Arriva la P2 – Estratto commissione di minoranza sulla P2

Nello stesso periodo (estate del 1977) anche il Corriere della Sera passava sotto il controllo combinato di Marcinkus e di Roberto Calvi. E qui occorrono due righe di spiegazione. Il grande quotidiano milanese non era di proprietà diretta della ”Rizzoli“, ma dell’ ”Editoriale del Corriere della Sera“, società in accomandita semplice, che, a sua volta, era controllata da tre società per azioni di pari valore (33,33 per cento ciascuna): la “Alpi”, della famiglia Crespi; la “Crema”, di Angelo Moratti; e la “Viburnum” di Gianni Agnelli.
Quando i Rizzoli, nel 1974, avevano deciso l’acquisto dell’”Editoriale Corriere della Sera“, avevano rilevato in contanti le quote della famiglia Crespi e di Angelo Moratti, mentre si erano impegnati con Agnelli per rilevare, in un secondo tempo, il 33,33 per cento della ” Viburnum “.
Poi, negli anni successivi, le crescenti difficoltà economiche della casa editrice avevano costretto i Rizzoli a cedere in garanzia alla ”Cisalpine“, in cambio di finanziamenti ricevuti, il 100 per cento della ”Alpi” e il 50 per cento della ”Crema“. In altre parole, i Rizzoli avevano dato praticamente in mano alla ”Cisalpine” (vale a dire al tandem Calvi-Marcinkus) il 50 per cento della proprietà del ”Corriere della Sera“. Restava ancora libero quel 33,33 per cento in possesso di Gianni Agnelli che i Rizzoli non avevano ancora potuto riscattare. Ma sempre in quell’estate del 1977, Calvi, questa volta come ”Banco Ambrosiano“, si impadronì della quota Agnelli pagandola 22 miliardi e 500 milioni di Lire. E adesso tiriamo le somme. Alla fine dell’estate del 1977, la situazione si presentava come segue: la ”Rizzoli” era, per l’80 per cento, nelle mani di Marcinkus. Il ”Corriere della Sera“, a sua volta, era così controllato: un 33,33 per cento direttamente da Calvi tramite l’ ”Ambrosiano“; un altro 33,33 (”Alpi“) era integralmente nelle mani della “Cisalpine” (Calvi-Marcinkus); il restante 33,33 per cento della ”Crema” era suddiviso in due parti: una metà alla ”Cisalpine” (sempre Calvi-Marcinkus), l’altra metà, rimasta formalmente alla ”Rizzoli“, era in realtà, anche questa, controllata dallo IOR, che deteneva l’80 per cento della ”Rizzoli“.
Abbiamo così dimostrato (anzi, lo dimostrano i documenti raccolti dalla Commissione) che la proprietà della ”Rizzoli” e del ”Corriere della Sera“, a partire dall’estate del 1977, fu nelle mani di monsignor Marcinkus e di Roberto Calvi.

Estratto relazione di minoranza della commissione P2 – Giorgio Pisanò

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