“La verità sta in cielo”. Il film sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.

Basandosi sulle sole circostanze appurate, sulle carte processuali, sulle testimonianze e sui fatti noti e confermati, il regista Roberto Faenza mette in scena il rapimento di Emanuela Orlandi partendo dalle dichiarazioni di Sabrina Minardi. La verità sta in cielo.
La notizia è tutta nel finale del film su Emanuela Orlandi: c’è stato un incontro tra vertici della Procura e del Vaticano, un incontro che avrebbe dovuto far saltare dalla sedia i più, ma molti si sono limitati alla critica cinematografica: film bello/film brutto/film così e così.
Alcuni hanno fatto spallucce preferendo tenere per buona la fiction: è-finta-la-giornalista-inglese-lo-sarà-anche-il-finale.
Altri hanno fatto fioccare accordi commerciali pro romanzi. Servivano effettivamente romanzi sui casi Gregori/Orlandi.
Capitolo a parte, con stesa di velo pietoso, i giornalisti in preda a crisi di nervi: la-mia-teoria-è-più-teoria-della-suaaaa!
locandina-ver

Locandina del film

Stiamo parlando de “La verità sta in cielo”, il film diretto dal 73enne Roberto Faenza uscito nei cinema lo scorso ottobre. Il film è andato benino per essere un docufilm e non una pellicola di Zalone che, lo ricordiamo, è in cima alle classifiche dei più visti in Italia. Quindi, se il paragone è con “Quo vado?”, siamo lontani, ma chi lo fa e dice che la pellicola su Emanuela Orlandi è stata un flop è in malafede. E sì che ce ne sono tanti in malafede…

Certo, non è un capolavoro stilistico, ma ha una notizia: ce l’ha nel finale. Pietro Orlandi, il fratello della 15enne vaticana sparita il 22 giugno del 1983 tra la famigerata piazza delle Cinque Lune e il Senato, continua a ripetere sui social che è maledettamente vero quel finale, che l’incontro e l’accordo tra vertici del Vaticano e della Procura c’è stato davvero. In Paesi più liberi del nostro sarebbe scoppiato un giusto caos mediatico con ressa di cronisti e poltrone che saltano. In Italia il nulla. Meno se ne parla, meglio è. Ma meglio per chi?
Il finale del film racconta che il Vaticano voleva lo spostamento delle spoglie del plurimputato Enrico De Pedis, detto Renatino, per inquirenti e investigatori è stato il boss dei Testaccini, cioè la frangia più pericolosa e potente della Banda della Magliana.  
Una volta appurato che Renatino è stato sepolto davvero in sordina nella basilica di Sant’Apollinare, dopo essere stato freddato in via del Pellegrino, i suoi resti diventano scomodi per la Santa Sede. Troppe polemiche, vanno spostati. Dalla Procura, però, fanno sapere che il problema è loro, dei prelati. Sanno perfettamente che nella cripta di Renatino non potevano esserci resti di Emanuela Orlandi. Lo dice anche la logica. Nessuno si sarebbe preso la briga di riesumare i resti della 15enne, sparita nel 1983, e portarli nella tomba del boss-per-investigatori-e-inquirenti, lui ucciso sette anni dopo.
Quindi? Quindi si fa un accordo, il Vaticano consegna il fascicolo interno sulla Orlandi alla Procura che, per ricambiare, fa spostare la salma di De Pedis. Questo racconta il film e Pietro ripete che è vero. 
Nessun magistrato l’ha convocato per chiedergli dettagli. Perché dici che è vero? Cosa sai? Chi ha fatto cosa?
Dal film alla realtà appurata: è un fatto che con l’arrivo del nuovo procuratore siano cambiate le carte in tavola. Il magistrato Pignatone ha deciso per l’apertura del sarcofago. Il resto è storia. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo si è dichiarato in dissenso con l’archiviazione, ma i pm Simona Maisto e Ilaria Calò hanno ritenuto di chiederla.
Fine.
O no?
C’è davvero dell’altro?
C’è un regista pluripremiato che si è sbilanciato non poco realizzando un film non perfetto, ma coraggioso. C’è il fratello di una ragazzina scomparsa che ripete che c’è stato un accordo più che discutibile.
Appurare i dettagli dell’incontro e dell’accordo tra Vaticano e Procura è un inizio. Un bell’inizio verso la verità storica e giudiziaria.
 Giovanni Pacitti

DATA USCITA: 06 ottobre 2016
GENERE: Drammatico
 
ANNO: 2016

REGIA: Roberto Faenza

ATTORI: Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano, Valentina Lodovini, Shel Shapiro, Luciano Roffi, Tommaso Lazotti, Alessandro Bertolucci, Giacomo Gonnella, Alberto Cracco

SCENEGGIATURA: Roberto Faenza

FOTOGRAFIA: Maurizio Calvesi

MONTAGGIO: Massimo Fiocchi

MUSICHE: Teho Teardo

PRODUZIONE: Jean Vigo Italia con Rai Cinema, prodotto da Elda Ferri

DISTRIBUZIONE: 01 Distribution

PAESE: Italia

DURATA: 94 min.

Print Friendly, PDF & Email

4 thoughts on ““La verità sta in cielo”. Il film sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.

  1. Claudio il said:

    Condivido in toto quanto scritto. Meravigliosa la frase “i giornalisti in preda a crisi di nervi: la-mia-teoria-è-più-teoria-della-suaaaa!”. In tutta questa storia sono loro che hanno la verità in tasca. Tutti con basi ma nessuno con prove. Tutti a dire “una mia fonte….una mia confidente…. mi ha detto….” e poi non hanno palle per andare in procura a vuotare il sacco

  2. Sandro 65 il said:

    Complimenti per l’articolo, personalmente la penso allo stesso modo. Vidi il film il primo giorno dell’uscita e trovai l’ultima scena della trattativa Stato – Chiesa molto significativa.
    Il Regista Faenza che conosco personalmente è sempre stato presente agli eventi che realizzammo in piazza e persona dall’alto valore umano.

  3. Denis il said:

    [Admin]
    Faenza non si limita alla ricostruzione storica e cronologica, l’ambizione è quella di suggerire nuove ipotesi e indicare nuovi interlocutori da interpellare nella speranza di ottenere risposte. Il regista va oltre all’inchiesta, non trascura la narrazione di una storia che vorrebbe anche toccare le corde emotive del pubblico. Il punto di vista usato è quello dell’ amante di Enrico De Pedis, Sabrina Minardi, che a distanza di anni ha raccontato quello che sapeva con una storia articolata in flashback su tre livelli: passato, presente e futuro narrando il fatto, la distorsione delle informazioni e l’occultamento.

Lascia un commento

*