Maria Antonietta Gregori : “La nostra genetista forense è pronta ad esami paralleli su quei resti”

Le ossa umane ritrovate in una dependance della Nunziatura Apostolica a Roma, stando ai primi esami, avrebbero una datazione antecedente al 1964 e sarebbero riconducibili allo scheletro di un uomo.  Non vi sarebbe quindi nessun nesso con i casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, le due giovani scomparse nella capitale nel 1983 ma in attesa di ulteriori analisi, è doveroso usare ancora il condizionale.

Ma chi e per quale motivo ha fatto immediatamente l’abbinamento dei resti con i nomi della ragazze scomparse da ormai 35 anni? perché far ripiombare nel dolore più totale e riaprire ferite mai chiuse i familiari delle ragazze?

Si attende intanto l’esito finale delle ossa, l’unica certezza è l’estrazione del DNA.

Mirella Gregori

Noi aspettiamo sempre l’esito definitivo delle analisi sulle ossa visto che lo stesso Professor Arcudi, consulente del Vaticano, continua ad usare il condizionale in merito ai primi accertamenti. Solo l’esame del DNA può darci delle certezze. E comunque noi faremo effettuare altre analisi in parallelo e alla luce del sole, dalla nostra Genetista Marina Baldi”.

Maria Antonietta Gregori in tutti questi anni ha sempre pensato Mirella viva ma se le ossa fossero veramente della sorella forse riuscirebbe a mettere la parola fine a questa storia che si prolunga per 35 anni, poi però  bisognerà partire davvero da qui “anche perché” continua Maria Antonietta, “secondo noi le indagini su Mirella non sono mai partite veramente, tutto è scaturito dalle telefonate che sono arrivate. Anche su Emanuela ci sono stati troppi depistaggi tanto è vero che prove concrete non ne troviamo neanche sul suo caso. Sono due storie che apparentemente sembrano viaggiare in parallelo ma forse se all’epoca ci fosse stata un’altra situazione, prese una per una, una per volta, probabilmente ci sarebbe stato un altro risvolto. Probabilmente non c’entra niente la pista internazionale, probabilmente sono due storie finite male”.

La cosa che mi fa ben sperare” ha concluso Maria Antonietta “è l’apertura nuova del Vaticano e della Procura nei confronti del caso della scomparsa di mia sorella Mirella e di quella di Emanuela Orlandi”.

Fonte Radio Campus

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