ha rivista questa puntata? E se sì, le è caduta l’attenzione su Emanuela?
BISIGNANI. Sì, l’ho rivista quando uscì la docuserie su Netflix. Quindi, il contesto porta a focalizzarsi su di lei: se si vedeva o non si vedeva, ma più di quello no. Ricordo che noi ragazzi siamo andati ad attaccare quei manifesti blu.
MORASSUT (PD-IDP). Voi partecipaste all’affissione?
BISIGNANI. Sì, ce ne diedero qualcuno. All’inizio, una delle prime cose che ci dissero, anche la mamma, è che avevano paura che avesse avuto un’amnesia. Tant’è vero che noi, con i motorini e le biciclette, andammo in giro per il quartiere, perché dicevano che poteva aver battuto la testa e non ricordarsi. Quindi, all’inizio specialmente, abbiamo girato il quartiere cercando di guardare in faccia le persone.
L’altra cosa che però ci sembrava strana, perché era fuori dai giri di Emanuela, è che si narravano queste leggende metropolitane sui camerini dei negozi Diesel e Babilonia dove sembra sparissero le ragazze. Noi ci siamo andati in quei negozi, a bussare nei camerini per vedere se c’era una botola.
MORASSUT (PD-IDP). Da ultimo, su un possibile calo di rendimento scolastico di Emanuela negli ultimi tempi, lei è in grado di dirci qualcosa? Perché quell’anno fu rimandata in due materie.
BISIGNANI. Sì, lei doveva prendere due materie. All’interno di una classe ci sono delle dinamiche per cui uno, bene o male, lo sa se ti danno o non ti danno una materia. Ricordo, a tal proposito, una cosa strana. All’epoca si esponevano i quadri e ricordo con angoscia il nome Orlandi e poi tutto bianco, perché mascherarono i voti per una questione di pudicizia nei confronti di Emanuela.
PRESIDENTE. Ma i quadri quando uscirono? Non molto dopo.
BISIGNANI. No, poco dopo. Noi sapevamo già che aveva preso due materie. Misero, però, una striscetta bianca, perché poteva essere antipatico e poi perché arrivarono i giornalisti.
MORASSUT (PD-IDP). Però voi non notaste un calo di rendimento e un aumento delle assenze?
BISIGNANI. Non me lo ricordo. Penso che, un po’ come tutte le ragazze a quell’età, o sono le prime della classe o ogni tanto hanno i loro momenti.
PRESIDENTE. È possibile che i quadri fossero già usciti e furono poi oscurati dopo? Perché i quadri risultano usciti l’11 giugno.
BISIGNANI. Sì, ma furono oscurati dopo, per non far vedere il quadro di settembre, perché a settembre lei avrebbe dovuto sostenere gli esami di riparazione. Chiaramente, vedere quel bianco faceva effetto, perché stavi là e ti chiedevi lei dove stava.
ASCARI (M5S). Signor Bisignani, grazie per il contributo ed anche per averci fatto entrare per un momento nei rapporti goliardici, comunque divertenti, che una ragazza di 15 anni vive con i suoi compagni.
Sempre nel diario di Emanuela Orlandi, nella rubrica, alla lettera F c’era il contatto di una certa Federica, con accanto la scritta “indovina chi è”, accompagnata dal numero di telefono 3455288.

BISIGNANI. Il prefisso 34 era della Balduina. Una persona, Paolo Genovese, il nostro matematico, aveva come numero di telefono 341298: all’epoca, facendoli, i numeri li ricordavi. Adesso non ti ricordi più neanche un numero. Il prefisso 34, dunque, corrispondeva al quartiere della Balduina. Lì abitava anche Caterina Fanello, la persona che ha citato prima il Presidente. A scuola c’era una certa Federica Tellini, ma non in classe nostra. Mi sembra che fosse, se non sbaglio, al liceo classico, mentre noi eravamo al liceo scientifico. Il Convitto aveva cinque classi di classico e dieci classi di scientifico. Non c’era una separazione e le classi erano nello stesso corridoio.
Ricordo Federica Tellini, perché era molto carina. Il nome Federica mi fa venire in mente solamente lei.
PRESIDENTE. Che lei possa ricordare, era amica di Emanuela?
BISIGNANI. Questo non lo so.
PRESIDENTE. Però aveva la stessa età?
BISIGNANI. Sì. Federica dovrebbe essere poi diventata la ragazza di Lorenzo Vanni. Chi bazzica Prati sa chi è Lorenzo, con riferimento al locale Vanni.
ASCARI (M5S). Vanessa Vaiani e Caterina Fanello possono sapere, secondo lei, chi è questa Federica?
BISIGNANI. Forse sì. Più che altro, le donne fanno un po’ più squadra. Vanessa era un po’ più riservata. Caterina probabilmente lo sa, anche perché le ragazze di quell’età hanno facilità nel fare gruppo.
PRESIDENTE. Integro la domanda della collega Ascari chiedendole di Federico, perché non è mai stato chiarito al 100 per cento se il nome fosse Federica o Federico.
BISIGNANI. In classe nostra non c’era nessun Federico.
ASCARI (M5S). E nella scuola, che magari avesse contatti con Emanuela?
BISIGNANI. Sempre nel contesto goliardico, Federico era una persona che piaceva tanto a Vanessa. Non ricordo altro, perché stava fuori dalla scuola, ma Vanessa mi tormentava con questo Federico. Non mi viene in mente francamente nessun altro Federico.
ASCARI (M5S). Torno all’ultimo anno di scuola di Emanuela, sempre sulle assenze, che voglio quantificare. Sulla base di una verifica che è stata fatta, avrebbe totalizzato tra le 63 e le 71 ore di assenza, che sono comunque tante ore.
BISIGNANI. Se fa un calcolo del genere, considerando che noi avevamo cinque ore tutti i giorni, 71 ore corrispondono a circa 12 giorni in tutto l’anno.
ASCARI (M5S). Quindi, non è tantissimo e comunque non le ha notate.
PRESIDENTE. Forse furono tutte in un quadrimestre, ma non sono in ogni caso tantissime.
BISIGNANI. Se mi parla di 71 ore di assenza a lezione di matematica, allora posso pensare che sia così. Ma 71 ore di assenza totali sono 14 giorni: anche se fossero in un quadrimestre, bastava una settimana di malattia.
ASCARI (M5S). In condotta Emanuela Orlandi risultava avere otto. Si ricorda che avesse un atteggiamento indisciplinato?
BISIGNANI. No, perché a scuola nove in condotta l’aveva solo chi faceva tante attività. Subito dopo, c’era l’otto in condotta. La nostra classe non ha mai avuto grossi richiami. L’otto in condotta era una media.
ASCARI (M5S). In una occasione, il 30 maggio dell’83, si ricorda se per caso Emanuela si era vantata, anche per l’età e collocando nel contesto, di non essere venuta a scuola e di avere firmato la giustificazione da sola? Se la ricorda questa cosa?
BISIGNANI. Sinceramente non la ricordo e non è qualcosa che appartenesse al suo modo di essere, nel senso che non la vedevo come una persona che si sarebbe vantata di una cosa del genere. Magari l’avrà fatto, perché l’abbiamo fatto tutti.
ASCARI (M5S). Però non se lo ricorda.
BISIGNANI. Sinceramente no. Se era una assenza del 30 maggio, alla fine di maggio e ad inizio giugno a scuola è sempre stato un po’ così, perché avevi già chiuso. L’abbiamo fatto tutti. Ci siamo vantati anche di cose che non abbiamo mai fatto e poi magari siamo andati a pietire da mamma. Però, sinceramente non ricordo.
ASCARI (M5S). All’inizio lei ha detto che Emanuela aveva molti ammiratori.
BISIGNANI. Era una persona carina e aveva dei modi carini. Poi aveva questo fatto di essere molto timida. Anche io la ammiravo, sì. Sono stato messo in mezzo anche io.
ASCARI (M5S). Chi altro aveva, secondo lei, delle simpatie per Emanuela?
BISIGNANI. Io ricordo che un pomeriggio siamo usciti insieme a Gianluca e Roberto.
ASCARI (M5S). Di Gianluca si ricorda il cognome?
BISIGNANI. Certo! Gianluca Malandra è il mio sodale dall’asilo e l’altro è Roberto Pasetti.
ASCARI (M5S). Ed anche loro potevano avere una cotta per Emanuela?
BISIGNANI. Conoscendoli tutti e due, penso di no. A 15 anni esci con il mondo, nel senso che organizzi e vai. Poi, quando avevamo 15 anni noi, ad inizio anni Ottanta, tutto quel mondo era molto più semplice.
ASCARI (M5S). A distanza di così tanti anni, voi avrete avuto modo sicuramente di parlarvi, tra compagni e compagne. Voi avete avuto la fortuna di conoscere personalmente Emanuela. Ci può dire il suo o il vostro pensiero relativamente alla scomparsa?
BISIGNANI. Posso essere sincero? Speriamo sia morta. È una di quelle cose che ci ha accomunato molte volte, con la lacrima che scende, perché pensare che una persona come lei abbia dovuto sopportare quello che le hanno buttato addosso in tante occasioni è un dolore troppo grande.
Parlandone tra amici, abbiamo pensato che è stato detto di tutto: la tratta delle bianche, poi che l’avevano vista in Siria. Una volta uscì un articolo, su Panorama o sull’Espresso, adesso non ricordo, che diceva che stava prigioniera non so dove. Hanno detto che era seppellita insieme a De Pedis. Ci hanno detto di tutto e tutto quello che abbiamo pensato, conoscendo Emanuela, è: speriamo che sia morta.
Per tutto quello che le hanno messo intorno, detto da persona che le ha voluto bene come ad una compagna di classe, io non glielo auguro. Questa è una cosa di cui abbiamo parlato, perché poi, naturalmente, ci si chiede: ma tu che pensi? Io non lo so che penso, perché abbiamo fatto di tutto.
Personalmente sono stato contattato tre volte da un giornalista, che ha scritto un libro e con il quale non mi sono sentito di parlare, perché non mi piaceva il suo modo di fare, pur rispettando, naturalmente, il suo lavoro e tutto quello che lui ha fatto.
PRESIDENTE. Per il resoconto, le ore di assenza al secondo anno furono 28 nel primo quadrimestre e tra le 63 e le 71 nel secondo quadrimestre, laddove la differenza è legata alle ore di educazione fisica che sulla pagella sono tra parentesi. Quindi, effettivamente non sono molti giorni, anche se c’è un notevole aumento nel secondo quadrimestre.
MORGANTE (FDI). Signor Bisignani, lei quando apprese della notizia della scomparsa di Emanuela? Ricorda quale fu la sua reazione?
BISIGNANI. Me lo ricordo perché ero a Francavilla, a casa di mia zia. Mi chiamò Gianluca Malandra. Vidi questa notizia al telegiornale e poi sentii Gianluca dalla cabina telefonica. Poi tornai a Roma. Specialmente all’epoca, non è una cosa che ti spieghi. L’unica cosa che ti viene in mente è se potevamo fare qualcosa. Siamo andati in giro, cercando di guardare in faccia le persone. Era qualcosa che ti faceva rimanere fermo e un po’ sbigottito.
MORGANTE (FDI). Avendo lei visto Emanuela fino a qualche giorno prima, le tornò in mente magari qualche episodio o qualche frase che ritenne collegabile alla scomparsa di Emanuela?
BISIGNANI. No. A questa cosa ho pensato molto, anche perché all’epoca siamo stati sentiti dagli organi preposti, che ci hanno chiesto queste cose. Sinceramente siamo veramente caduti, almeno io, dalle nuvole. Io non ho avuto nessun sentore di alcunché.
MORGANTE (FDI). Emanuela non aveva fatto qualche battuta qualche giorno prima, magari strana?
BISIGNANI. Lei era preoccupata di essere rimandata, come penso tutti, e quindi le battute erano: adesso vado a lavorare. Ma no, almeno con me no. Io ci ho pensato tanto, se potesse aver detto qualcosa, perché uno pensa: magari può avermi detto una cosa per dirmene un’altra, ma non l’ho percepita, devo essere sincero.
PRESIDENTE. Con la classe siete mai stati, soprattutto quell’anno, a vedere alcuni cineforum, a vedere dei film o qualche attività del genere?
BISIGNANI. Non me lo ricordo. Le cose con la classe si facevano, però questa cosa del cinema sinceramente non ricordo se fu fatta con la classe. Prima, vicino al Convitto, vicino al bar Vanni, c’era il cinema Monte Zebio, dove adesso c’è il teatro Manzoni, che aveva il tetto che si apriva sul campo da calcetto. Ricordo di esserci stato con la scuola, però sinceramente non ricordo se fu in quegli anni o meno.
PRESIDENTE. C’era un certo Luca nella classe?
BISIGNANI. Sì: Luca Fenoaltea.
PRESIDENTE. E che rapporto aveva con Emanuela, che lei sappia? Erano particolarmente amici?
BISIGNANI. Non ricordo. Lui era figlio di un notaio e non mi sembra di ricordare che avesse un’amicizia particolare con Emanuela.
PRESIDENTE. Che lei ricordi, Emanuela come veniva a scuola: a piedi o accompagnata?
BISIGNANI. Mi sembra che fosse amica di una ragazza che abitava a piazza Risorgimento.
PRESIDENTE. Sì, Daniela Marzari.
BISIGNANI. Mi sembra che delle volte venissero insieme, però francamente no, non lo ricordo.
PRESIDENTE. Ricorda qualche episodio legato a una festa organizzata proprio da Caterina Fanello e Vanessa Vaiani, in un circolo privato vicino a via Baldo degli Ubaldi?
BISIGNANI. No, non me lo ricordo.
PRESIDENTE. Invece, se le chiedessi di simpatie di Emanuela per qualcuno, di fidanzatini, persone che potevano piacere a lei, anche non della classe, anche non della scuola, ricorda qualcuno?
BISIGNANI. Non della classe o della scuola non lo so. Che lei avesse simpatie per qualcuno, che io sappia no, perché – ripeto – era molto tranquilla e molto riservata. Non era il tipo che si si esprimeva. Noi ragazzi sì, ma lei no.
PRESIDENTE. Comunque lei, alla luce della scomparsa di Emanuela, non ha mai collegato nessun episodio che le può aver fatto pensare a qualcosa di strano?
BISIGNANI. No, anzi, la cosa che noi ci siamo sempre detti era proprio questa, nel senso che non c’era nessun segnale di una cosa del genere, perché era una ragazza normalissima.
PRESIDENTE. Ha mai saputo di una frase che Emanuela avrebbe detto a Silvia Vetere, una vostra compagna di classe: non mi vedrete più?
BISIGNANI. Devo essere sincero su Silvia, perché Silvia è una persona abbastanza particolare. Lo è stata e lo ha dimostrato anche dopo. Era follemente innamorata di Roberto Pasetti. Lei ha vissuto male questa cosa ed ha assunto degli atteggiamenti non troppo lineari.
PRESIDENTE. Quindi, lei non darebbe affidamento a questa frase.
BISIGNANI. Io no. Sinceramente, non ne ho cognizione.
PRESIDENTE. Non ne ha cognizione, ma non la stupirebbe che fosse una frase non vera.
BISIGNANI. Purtroppo, lei ha detto tante cose. Anche il suo modo di essere era abbastanza confuso.

PRESIDENTE. Le amiche più strette a scuola sono quelle che abbiamo citato?
BISIGNANI. Sì, anche perché erano poche. Non avevamo questa classe piena di donne.
PRESIDENTE. Ed erano molto amiche con Emanuela?
BISIGNANI. Non mi sembravano unitissime, ma erano amiche di classe.
PRESIDENTE. Lei ha mai sentito dire che ci fosse una persona nel Convitto soprannominata la brunetta?
BISIGNANI. No.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda la scuola di musica, Emanuela le ha mai parlato o della scuola di musica o dell’Azione Cattolica?
BISIGNANI. No, lei su quello era abbastanza taciturna. Noi magari le chiedevamo: dove vai, cosa fai. Lei diceva: vado a scuola di musica, suono il flauto e poi si facevano tutte le battute sul flauto, ma più di quello, niente.
PRESIDENTE. Le faccio alcuni nomi che probabilmente non le diranno nulla, se Emanuela non gliene ha mai parlato, ma glieli faccio comunque: Alberto Laurenti, Laura Casagrande, Marco e Patrizia De Lellis? Anche se fossero nomi che lei ha sentito per altri versi. Marino Vulpiani, Giulio Gangi, Antonio Vignera?
BISIGNANI. No, Presidente, non li conosco.
PRESIDENTE. Lei sa dove Emanuela facesse le sue vacanze? Non le ha mai parlato di questo?
BISIGNANI. No, mai.
PRESIDENTE. Facevate mai delle uscite di classe dove c’era anche Emanuela?
BISIGNANI. Come ho detto, dovremmo essere usciti, se non mi sbaglio, una settimana prima, con Daniela e con Emanuela. C’erano Gianluca, Roberto e un’altra persona.
PRESIDENTE. E dove siete andati?
BISIGNANI. Dalle parti di piazza Risorgimento a passeggiare.
PRESIDENTE. Nel ringraziare l’audito, dichiaro conclusa anche questa audizione e i lavori di questa giornata.
I lavori terminano alle ore 16,12.
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