Il giallo del cimitero teutonico. Pietro Orlandi: “Aprite quella tomba”.

Ai microfoni di Radio Cusano Campus, nella trasmissione “La Storia Oscura” condotta da Fabio Camillacci, alla luce degli sviluppi sul “caso di Emanuela Orlandi“, il fratello Pietro ha fatto alcune precisazioni e rivelazioni importanti: “In realtà questa lettera anonima che abbiamo ricevuto, non è altro che la conferma di altre segnalazioni che avevamo avuto nei mesi precedenti. Segnalazioni che ci sono arrivate da fonti interne al Vaticano e soprattutto non anonime; ecco perché abbiamo avanzato istanza scritta alla Segreteria di Stato vaticana. E non è la prima istanza che presentiamo bensì la terza e a oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta a nessuna delle tre. Tutto ciò conferma che il Vaticano non intende assolutamente collaborare per la ricerca della verità. Noi sappiamo da tempo di questa tomba al cimitero teutonico dove potrebbe essere sepolta mia sorella, così abbiamo chiesto un’indagine interna, una piccola collaborazione, anche riservata, per capire perché queste persone ci hanno segnalato che Emanuela è sepolta in quel camposanto”.

TeutonicoPietro Orlandi a tal proposito ha ribadito: “Ovviamente chiediamo di aprire la tomba. A noi direttamente non ci hanno mai risposto, contrariamente a quanto detto ai giornalisti dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede Alessandro Gisotti, il quale ne ha parlato solo perchè sollecitato dai cronisti quando si è saputo della nostra istanza scritta. Ma ripeto, sono mesi che noi attraverso il nostro avvocato chiediamo al Vaticano di fare chiarezza su quella tomba e sulle segnalazioni che abbiamo ricevuto. Perché questo muro di gomma? Emanuela è una cittadina vaticana è iscritta all’anagrafe vaticana, forse l’unica cittadina vaticana rapita, possibile che non ci sia interesse da parte di quello Stato a cercare di scoprire cosa sia successo? Non fanno altro che dire ‘per noi il caso è chiuso, ci deve pensare lo Stato italiano perché è scomparsa in Italia’. E’ assurdo tutto questo è come se nel caso Regeni lo Stato italiano dicesse alla famiglia ‘guardate è successo in Egitto quindi se ne deve occupare la magistratura egiziana per noi il caso è chiuso’.

Pietro Orlandi ha poi sottolineato: “Nell’ultima istanza abbiamo anche ribadito la necessità di un’audizione per alcuni cardinali che sono ancora in vita e che sanno che fine ha fatto Emanuela. Tra loro c’è monsignor Piero Vergari, che da rettore della basilica di Sant’Apollinare si attivò per far avere all’ex boss della Banda della Magliana Enrico De Pedis l’inusuale sepoltura nella cripta della stessa basilica. Ma tu guarda che strana coincidenza, in quel cimitero teutonico, tra le varie persone che possono essere seppellite lì, ci sono anche quelle della confraternita che ha sede in quel camposanto. E chi fa parte di quella confraternita? Proprio don Vergari che in passato fu anche indagato per il sequestro di Emanuela. E forse non è nemmeno un caso che la storia delle ossa venute alla luce nella Nunziatura Apostolica d’Italia, sia uscita dopo che l’avvocato Sgrò aveva annunciato al Vaticano la nostra intenzione di presentare istanza scritta per la tomba al cimitero teutonico. Di fatto la storia della Nunziatura ha rallentato tutto su quell’altro fronte. E’ chiaro che dietro la scomparsa di Emanuela c’è un forte intreccio tra Stato, Chiesa e criminalità. Questo ha portato a occultare la verità per oltre 35 anni. E’ come un vaso di Pandora: se lo apri escono fuori tante cose brutte. Ricordo che circa un mese dopo la scomparsa di mia sorella, ci fu un palese invito tra la Presidenza del Consiglio e il Vaticano in relazione alla scomparsa di Emanuela a ‘non aprire quella falla che difficilmente si potrà chiudere’. E’ chiaro -ha concluso Pietro Orlandiche sapevano cosa era successo ed era qualcosa da proteggere, da tenere nascosta per sempre”.

laura sgrò pietro orlandi
Laura Sgrò con Pietro Orlandi

L’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, spiega quali sono i prossimi passi: intanto è stata richiesta l’identificazione territoriale del cimitero teutonico perché si vuole comprendere chi ha la giurisdizione su quel fazzoletto di terra, quindi, in attesa che il vaticano dia delle risposte ufficiali, anche lo studio legale cercherà di vagliare la documentazione. Molto probabilmente si tratta di territorio vaticano ma bisogna comprendere se risponde alla Segreteria di Stato o all’Ufficio del Governatorato (quindi lo Stato o la Santa Sede). C’è però anche la possibilità che possa trattarsi di territorio italiano che gode di extraterritorialità o addirittura c’è una forma di pertinenza della Germania.

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4 Risposte a “Il giallo del cimitero teutonico. Pietro Orlandi: “Aprite quella tomba”.”

  1. È ora che si sappia la vrità,troppe menzogne,troppo ostruzionismo é una vergogna.Dopo tutti gli scandali che hanno colpito la Chiesa Cattolica sarebbe ora che almeno in questo caso si comportino in modo onesto,forse almeno riuscirebbro a guadanare un pochino di credibilità

  2. Buonasera, anch’io penso che qualcuno che ha potere potrebbe far aprire la tomba all’ insaputa di tutti, e se il corpo di Emanuela fosse lì, potrebbero farlo sparire. Ormai non ci si può più meravigliare di niente. Vaticano e politici NON hanno nessuna voglia di far emergere la verità.

  3. Fate attenzione che nell’attesa di una decisione riguardo l’apertura della tomba nessuno vada a cercare di occultare eventuali prove .A questo punto ci si può aspettare di tutto VERGNOSO IL COMPORTAMENTO DEL VATICANO PAPA COMPRESO

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