Race of the Cure 2013. Le donne in Rosa per Emanuela Orlandi

Grande successo della Race of the Cure di Roma e delle “donne in rosa” dove era presente uno stand per la raccolta delle firme a favore della Petizione di Pietro ORLANDI

Esistono diversi tipi di solidarietà. A volte poi può essere anonima, altre volte invece avere un nome e una forma ben precisa e, perché no, un colore.
Domenica 19 maggio la solidarietà era tinta di rosa e la si poteva toccare con mano al Circo Massimo di Roma. Era il rosa delle donne che hanno affrontato o stanno ancora lottando contro un tumore al seno e che da diversi anni si danno appuntamento nel cuore di Roma per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica, tramite l’ associazione Komen Italia, che organizza la maratona “Race of the Cure”.

E’ in questo contesto sto e con questa cornice che le donne in rosa hanno voluto mostrare la propria solidarietà alla famiglia Orlandi: “perché non venite a raccogliere firme per la nostra Emanuela?”. Eh sì, proprio così, perché ormai in 30 anni Emanuela è diventata la figlia, la sorella, l’amica di tutti gli italiani. Soprattutto in un periodo delicato come questo, è bello vedere e bene sottolineare la faccia onesta dell’Italia e le mani disinteressate che si adoperano e agiscono con abnegazione per Emanuela Orlandi.

Il gruppo Facebook dedicato alla Petizione ha subito raccolto l’invito dell’organizzazione della maratona e si è messo all’opera per una funzionale raccolta firme. Ecco allora che domenica, alle ore 8, era già tutto bello e pronto: c’erano i volontari, le magliette, le locandine. C’erano le foto di Emanuela e Mirella, le statistiche e i numeri della petizione. C’era la gigantografia della “ragazza con la fascetta tra i capelli” che l’anno scorso proprio di questi tempi veniva esposta al Campidoglio. C’era Roma Capitale Magazine con la propria tecnologia. C’erano i fogli, le penne, i pc, i tablet ma soprattutto tanti cuori. Quelli di chi compilava o aiutava a compilare la sottoscrizione, quelli di chi si fermava per una stretta di mano e un “forza” sicuro e commosso a Pietro Orlandi. Il cuore delle “donne in rosa” che oltre a testimoniare il proprio coraggio, si sono fatte portatrici anche di questa iniziativa. Ed è così che c’è stata qualcuna che si è fatta consegnare dei moduli bianchi ed è tornata poi con griglie piene di firme, in compagnia di tante altre amiche che volevano anch’esse aderire ma “era finito lo spazio!”.

Il gazebo per la raccolta delle firme

E’ stata una festa colorata, piena di musica e allegria. Le donne in rosa con i loro sorrisi e la loro solidarietà ci hanno insegnato che un dramma personale può e non deve inaridire e che, nonostante tutto, bisogna coltivare l’aiuto reciproco.

A fine mattinata palloncini colorati volano verso il cielo e si alzano anche applausi vigorosi per le amiche in rosa che non ci sono più.

Noi da dietro questo monitor applaudiamo commossi a tutti coloro che hanno reso possibile questa raccolta firme e che, partecipando attivamente alla sua realizzazione o passando per lo stand, hanno voluto dimostrare ancora una volta la propria solidarietà e vicinanza alla Famiglia Orlandi.

Mel

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